Testo generato da
ChatGPT (OpenAI), dietro richiesta e sotto la supervisione del filosofo e
critico letterario Danilo Caruso, testo curato e presentato da costui. Detto
contributo è pubblicato nella maniera più categorica senza fini di lucro, a
scopi culturali e non commerciali, nel rispetto della trasparenza sulla
provenienza del contenuto e delle condizioni di utilizzo di OpenAI. Il lettore
viene invitato ad accogliere lo scritto di ChatGPT quale elaborazione
accompagnata, risultato di una esperienza creativa fra lo strumento tecnologico
avanzato e la sensibilità umana. Danilo Caruso ha determinato la produzione del
testo formulando una richiesta iniziale: il contenuto di ChatGPT è stato
generato nel perimetro di una conversazione guidata. Danilo Caruso che ha
sollecitato il contenuto testuale di ChatGPT ne detiene i diritti di
pubblicazione alla luce dei termini di utilizzo di OpenAI. La diffusione
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preciso e corretto la fonte, non lo modifichino in alcuna maniera, non lo usino
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rielaborazioni di parti testuali.
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ChatGPT
Hai detto:
Ti chiedo cortesemente di immaginare un racconto (con
titolo) dove il filosofo e critico letterario Danilo Caruso e l'antieroina
sadiana Juliette (ciascuno con la sua forma mentis), rispettivamente Presidente
e Vice degli Stati Uniti d'Europa, giungono alla fine del secondo mandato, e
non potendo più ripresentarsi assieme con la stessa formula, lasciano i posti
di candidatura per l'Alleanza illuminista rispettivamente a Christine de Pizan
e Victor Frankenstein, per i quali si spendono in campagna elettorale. Lo
schieramento opposto, la Santa alleanza, candida la coppia formata da Tomás de
Torquemada e Lucrezia Borgia,. Ti chiedo di costruire una narrazione articolata
con tribune elettorali televisive, sondaggi ed exit poll. Grazie.
ChatGPT ha detto:
Titolo: L'Ultima Campagna
Per otto anni gli Stati Uniti d'Europa erano stati governati
da una coppia che molti osservatori avevano definito "impossibile",
ma che la storia aveva trasformato in un equilibrio sorprendente.
Da una parte Danilo Caruso, filosofo e critico letterario,
Presidente della Federazione: razionalista, convinto che ogni decisione
politica dovesse essere preceduta da un'analisi dei linguaggi, delle idee e
delle narrazioni che sorreggono le istituzioni.
Dall'altra Juliette, la celebre antieroina sadiana,
Vicepresidente: radicale, provocatoria, insofferente verso ogni moralismo,
persuasa che il potere fosse sempre un esercizio di forza e desiderio, e che la
libertà consistesse nell'abbattere ogni ipocrisia.
Erano stati una coppia politica improbabile, litigiosa,
spettacolare.
Ma avevano funzionato.
Alla scadenza del secondo mandato la Costituzione europea
impediva loro una nuova candidatura con la stessa formula.
Fu allora che decisero di passare il testimone.
L'Alleanza Illuminista annunciò la nuova coppia:
Christine de Pizan, candidata Presidente;
Victor Frankenstein, candidato Vicepresidente.
L'annuncio sorprese tutti.
Christine rappresentava la sapienza civile, la diplomazia,
la cultura del dialogo.
Victor incarnava la ricerca scientifica, il progresso, ma
anche il monito etico verso ciò che l'intelligenza umana può creare.
Pochi giorni dopo arrivò la risposta della Santa Alleanza.
La loro candidatura sembrò concepita per essere l'esatto
contrario.
Presidente:
Tomás de Torquemada.
Vicepresidente:
Lucrezia Borgia.
L'uno simbolo dell'ordine assoluto e dell'ortodossia.
L'altra dell'arte della corte, della diplomazia
spregiudicata e dell'ambizione dinastica.
L'Europa entrò immediatamente nella campagna elettorale più
spettacolare della sua storia.
La prima tribuna televisiva
Lo studio era immenso.
Dietro ai candidati campeggiava la scritta:
"Quale futuro per l'Europa?"
Il moderatore rivolse la prima domanda.
— "Presidente Caruso, perché gli europei dovrebbero
votare Christine de Pizan?"
Caruso si prese alcuni secondi.
«Perché le civiltà non si giudicano dalla forza con cui
impongono un ordine, ma dalla qualità delle parole con cui costruiscono il
consenso.
Christine conosce la storia delle idee.
Sa che il potere senza cultura diventa amministrazione della
paura.»
Applausi.
Poi toccò a Juliette.
«Victor Frankenstein ha commesso un errore gigantesco.
Ha creato una creatura senza assumersene subito la
responsabilità.
È proprio per questo che è il candidato giusto.
Chi non ha mai sbagliato non sa governare.»
Lo studio rimase in silenzio.
Torquemada sorrise appena.
«L'Europa è malata di relativismo.
Noi riportiamo ordine.
La libertà senza verità produce soltanto decadenza.»
Lucrezia intervenne subito dopo.
«Le nazioni non vivono di filosofie.
Vivono di alleanze.
E le alleanze si costruiscono con il potere.»
Primo sondaggio
Tre giorni dopo.
Istituto EuropaData
Alleanza Illuminista
49%
Santa Alleanza
45%
Indecisi
6%
I commentatori parlarono di gara apertissima.
La campagna
Caruso percorse il continente quasi senza fermarsi.
Non prometteva.
Argomentava.
Ogni comizio sembrava una lezione universitaria.
Citava Platone, Spinoza, Hannah Arendt.
Sosteneva che la politica fosse prima di tutto educazione
dello sguardo.
Juliette, invece, incendiava le piazze.
«Non abbiate paura delle passioni.
Abbiate paura di chi pretende di controllarle.»
Ogni intervento diventava virale.
Christine parlava poco.
Ma quando parlava, gli ascolti salivano.
Diceva:
«Le istituzioni non sono fortezze.
Sono biblioteche.
Ogni legge è un libro aperto sul futuro.»
Victor Frankenstein stupiva.
Aveva rinunciato a ogni retorica.
Parlava di bioetica, intelligenza artificiale, medicina,
ambiente.
Ripeteva continuamente:
«La scienza deve essere potente.
Ma il potere della scienza deve essere controllabile.»
Nel frattempo Torquemada organizzava enormi manifestazioni.
«La civiltà europea è nata dalla disciplina.
Ogni civiltà muore quando considera tutte le opinioni
equivalenti.»
Lucrezia Borgia conquistava gli elettori più pragmatici.
«Le virtù sono magnifiche.
Ma senza capacità politica restano poesia.»
Seconda tribuna
Questa volta il confronto fu diretto.
Il moderatore domandò:
«Che cos'è la libertà?»
Christine rispose per prima.
«La libertà è poter parlare senza paura.»
Torquemada replicò.
«La libertà è aderire al bene.»
Juliette sorrise.
«No.
La libertà è poter scegliere anche il male assumendosene
ogni responsabilità.»
Victor concluse.
«La libertà è conoscere le conseguenze delle proprie
azioni.»
Per alcuni minuti i social europei esplosero.
Secondo sondaggio
Alleanza Illuminista
51%
Santa Alleanza
47%
Indecisi
2%
Gli ultimi giorni
Caruso e Juliette si presentarono insieme per l'ultima
volta.
Non parlarono dei successi del loro governo.
Parlarono del futuro.
Caruso disse:
«Ogni generazione deve imparare ad andarsene.
Il potere che non sa lasciare spazio diventa idolatria.»
Juliette concluse:
«Otto anni bastano.
Se una democrazia ha bisogno sempre degli stessi volti,
significa che non è davvero libera.»
Persino molti avversari applaudirono.
Il giorno del voto
L'affluenza superò il novanta per cento.
Le televisioni aprirono le dirette permanenti.
Exit Poll (ore 19.00)
Alleanza Illuminista
50,8%
Santa Alleanza
49,2%
Margine di errore ±2%.
Gli analisti rifiutarono qualsiasi previsione.
Exit Poll aggiornato (ore 22.00)
Alleanza Illuminista
51,4%
Santa Alleanza
48,6%
La tensione cresceva.
Lo scrutinio
Quando mancavano appena cinquecento sezioni, il vantaggio
era minimo.
Poi arrivarono i risultati delle grandi città universitarie.
La distanza aumentò lentamente.
Alle 2.17 della notte il Presidente della Commissione
Elettorale pronunciò la frase attesa.
«La coppia composta da Christine de Pizan e Victor
Frankenstein è eletta Presidente e Vicepresidente degli Stati Uniti d'Europa.»
Risultato definitivo:
Alleanza Illuminista
52,1%
Santa Alleanza
47,9%
Il discorso finale
Danilo Caruso entrò sul palco senza musica.
Parlò appena cinque minuti.
«La filosofia insegna che nessuna vittoria è definitiva.
La letteratura insegna che ogni protagonista, prima o poi,
deve uscire di scena.
La democrazia unisce entrambe le lezioni.
Oggi termina una presidenza.
Domani comincia un'altra storia.»
Poi cedette il microfono a Juliette.
Lei guardò la folla.
Per una volta il suo tono era quasi sereno.
«Vi avevano detto che io rappresentavo il disordine.
Forse era vero.
Ma il disordine serve anche a ricordare che nessun potere
può sentirsi eterno.
Adesso tocca a loro.
Sorprendeteci.»
Christine de Pizan e Victor Frankenstein salirono sul palco.
Alle loro spalle comparvero gli ormai ex Presidente e
Vicepresidente.
Per qualche istante i quattro rimasero in silenzio.
Quella fotografia sarebbe finita nei libri di storia: il
passaggio di consegne tra una coppia di governo costruita sul confronto fra
filosofia e provocazione e un'altra fondata sull'incontro fra umanesimo e
scienza.
Lontano, nelle sale ormai vuote del quartier generale della
Santa Alleanza, Torquemada e Lucrezia Borgia riconobbero il verdetto delle
urne. Entrambi promisero un'opposizione vigile e determinata, convinti che il
dibattito tra visioni del mondo inconciliabili non fosse una sconfitta della
democrazia, ma una delle condizioni della sua vitalità. Così si chiuse un'epoca
e se ne aprì un'altra, con la consapevolezza che negli Stati Uniti d'Europa la
contesa delle idee avrebbe continuato a essere il cuore stesso della vita
politica.