Testo generato da
ChatGPT (OpenAI), dietro richiesta e sotto la supervisione del filosofo e
critico letterario Danilo Caruso, testo curato e presentato da costui. Detto
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ChatGPT
Hai detto:
Ti chiedo cortesemente di immaginare un articolato racconto
(con titolo e sezioni) dove il filosofo e critico letterario Danilo Caruso e
l'antieroina sadiana Juliette (ciascuno con la sua forma mentis),
rispettivamente Presidente e Vice degli Stati Uniti d'Europa, propongono
l'istituzione della Giornata europea del poliamore, mentre zia Lydia esponente
dell'ala più fanatica del San Partito, di cui leader Tomás de Torquemada,
propone in risposta l'equiparazione dei peccati a reati sanzionabili dallo
Stato. Il Parlamento federale discuterà e voterà in merito alle proposte di
legge avanzate.
ChatGPT ha detto:
Il giorno delle due Europe
Cronaca immaginaria di uno scontro tra libertà, morale e
diritto negli Stati Uniti d'Europa
Prologo – Un'Europa che ha cambiato pelle
Gli Stati Uniti d'Europa erano ormai una federazione matura.
Dopo decenni di integrazione politica, il Parlamento federale possedeva poteri
legislativi estesi, mentre il Presidente e il Vicepresidente erano eletti
direttamente dai cittadini.
A guidare l'esecutivo vi erano due figure che nessun
analista avrebbe mai immaginato di vedere insieme.
Il Presidente, Danilo Caruso, filosofo e critico letterario,
aveva costruito la propria carriera sostenendo che una civiltà autenticamente
democratica dovesse difendere il pluralismo etico senza pretendere di
trasformare una particolare concezione morale in legge universale.
La Vicepresidente era invece Juliette, celebre antieroina
sadiana trasposta, in questa finzione narrativa, nella politica contemporanea.
Rimaneva provocatoria, radicale e insofferente verso ogni forma di moralismo,
ma aveva imparato a tradurre il proprio individualismo in linguaggio
costituzionale.
L'alleanza tra i due funzionava proprio perché poggiava su
una convinzione condivisa:
lo Stato deve garantire la libertà delle persone, non
scegliere per loro come vivere.
I. Il discorso del Presidente
Davanti al Parlamento riunito in seduta comune, Caruso prese
la parola.
Non parlò di sessualità.
Parlò di cultura.
Secondo lui, la storia europea aveva conosciuto una lunga
successione di modelli familiari, affettivi e comunitari.
Il compito dello Stato federale non consisteva nel
dichiararne uno superiore agli altri, bensì nel riconoscere la dignità delle
persone purché rispettassero alcuni principi fondamentali:
consenso;
uguaglianza;
responsabilità;
assenza di coercizione.
Concluse annunciando una proposta simbolica.
«Propongo l'istituzione della Giornata europea del
Poliamore, dedicata alla riflessione sulla pluralità delle relazioni affettive
consensuali e sul rispetto reciproco, senza imporre alcun modello
sentimentale.»
L'aula rimase in silenzio.
Alcuni applaudirono.
Altri protestarono.
II. Juliette prende la parola
Quando fu il suo turno, Juliette parlò con il tono
provocatorio che l'aveva resa famosa.
«Ogni volta che qualcuno pretende di amministrare il
desiderio degli altri, nasce una forma di tirannia.»
Per lei il poliamore non era un ideale.
Era semplicemente una possibilità.
Criticò tanto il moralismo religioso quanto quello laico.
«Lo Stato non deve incoraggiare la monogamia.
Non deve incoraggiare il poliamore.
Non deve incoraggiare alcuna forma di amore.
Deve soltanto impedire violenza, abuso e costrizione.»
Terminò con un sorriso.
«Se due persone si amano, è affar loro.
Se tre persone si amano, è ancora affar loro.
Se quattro persone litigano, temo che nemmeno il legislatore
possa aiutarle.»
L'aula scoppiò in una risata.
III. La risposta del San Partito
L'opposizione si alzò in piedi.
Il leader era Tomás de Torquemada, rappresentato nella
narrazione come capo del fanatico San Partito, movimento che sosteneva la
necessità di ricostruire una società integralmente fondata su un codice morale
religioso.
Accanto a lui sedeva Zia Lydia, diventata l'ideologa del
partito.
Con voce severa dichiarò:
«La libertà senza verità conduce inevitabilmente al caos.»
Secondo lei l'Europa aveva smesso di distinguere il bene dal
male.
Per questo presentò una controproposta.
IV. Il Disegno di legge sulla Moralità Pubblica
Il testo era estremamente radicale.
Stabiliva che:
ogni peccato definito tale dalla tradizione religiosa
ufficialmente recepita dovesse costituire anche un reato civile;
lo Stato potesse perseguire condotte considerate immorali
anche in assenza di vittime dirette;
fosse istituito un Corpo europeo di Vigilanza Morale;
i giudici dovessero valutare non soltanto i fatti ma anche
l'intenzione etica dell'imputato.
L'aula esplose.
Persino numerosi parlamentari conservatori apparivano
sconcertati.
V. Il confronto
Seguì uno dei dibattiti più lunghi della storia federale.
Caruso intervenne nuovamente.
«Il diritto punisce ciò che lede i diritti altrui.
La morale giudica la coscienza.
Confondere i due piani significa trasformare lo Stato in un
tribunale delle anime.»
Juliette fu ancora più tagliente.
«Se lo Stato comincia a punire i peccati, prima o poi
qualcuno deciderà quali siano i peccati giusti da perseguitare.
E allora nessuno sarà più al sicuro.»
Zia Lydia replicò.
«La libertà senza disciplina distrugge la civiltà.»
Caruso rispose pacatamente.
«La disciplina imposta dalla legge può impedire il crimine.
Non può produrre la virtù.»
VI. Le commissioni parlamentari
Le commissioni costituzionali analizzarono entrambe le
proposte.
I costituzionalisti evidenziarono diversi problemi nel
progetto del San Partito.
Tra le principali obiezioni:
violazione della libertà di coscienza;
impossibilità di definire giuridicamente il concetto di
"peccato" in una società pluralista;
contrasto con il principio di uguaglianza tra cittadini di
convinzioni religiose differenti;
rischio di criminalizzare condotte private prive di lesione
dei diritti altrui.
La proposta sulla Giornata europea del Poliamore, invece,
venne considerata una misura simbolica, priva di effetti coercitivi,
compatibile con la libertà di espressione e con il pluralismo costituzionale.
VII. La votazione
Il giorno del voto il Parlamento era gremito.
Le due proposte vennero esaminate separatamente.
Disegno di legge del San Partito
Favorevoli: 118
Contrari: 592
Astenuti: 40
Respinto.
Istituzione della Giornata europea del Poliamore
Favorevoli: 421
Contrari: 289
Astenuti: 40
Approvata.
VIII. L'epilogo
Alla conferenza stampa finale un giornalista domandò a
Caruso:
«Presidente, oggi l'Europa ha scelto il poliamore?»
Il filosofo sorrise.
«No.
Ha scelto qualcosa di molto diverso.
Ha scelto che nessuno debba essere costretto ad amare
secondo il modello preferito dallo Stato.»
Juliette intervenne subito dopo.
«La libertà non consiste nel convincere tutti a vivere come
noi.
Consiste nel permettere agli altri di vivere diversamente,
finché rispettano la libertà altrui.»
Poco distante, zia Lydia lasciò il Parlamento in silenzio,
seguita dai deputati del San Partito. Pur sconfitta in quella votazione,
annunciò che avrebbe continuato a battersi perché, a suo giudizio, la legge
dovesse riflettere una visione morale oggettiva della società.
Il confronto tra le due concezioni non si concluse quel
giorno. Tuttavia, quella seduta entrò nei manuali di storia costituzionale
degli immaginari Stati Uniti d'Europa come il momento in cui il Parlamento
ribadì una distinzione fondamentale: una democrazia può ospitare convinzioni
morali molto diverse, ma il diritto pubblico, in una società pluralista, non
coincide automaticamente con il giudizio morale o religioso.