di DANILO CARUSO
Dopo aver parlato di mutilazioni animali
fuori dell’ordinario1, e nel contesto del pensiero ufologico di
Linda Moulton, credo opportuno esporre un quadro analitico che si è prospettato
alla mia mente. Il suddetto fenomeno, ricondotto all’area dei Grigi, inerisce
allo spazio di attività umana dell’allevamento di bestiame. Ho notato che se
gli accostiamo l’altro dei crop circles recuperiamo la dicotomia agropastorale.
Trattando del tema in precedenza2 ho interpretato tali ultimi in
guisa junghiana: moderni mandala, presentati forse dai Nordici, penso di poter
ipotizzare (sulla base della mia impressione di orientamento di costoro: cioè
sarebbero i giudiziosi, gli assennati, gli “amici”). Vorrei ora esplorare
meglio la dicotomia che ho indicato con quelle particolari e precise
connotazioni. Chiarisco innanzitutto che l’impostazione di quanto seguirà
possiede una forma scientifica, cioè si modella su percorsi concettuali
cementati su aspetti simbolici coerenti, sebbene, la gamma possa sembrare
superficiale o non organica. Comprendo benissimo questa sensazione, la quale è
stata quella che in un primo momento mi aveva indotto a non pubblicare queste
mie riflessioni. Ma poi, da junghiano (e da filosofo) ho preferito mettere per
iscritto tutti i dettagli in merito, avendo ottenuto la sensazione opposta che
avrei sbagliato a non offrire una simile analisi attinente alle mie specifiche
modalità analitiche di cui già detto alcune volte. Osserviamo allora tale
dicotomia ufologica alla maniera di Jung, evidenziando i valori simbolici degli
aspetti legati inter se perciò a dovere: non c’è disomogeneità nell’astrattezza.
Abbiamo quindi da un lato i Grigi con le asportazioni chirurgiche da bestiame e
l’allevamento, dall’altro i Nordici con i crop circles e l’agricoltura (dacché
ho assunto nella mia posizione di partenza che gli autori possano essere quelli
per questi). La dicotomia agropastorale non è stata estranea ai miei studi. L’ho
infatti esaminata in relazione alle figure veterotestamentarie di Caino e
Abele: l’agricoltore non gradito al Dio biblico, e l’allevatore invece
apprezzato da costui. Nelle mie analisi di tali antichi testi ho ricollegato
quell’opposizione, costruita su simboli, secondo me, a una dicotomia di natura
socioeconomica: attività con rischio d’impresa (allevamento) / attività con
rendita da una base originaria più salda (agricoltura). Ciò che ci ritroviamo
adesso è la collocazione caratteriale (junghiana) nella colonna dell’attivismo
veterotestamentario, e protestante (Weber), dei Grigi. In passato ho avuto occasione
di spiegare la mia idea che simili alieni siano cittadini di un sistema che
abbia vissuto un’esperienza transumanistica molto progredita e partita dal
nostro stadio antropomorfo. In parole povere, per me, questo modello biologico
(l’umano) sarebbe lo standard universale originario (da cui appunto evoluzione
postumana più o meno dissonante: i Nordici sarebbero uguali a noi per
fisionomia, però molto più maturi per saggezza). Collocati i Grigi da una parte
della dicotomia, dall’altro poniamo i Nordici, gli “individuati” secondo l’auspicato
processo illustrato da Jung. Loro non sarebbero stati protagonisti della grigia
società liberalprogressista senza limiti, la quale avrebbe trasformato l’uomo
nel Grigio: non so se a seguito di esigenze di sopravvivenza palesatesi
altrove, o in seguito a un cammino di cambiamento ricercato per puro spirito
scientifico. Quanto rilevo è che i Grigi mostrano, così ragionando, affinità ideologica
caratteriale con gli USA, patria ideale dell’attivismo capitalista. Che detti
extraterrestri abbiano ottenuto un concordato con il repubblicano Presidente
Eisenhower, non mi stupisce più di tanto. Si vuole fallito l’accordo coi
Nordici perché richiedenti condizioni a favore di un pacifismo mondiale. Questi
altri alieni sembrano più empatici, a quanto si dice, a differenza degli algidi
Grigi. I primi, a mio giudizio, esprimono un’etica kantiana, la ricerca di
condotte equilibrate, più consone al criterio dell’economia di rendita
agricola: il contrario dell’attivismo imprenditoriale capitalistico, il quale
insegue nell’insicurezza del successo, profitto e ricchezze sconfinati. La
mancanza di un freno, di una soglia da non superare, ha portato la Civiltà
antropomorfa grigia dall’umano al postumano? Non dispongo di prove concrete,
bensì di costruzioni concettuali filosofiche. Eventuali esperimenti di
ibridazione alieno-umano da parte dei Grigi potrebbero testimoniare il
desiderio di riguadagnare un aggancio con l’antropomorfo d’origine: ci potrebbe
essere qualcosa di nostalgico e di ideale per loro. L’opposizione che ho
strutturato, e che sto sviluppando nei suoi poliedrici significati, non intende
rilevare affatto la dicotomia “buono/cattivo”: non voglio creare solo una
simpatia per i Nordici e una speculare antipatia nei confronti dei Grigi. Il
mio compito è comprendere la ratio di un comportamento in guisa psicanalitica,
e in un secondo momento lasciare luogo a giudizi storiografici e morali. Non si
rivela mio intento demonizzare i Grigi: ritenuti autori di abduction, di
mutilazioni animali, di forme di ibridazione, in tutta quella generale e
ipotetica cornice del patto con il governo statunitense. David Michael Jacobs, di cui
ho visto l’opera “The threat” (1998) e ascoltato più recenti videointerventi,
ha parlato delle sue scoperte da ipnosi regressiva su addotti, presunti
puntualizzo io. Ho già dichiarato di non essere un sostenitore di simile prassi
esplorativa se rimanente isolata. Vale a dire che se un’ipnosi regressiva non
ha un contorno di prove tangibili a sostegno, a mio modestissimo sentire, non
può darsi affidabile al 100%. E non ha rilevanza decisiva che una pluralità di
soggetti possano rispecchiare la medesima versione di un fatto: potrebbe sussistere
in direzione di un’ascendenza psichica un modello unitario di riferimento, per
così dire “archetipico” (non ci serve un viaggio sull’Orient Express). Jung ci
metterebbe giustamente in guardia durante l’analisi, e ci inviterebbe a trovare
appoggi concreti se volessimo dimostrare reale una narrazione. Così faccio io,
memore dei migliori metodi investigativi. Va bene avere un paniere indiziario,
però la sua traduzione in fatti richiede una rigorosissima procedura. Dobbiamo
distinguere un’esperienza esterna rispetto alla nostra persona da un’esperienza
avente luogo soltanto all’interno della nostra coscienza (una manifestazione
dell’Inconscio collettivo, un’interazione con un complesso psichico
sostanziale, quali esempi). Non voglio squalificare tutte le ipnosi regressive
in merito a mere ipotesi di adduzione. Infatti sono lieto di ricordare che
Jacobs ha evidenziato la presenza di tracce sui corpi degli esaminati
considerati vittime di abduction. Il profondo analista americano ha rivelato di
aver recuperato notizia nelle sedute ipnotiche di procedimenti extraterrestri
di ibridazione alieno-umana: pare che ci siano prelievi da umani di ovuli (tracce
di possibile ignorato atto chirurgico a pro di ciò: vedasi in “The threat” il
paragrafo “Extrauterine gestational units” a pag. 62) e spermatozoi, che dopo
la fecondazione avvenga l’ibridazione con tratti genetici non umani, che l’embrionale
nucleo ricavato sia impiantato vicino ai confini esterni uterini di donna umana
(ibi, vedasi il caso di Melissa Bucknell alle pagg. 64-65), e che dopo pochi
mesi esso sia estratto allo scopo di essere messo in una teca incubatrice. Tale
ultimo dettaglio ricorda la tangenza con lo huxleyano Brave New World la quale
è emersa nella mia filosofia ufologica riguardo al tema toccato. Sull’altro
versante della superiore dicotomia, quello nordico-agricolo, in aggiunta a
quanto esposto, giudico di poter inserire in questa colonna il pensiero
ufologico di Juan Posadas, il teorico degli alieni socialisti e con tecnologia
avanzatissima. Le affermazioni posadiste si addicono ai Nordici. Cosicché l’opposizione
Grigi/Nordici si svela una dicotomia (spirituale) “liberalcapitalismo /
giustizia sociale (etica kantiana) e socialismo (ovviamente non quello di Marx)”.
Credo, attraverso un iter filosofico, di aver scoperto aspetti di possibili
civiltà extraterrestri: è la mia maniera psicanalitica junghiana e
fenomenologica hegeliana. Chi la capisce potrà percorrere i miei cammini
concettuali, i quali non dimenticano mai il momento dell’avvaloramento
empirico: teoria, solidamente strutturata nel suo castello concettuale;
dimostrazione comunque necessaria in ultima istanza mediante riscontro
concreto. Filojunghiani e filohegeliani nella metodologia, ma coi piedi per
terra. David Michael Jacobs ipotizza che i Grigi possano riprodursi attraverso
clonazione, poiché appaiono asessuati: io ci vedo un transumanistico
superamento dei generi sessuali3, culminante in un’ectogenesi
huxleyana in senso lato (potrebbero avere “uova” prodotte non so come). Un nuovo
aspetto che ho notato in comune col Brave New World si ricollega alla questione
delle altezze dei soggetti: i Grigi si dividerebbero in alti e bassi (con
questi subordinati ai primi). Il parallelo postumano mondo distopico di Huxley
struttura la propria gerarchia di autorità esprimendola nelle stature dei
soggetti (i più alti dirigono, i più bassi eseguono: singolare simile
coincidenza con gli alieni paragonati, la quale rafforza il mio impianto
analitico). Il professore universitario americano sostiene altresì che più di
trecento milioni di esseri umani siano stati rapiti finora dagli
extraterrestri, e che costoro attraverso gli ibridi cerchino di infiltrarsi
nella società umana con lo scopo principale di impadronirsi della Terra. Jacobs
ha notato nelle sue indagini su diverse centinaia di supposti addotti che i
Grigi riflettono una posizione di subalternità rispetto ad alieni Insettoidi.
Ho già precisato il mio punto di vista a proposito di extraterrestri teriomorfi
(Rettiliani, Insettoidi) puntualizzando che, per me, possa trattarsi di
manifestazioni dall’Inconscio impersonale o frutto di un Dottor Moreau: qui
potrei propendere per un’origine junghiana di specie intelligenti aliene
rivolte a un largo pubblico di percettori; d’altro canto sarebbe la teoria
parafisica di Vallée (pensiamo agli “attributi” della Substantia spinoziana, al
fine di cogliere il senso del mio ragionamento). Rettiliani e Insettoidi
potrebbero venire fuori, con concretezza tangibile al percettore, dall’Inconscio
Assoluto: però rimarrebbero un fenomeno psichico collettivo, il quale più che “parafisico”
definirei “metafisico” o “metafenomenico”. Io ignoro se i Nordici e i Grigi
percepiscano, e come, Insettoidi e Rettiliani. Gli “individuati” Nordici non
dovrebbero avere problemi in ogni caso con l’Inconscio collettivo alla luce
della loro maturità spirituale. I non empatici Grigi potrebbero essere o del
tutto chiusi al contatto con l’Inconscio impersonale (chiusura vera e propria
nel senso di aver posto un firewall; oppure in quello di indifferenza radicale)
o succubi in toto dell’Inconscio assoluto: in qualsiasi caso (il quale non
saprei al momento ben determinare più veritiero) il tutto come risultato di un
percorso transumanistico, che ha modificato il primordiale rapporto umano con l’Inconscio
collettivo. Alla fin fine concedo alle ipnosi regressive un margine di
attendibilità possibile, però da agganciare in previsione di una
fattualizzazione del narrato a prove concrete (ad esempio, su corpi umani di
presunti addotti: tracce chirurgiche, segni simili a tatuaggi, oggetti
impiantati, etc.). Sotto questo profilo metodologico (esigenza di appoggio a un
segno visibile) si è resa attiva la ricerca di Budd Hopkins, altro noto
ricercatore ufologico apprezzato da Jacobs (i due condividono temi coltivati:
abduction, ibridazione, aliena actio in corpore humano). Tornando all’argomento
degli ibridi creati dai Grigi, il capitolo VIII di “The threat”, “The hybrid
species-children” (iniziante a pag. 128), mi è parso molto rilevante circa le
informazioni che Jacobs ha ricavato dal suo lavoro su presunti addotti. Quanto
da lui riferito si intreccia con le mie ipotesi. I Grigi sarebbero una specie
aliena risultato di un costante intervento genetico, il quale ha modificato la
loro forma iniziale alla volta di una progressiva decadenza biologica che ha
distrutto la loro capacità di riprodursi in modo naturale. Al fine di ovviare
alla propria clonazione forzata avrebbero deciso di procedere in direzione dell’ibridazione
umano-aliena, cosicché avessero l’opportunità di recuperare dimensioni smarrite.
Non si sa con esattezza chi fossero i promotori dell’originaria manipolazione
transgenica la quale ha generato la nuova specie grigia. Simile quadro calza
alla perfezione alla mia idea dell’evoluzione (o involuzione) transumanistica
presso altre civiltà antropomorfe. L’attento professore americano ha scoperto,
come già detto, una subordinazione grigia agli insettoidi. Però anche qui
esiste acqua per il mio mulino. Io ho ipotizzato la natura junghiana di rettiliani
e insettoidi, ossia metafisiche (o parafisiche) manifestazioni dell’Inconscio
collettivo. Perché i Grigi potrebbero vederli ed essere a loro sottomessi? Per
il fatto che il transumanesimo di cui sono rimasti vittime abbia prodotto un
trauma nell’intera specie; trauma causato da mano antropomorfa (e non
teriomorfa), il quale l’Inconscio impersonale avrebbe elaborato in quella forma
simbolica inquietante di nuovo dominatore. Questo non sarebbe però altro che il
simbolo del responsabile reale a monte, diventato una specie aliena la quale
magari i Grigi proiettano di riflesso nella mente umana di coloro che
condividono esperienze con loro. La volontà grigia che insiste a beneficio dell’ibridazione
con noi, secondo me, non farebbe un salto in avanti con lo scopo di creare un
terzo tipo (a pag. 130 il paragrafo “Creating homo-alienus”), farebbe un
percorso a ritroso verso il da me reputato modello antropomorfo sessuato
universale primordiale. Continua a dire Jacobs che l’ibridazione per gli
sterili Grigi non è stata una conquista facile. Dopo diverse fasi, non subito,
sono riusciti a raggiungere la generazione del tipo umano. L’analista americano
assocerebbe la comparsa dei Nordici a questo momento; tuttavia io preferisco
pensare che tali ultimi siano espressione di una civiltà a parte, antropomorfa
da sempre, e per conto loro (idest: esenti da interventi genetici di stampo
postumanistico biologico). I feti ibridati dai Grigi subiscono l’iter anomalo
descritto più sopra per via della loro provenienza. Jacobs ha rilevato la
difficoltà di questi nati poi cresciuti a inserirsi in mezzo a noi a causa di
una strutturale impreparazione formativa essendo non provenuti da un contesto
umano di prima crescita convenzionale: ciò non li porrebbe immediatamente in
sintonia con il “dinamico” tipo umano terrestre. In compenso avrebbero in più
delle capacità d’azione non legate alla nostra normalità. Io credo che la
facoltà di derogare alle comuni leggi fisiche possa rivelarsi possibile (sono
di indirizzo filosofico fenomenista): cito ad esempio la telecinesi. Quindi non
mi stupirei di soggetti con “superpoteri” (tipo Eleven ed Eight di “Stranger
things”). C’è un libro che racconta la particolare cronaca di una donna ibrida
umano-aliena: “Raechel’s eyes / The strange but true case of a human-alien
hybrid” (2004) di Helen Littrell e Jean Bilodeaux. Tale pubblicazione, al di là
di tutta la vicenda raccontata la quale rimane tragica, mi ha
colpito altresì in due dettagli avvaloranti, se reali, mie idee. Chisky, uno
scienziato, soggetto ibrido e collaboratore del governo statunitense, afferma
il fondo genetico comune tra umanità e Grigi (in virtù di un loro portato ab
ovo, dicesi; ma la mia teoria è diversa, e va, in ogni caso, alla primordiale e
più remota giudicata comunitaria radice universale); egli proclama la volontà
di detti non umani, ridotti ormai a clonarsi, di recuperare un tratto biologico
da noi. L’ibrida Raechel, la quale mi rammenta vagamente Netti, la
protagonista, a sua volta, di un altro libro (un romanzo utopico di Aleksandr
Bogdanov, “La stella rossa”4), mostra alla madre biologica teche d’incubazione
contenenti feti ibridi. Nelle descrizioni di Jacobs dal su menzionato capitolo
VIII possiamo notare quale sia la fondamentale problematica dei bambini ibridi.
I Grigi hanno perso la “funzione psichica junghiana sentimentale”, mantenendo
le altre tre (logica, percettiva, intuitiva): ecco la ragione del loro non
essere empatici. Ciò sempre a causa di quelle modificazioni biologiche, le
quali integrando aspetti meccanico-informatici hanno trasformato il soggetto di
partenza con emozioni in un tipo personale esageratamente razionalistico,
prosciugato dell’emotività. I bambini ibridi risentono nella loro psiche ancora
di simile problema: hanno bisogno di apprendere a empatizzare e a provare
emozioni, dato che non lo fanno in maniera spontanea. Soffrono tale disagio,
perciò vengono messi a contatto con bambini e adulti umani addotti. Il compito
di questi ultimi nei “giardini per l’infanzia grigi” è quello di trasmettere e
far apprendere mediante l’esperienza vissuta le dinamiche emotive assenti: il
che rappresenta nei confronti degli umani un compito psicopedagogico
determinante in quel progetto. Vediamo come momenti quali il gioco e la
vicinanza svolgano funzioni appartenenti alle nostre classiche pedagogie. Le
strutture per l’infanzia degli ibridi possiedono una precisa gerarchia
gestionale: responsabili operativi appaiono degli ibridi adulti, poi gli umani
nel ruolo di operatori pratici, quindi i discenti ibridi. Il tutto mira a
umanizzare, con spirito d’equilibrio, la psiche degli ibridi, affinché abbiano minori
difficoltà a inserirsi, in incognito, nella nostra società. Sembra che
l’ambientazione reale rimanga comunque un impegno pesantissimo. Gli ibridi
maschi (poiché le femmine sono risultate non perfettamente funzionali alla
procreazione) possono instaurare delle relazioni sentimental-sessuali con donne
umane. La gamma di tali esperienze va da uno stadio soft, bene o male
accettabile, a un livello hard, che non ha niente da invidiare a qualche pagina
di de Sade. Nel vicino capitolo X, “Independent hybrid activity” (pag. 185),
l’autore del libro riporta la sadista vicenda di Beverly (pagg. 205-7). Il
fatto che ci sia un simile estremo negativo turba e lascia perplessi. Non si
capisce se nell’attività autonoma dai Grigi concessa ai loro ibridi l’eccesso
sia una possibilità contemplata, oppure conseguenza di un non calcolato difetto
strutturale. In qualunque circostanza a me sembra che il recupero libidico
degli ibridi, tornati in possesso di una “facoltà junghiana sentimentale”, sia
stato imperfetto, dacché viziato da suggestioni dell’Ombra junghiana. Gli
ibridi effettivamente non godono di un background di specie prossimo il quale
possa esemplificargli l’equilibrio emozionale;
pertanto possono cadere in preda di una schietta libido freudiana:
questa la mia diagnosi. Hanno incorporato anche il peggio dell’uomo (il quale
non pare vedersi nei Nordici). Pure gli ibridi adulti avrebbero bisogno di un
percorso pedagogico, al pari dei loro bambini, dove l’“educazione sentimentale”
sia ancora proseguita dopo la fase adolescenziale. Credo che Jung avrebbe
consigliato la stessa cosa. Il ripreso rapporto fra “homo alienus” e Inconscio
assoluto non sembra iniziato nella forma matura. La deviazione sadica dimostra
la necessità di un freno pratico alla loro coscienza sul fronte della violenza,
non il bisogno di una ignoranza operativa. Anche gli uomini debbono poter
osservare la perturbante Ombra, ma nessuno deve tradurla in atto concreto. Tale
rifiuto costituisce una libera scelta di
“giusta razionalità” davanti a pulsioni aggressive e distruttive, nella
fattispecie congiunte, in guisa sadista, a quelle sessuali. Per concludere l’esame
della dicotomia di cui sopra a monte, vorrei sottolineare che non ci sono
notizie di tentativi di approccio da extraterrestri verso la scomparsa URSS (al
contrario dei casi nordico e grigio nei riguardi di Washington): perché? La mia
modestissima sensazione è che il totalitarismo mistificatore stalinista abbia
destato impressioni negative allo sguardo degli alieni, rimasti al di qua della
cortina di ferro nella ricerca di interlocutori ufficiali: la gravissima
deformazione dell’ideale socialista piombata sull’esperienza di Mosca da parte
della dittatura di Stalin (le cui conseguenze si protrassero oltre durante il
tempo sovietico) presumibilmente avrà scoraggiato i Nordici dal rivolgersi ai
dirigenti comunisti russi.
NOTE
Questo testo
sarà inserito in un prossimo saggio critico a stampa.
1 Avvistamenti ufologici a Castronovo di Sicilia
2 Per approfondimenti su questo e
altri dettagli qua accennati, suggerisco di leggere, in aggiunta allo scritto
indicato nella nota 1, il mio saggio recante il titolo Filosofia ufologica (2026).
3 Al riguardo mi sembra utile
consigliare la lettura di una mia analisi contenuta nel mio saggio Novità e ripresentazione (2025): Teologia transumanistica e transgenderista.
4 Per gli appassionati di letteratura
utopica e fantascientifica un mio esame critico del testo nella mia monografia Socialismo e finzione letteraria in Aleksandr
Bogdanov e Jack London (2017): Un love
affair alieno, il socialismo archetipico e Aleksandr Bogdanov.