04 febbraio 2026

ERMENEUTICA UFOLOGICA

di DANILO CARUSO
 
Dopo aver parlato di mutilazioni animali fuori dell’ordinario1, e nel contesto del pensiero ufologico di Linda Moulton, credo opportuno esporre un quadro analitico che si è prospettato alla mia mente. Il suddetto fenomeno, ricondotto all’area dei Grigi, inerisce allo spazio di attività umana dell’allevamento di bestiame. Ho notato che se gli accostiamo l’altro dei crop circles recuperiamo la dicotomia agropastorale. Trattando del tema in precedenza2 ho interpretato tali ultimi in guisa junghiana: moderni mandala, presentati forse dai Nordici, penso di poter ipotizzare (sulla base della mia impressione di orientamento di costoro: cioè sarebbero i giudiziosi, gli assennati, gli “amici”). Vorrei ora esplorare meglio la dicotomia che ho indicato con quelle particolari e precise connotazioni. Chiarisco innanzitutto che l’impostazione di quanto seguirà possiede una forma scientifica, cioè si modella su percorsi concettuali cementati su aspetti simbolici coerenti, sebbene, la gamma possa sembrare superficiale o non organica. Comprendo benissimo questa sensazione, la quale è stata quella che in un primo momento mi aveva indotto a non pubblicare queste mie riflessioni. Ma poi, da junghiano (e da filosofo) ho preferito mettere per iscritto tutti i dettagli in merito, avendo ottenuto la sensazione opposta che avrei sbagliato a non offrire una simile analisi attinente alle mie specifiche modalità analitiche di cui già detto alcune volte. Osserviamo allora tale dicotomia ufologica alla maniera di Jung, evidenziando i valori simbolici degli aspetti legati inter se perciò a dovere: non c’è disomogeneità nell’astrattezza. Abbiamo quindi da un lato i Grigi con le asportazioni chirurgiche da bestiame e l’allevamento, dall’altro i Nordici con i crop circles e l’agricoltura (dacché ho assunto nella mia posizione di partenza che gli autori possano essere quelli per questi). La dicotomia agropastorale non è stata estranea ai miei studi. L’ho infatti esaminata in relazione alle figure veterotestamentarie di Caino e Abele: l’agricoltore non gradito al Dio biblico, e l’allevatore invece apprezzato da costui. Nelle mie analisi di tali antichi testi ho ricollegato quell’opposizione, costruita su simboli, secondo me, a una dicotomia di natura socioeconomica: attività con rischio d’impresa (allevamento) / attività con rendita da una base originaria più salda (agricoltura). Ciò che ci ritroviamo adesso è la collocazione caratteriale (junghiana) nella colonna dell’attivismo veterotestamentario, e protestante (Weber), dei Grigi. In passato ho avuto occasione di spiegare la mia idea che simili alieni siano cittadini di un sistema che abbia vissuto un’esperienza transumanistica molto progredita e partita dal nostro stadio antropomorfo. In parole povere, per me, questo modello biologico (l’umano) sarebbe lo standard universale originario (da cui appunto evoluzione postumana più o meno dissonante: i Nordici sarebbero uguali a noi per fisionomia, però molto più maturi per saggezza). Collocati i Grigi da una parte della dicotomia, dall’altro poniamo i Nordici, gli “individuati” secondo l’auspicato processo illustrato da Jung. Loro non sarebbero stati protagonisti della grigia società liberalprogressista senza limiti, la quale avrebbe trasformato l’uomo nel Grigio: non so se a seguito di esigenze di sopravvivenza palesatesi altrove, o in seguito a un cammino di cambiamento ricercato per puro spirito scientifico. Quanto rilevo è che i Grigi mostrano, così ragionando, affinità ideologica caratteriale con gli USA, patria ideale dell’attivismo capitalista. Che detti extraterrestri abbiano ottenuto un concordato con il repubblicano Presidente Eisenhower, non mi stupisce più di tanto. Si vuole fallito l’accordo coi Nordici perché richiedenti condizioni a favore di un pacifismo mondiale. Questi altri alieni sembrano più empatici, a quanto si dice, a differenza degli algidi Grigi. I primi, a mio giudizio, esprimono un’etica kantiana, la ricerca di condotte equilibrate, più consone al criterio dell’economia di rendita agricola: il contrario dell’attivismo imprenditoriale capitalistico, il quale insegue nell’insicurezza del successo, profitto e ricchezze sconfinati. La mancanza di un freno, di una soglia da non superare, ha portato la Civiltà antropomorfa grigia dall’umano al postumano? Non dispongo di prove concrete, bensì di costruzioni concettuali filosofiche. Eventuali esperimenti di ibridazione alieno-umano da parte dei Grigi potrebbero testimoniare il desiderio di riguadagnare un aggancio con l’antropomorfo d’origine: ci potrebbe essere qualcosa di nostalgico e di ideale per loro. L’opposizione che ho strutturato, e che sto sviluppando nei suoi poliedrici significati, non intende rilevare affatto la dicotomia “buono/cattivo”: non voglio creare solo una simpatia per i Nordici e una speculare antipatia nei confronti dei Grigi. Il mio compito è comprendere la ratio di un comportamento in guisa psicanalitica, e in un secondo momento lasciare luogo a giudizi storiografici e morali. Non si rivela mio intento demonizzare i Grigi: ritenuti autori di abduction, di mutilazioni animali, di forme di ibridazione, in tutta quella generale e ipotetica cornice del patto con il governo statunitense. David Michael Jacobs, di cui ho visto l’opera “The threat” (1998) e ascoltato più recenti videointerventi, ha parlato delle sue scoperte da ipnosi regressiva su addotti, presunti puntualizzo io. Ho già dichiarato di non essere un sostenitore di simile prassi esplorativa se rimanente isolata. Vale a dire che se un’ipnosi regressiva non ha un contorno di prove tangibili a sostegno, a mio modestissimo sentire, non può darsi affidabile al 100%. E non ha rilevanza decisiva che una pluralità di soggetti possano rispecchiare la medesima versione di un fatto: potrebbe sussistere in direzione di un’ascendenza psichica un modello unitario di riferimento, per così dire “archetipico” (non ci serve un viaggio sull’Orient Express). Jung ci metterebbe giustamente in guardia durante l’analisi, e ci inviterebbe a trovare appoggi concreti se volessimo dimostrare reale una narrazione. Così faccio io, memore dei migliori metodi investigativi. Va bene avere un paniere indiziario, però la sua traduzione in fatti richiede una rigorosissima procedura. Dobbiamo distinguere un’esperienza esterna rispetto alla nostra persona da un’esperienza avente luogo soltanto all’interno della nostra coscienza (una manifestazione dell’Inconscio collettivo, un’interazione con un complesso psichico sostanziale, quali esempi). Non voglio squalificare tutte le ipnosi regressive in merito a mere ipotesi di adduzione. Infatti sono lieto di ricordare che Jacobs ha evidenziato la presenza di tracce sui corpi degli esaminati considerati vittime di abduction. Il profondo analista americano ha rivelato di aver recuperato notizia nelle sedute ipnotiche di procedimenti extraterrestri di ibridazione alieno-umana: pare che ci siano prelievi da umani di ovuli (tracce di possibile ignorato atto chirurgico a pro di ciò: vedasi in “The threat” il paragrafo “Extrauterine gestational units” a pag. 62) e spermatozoi, che dopo la fecondazione avvenga l’ibridazione con tratti genetici non umani, che l’embrionale nucleo ricavato sia impiantato vicino ai confini esterni uterini di donna umana (ibi, vedasi il caso di Melissa Bucknell alle pagg. 64-65), e che dopo pochi mesi esso sia estratto allo scopo di essere messo in una teca incubatrice. Tale ultimo dettaglio ricorda la tangenza con lo huxleyano Brave New World la quale è emersa nella mia filosofia ufologica riguardo al tema toccato. Sull’altro versante della superiore dicotomia, quello nordico-agricolo, in aggiunta a quanto esposto, giudico di poter inserire in questa colonna il pensiero ufologico di Juan Posadas, il teorico degli alieni socialisti e con tecnologia avanzatissima. Le affermazioni posadiste si addicono ai Nordici. Cosicché l’opposizione Grigi/Nordici si svela una dicotomia (spirituale) “liberalcapitalismo / giustizia sociale (etica kantiana) e socialismo (ovviamente non quello di Marx)”. Credo, attraverso un iter filosofico, di aver scoperto aspetti di possibili civiltà extraterrestri: è la mia maniera psicanalitica junghiana e fenomenologica hegeliana. Chi la capisce potrà percorrere i miei cammini concettuali, i quali non dimenticano mai il momento dell’avvaloramento empirico: teoria, solidamente strutturata nel suo castello concettuale; dimostrazione comunque necessaria in ultima istanza mediante riscontro concreto. Filojunghiani e filohegeliani nella metodologia, ma coi piedi per terra. David Michael Jacobs ipotizza che i Grigi possano riprodursi attraverso clonazione, poiché appaiono asessuati: io ci vedo un transumanistico superamento dei generi sessuali3, culminante in un’ectogenesi huxleyana in senso lato (potrebbero avere “uova” prodotte non so come). Un nuovo aspetto che ho notato in comune col Brave New World si ricollega alla questione delle altezze dei soggetti: i Grigi si dividerebbero in alti e bassi (con questi subordinati ai primi). Il parallelo postumano mondo distopico di Huxley struttura la propria gerarchia di autorità esprimendola nelle stature dei soggetti (i più alti dirigono, i più bassi eseguono: singolare simile coincidenza con gli alieni paragonati, la quale rafforza il mio impianto analitico). Il professore universitario americano sostiene altresì che più di trecento milioni di esseri umani siano stati rapiti finora dagli extraterrestri, e che costoro attraverso gli ibridi cerchino di infiltrarsi nella società umana con lo scopo principale di impadronirsi della Terra. Jacobs ha notato nelle sue indagini su diverse centinaia di supposti addotti che i Grigi riflettono una posizione di subalternità rispetto ad alieni Insettoidi. Ho già precisato il mio punto di vista a proposito di extraterrestri teriomorfi (Rettiliani, Insettoidi) puntualizzando che, per me, possa trattarsi di manifestazioni dall’Inconscio impersonale o frutto di un Dottor Moreau: qui potrei propendere per un’origine junghiana di specie intelligenti aliene rivolte a un largo pubblico di percettori; d’altro canto sarebbe la teoria parafisica di Vallée (pensiamo agli “attributi” della Substantia spinoziana, al fine di cogliere il senso del mio ragionamento). Rettiliani e Insettoidi potrebbero venire fuori, con concretezza tangibile al percettore, dall’Inconscio Assoluto: però rimarrebbero un fenomeno psichico collettivo, il quale più che “parafisico” definirei “metafisico” o “metafenomenico”. Io ignoro se i Nordici e i Grigi percepiscano, e come, Insettoidi e Rettiliani. Gli “individuati” Nordici non dovrebbero avere problemi in ogni caso con l’Inconscio collettivo alla luce della loro maturità spirituale. I non empatici Grigi potrebbero essere o del tutto chiusi al contatto con l’Inconscio impersonale (chiusura vera e propria nel senso di aver posto un firewall; oppure in quello di indifferenza radicale) o succubi in toto dell’Inconscio assoluto: in qualsiasi caso (il quale non saprei al momento ben determinare più veritiero) il tutto come risultato di un percorso transumanistico, che ha modificato il primordiale rapporto umano con l’Inconscio collettivo. Alla fin fine concedo alle ipnosi regressive un margine di attendibilità possibile, però da agganciare in previsione di una fattualizzazione del narrato a prove concrete (ad esempio, su corpi umani di presunti addotti: tracce chirurgiche, segni simili a tatuaggi, oggetti impiantati, etc.). Sotto questo profilo metodologico (esigenza di appoggio a un segno visibile) si è resa attiva la ricerca di Budd Hopkins, altro noto ricercatore ufologico apprezzato da Jacobs (i due condividono temi coltivati: abduction, ibridazione, aliena actio in corpore humano). Tornando all’argomento degli ibridi creati dai Grigi, il capitolo VIII di “The threat”, “The hybrid species-children” (iniziante a pag. 128), mi è parso molto rilevante circa le informazioni che Jacobs ha ricavato dal suo lavoro su presunti addotti. Quanto da lui riferito si intreccia con le mie ipotesi. I Grigi sarebbero una specie aliena risultato di un costante intervento genetico, il quale ha modificato la loro forma iniziale alla volta di una progressiva decadenza biologica che ha distrutto la loro capacità di riprodursi in modo naturale. Al fine di ovviare alla propria clonazione forzata avrebbero deciso di procedere in direzione dell’ibridazione umano-aliena, cosicché avessero l’opportunità di recuperare dimensioni smarrite. Non si sa con esattezza chi fossero i promotori dell’originaria manipolazione transgenica la quale ha generato la nuova specie grigia. Simile quadro calza alla perfezione alla mia idea dell’evoluzione (o involuzione) transumanistica presso altre civiltà antropomorfe. L’attento professore americano ha scoperto, come già detto, una subordinazione grigia agli insettoidi. Però anche qui esiste acqua per il mio mulino. Io ho ipotizzato la natura junghiana di rettiliani e insettoidi, ossia metafisiche (o parafisiche) manifestazioni dell’Inconscio collettivo. Perché i Grigi potrebbero vederli ed essere a loro sottomessi? Per il fatto che il transumanesimo di cui sono rimasti vittime abbia prodotto un trauma nell’intera specie; trauma causato da mano antropomorfa (e non teriomorfa), il quale l’Inconscio impersonale avrebbe elaborato in quella forma simbolica inquietante di nuovo dominatore. Questo non sarebbe però altro che il simbolo del responsabile reale a monte, diventato una specie aliena la quale magari i Grigi proiettano di riflesso nella mente umana di coloro che condividono esperienze con loro. La volontà grigia che insiste a beneficio dell’ibridazione con noi, secondo me, non farebbe un salto in avanti con lo scopo di creare un terzo tipo (a pag. 130 il paragrafo “Creating homo-alienus”), farebbe un percorso a ritroso verso il da me reputato modello antropomorfo sessuato universale primordiale. Continua a dire Jacobs che l’ibridazione per gli sterili Grigi non è stata una conquista facile. Dopo diverse fasi, non subito, sono riusciti a raggiungere la generazione del tipo umano. L’analista americano assocerebbe la comparsa dei Nordici a questo momento; tuttavia io preferisco pensare che tali ultimi siano espressione di una civiltà a parte, antropomorfa da sempre, e per conto loro (idest: esenti da interventi genetici di stampo postumanistico biologico). I feti ibridati dai Grigi subiscono l’iter anomalo descritto più sopra per via della loro provenienza. Jacobs ha rilevato la difficoltà di questi nati poi cresciuti a inserirsi in mezzo a noi a causa di una strutturale impreparazione formativa essendo non provenuti da un contesto umano di prima crescita convenzionale: ciò non li porrebbe immediatamente in sintonia con il “dinamico” tipo umano terrestre. In compenso avrebbero in più delle capacità d’azione non legate alla nostra normalità. Io credo che la facoltà di derogare alle comuni leggi fisiche possa rivelarsi possibile (sono di indirizzo filosofico fenomenista): cito ad esempio la telecinesi. Quindi non mi stupirei di soggetti con “superpoteri” (tipo Eleven ed Eight di “Stranger things”). C’è un libro che racconta la particolare cronaca di una donna ibrida umano-aliena: “Raechel’s eyes / The strange but true case of a human-alien hybrid” (2004) di Helen Littrell e Jean Bilodeaux. Tale pubblicazione, al di là di tutta la  vicenda raccontata la quale rimane tragica, mi ha colpito altresì in due dettagli avvaloranti, se reali, mie idee. Chisky, uno scienziato, soggetto ibrido e collaboratore del governo statunitense, afferma il fondo genetico comune tra umanità e Grigi (in virtù di un loro portato ab ovo, dicesi; ma la mia teoria è diversa, e va, in ogni caso, alla primordiale e più remota giudicata comunitaria radice universale); egli proclama la volontà di detti non umani, ridotti ormai a clonarsi, di recuperare un tratto biologico da noi. L’ibrida Raechel, la quale mi rammenta vagamente Netti, la protagonista, a sua volta, di un altro libro (un romanzo utopico di Aleksandr Bogdanov, “La stella rossa”4), mostra alla madre biologica teche d’incubazione contenenti feti ibridi. Nelle descrizioni di Jacobs dal su menzionato capitolo VIII possiamo notare quale sia la fondamentale problematica dei bambini ibridi. I Grigi hanno perso la “funzione psichica junghiana sentimentale”, mantenendo le altre tre (logica, percettiva, intuitiva): ecco la ragione del loro non essere empatici. Ciò sempre a causa di quelle modificazioni biologiche, le quali integrando aspetti meccanico-informatici hanno trasformato il soggetto di partenza con emozioni in un tipo personale esageratamente razionalistico, prosciugato dell’emotività. I bambini ibridi risentono nella loro psiche ancora di simile problema: hanno bisogno di apprendere a empatizzare e a provare emozioni, dato che non lo fanno in maniera spontanea. Soffrono tale disagio, perciò vengono messi a contatto con bambini e adulti umani addotti. Il compito di questi ultimi nei “giardini per l’infanzia grigi” è quello di trasmettere e far apprendere mediante l’esperienza vissuta le dinamiche emotive assenti: il che rappresenta nei confronti degli umani un compito psicopedagogico determinante in quel progetto. Vediamo come momenti quali il gioco e la vicinanza svolgano funzioni appartenenti alle nostre classiche pedagogie. Le strutture per l’infanzia degli ibridi possiedono una precisa gerarchia gestionale: responsabili operativi appaiono degli ibridi adulti, poi gli umani nel ruolo di operatori pratici, quindi i discenti ibridi. Il tutto mira a umanizzare, con spirito d’equilibrio, la psiche degli ibridi, affinché abbiano minori difficoltà a inserirsi, in incognito, nella nostra società. Sembra che l’ambientazione reale rimanga comunque un impegno pesantissimo. Gli ibridi maschi (poiché le femmine sono risultate non perfettamente funzionali alla procreazione) possono instaurare delle relazioni sentimental-sessuali con donne umane. La gamma di tali esperienze va da uno stadio soft, bene o male accettabile, a un livello hard, che non ha niente da invidiare a qualche pagina di de Sade. Nel vicino capitolo X, “Independent hybrid activity” (pag. 185), l’autore del libro riporta la sadista vicenda di Beverly (pagg. 205-7). Il fatto che ci sia un simile estremo negativo turba e lascia perplessi. Non si capisce se nell’attività autonoma dai Grigi concessa ai loro ibridi l’eccesso sia una possibilità contemplata, oppure conseguenza di un non calcolato difetto strutturale. In qualunque circostanza a me sembra che il recupero libidico degli ibridi, tornati in possesso di una “facoltà junghiana sentimentale”, sia stato imperfetto, dacché viziato da suggestioni dell’Ombra junghiana. Gli ibridi effettivamente non godono di un background di specie prossimo il quale possa esemplificargli l’equilibrio emozionale;  pertanto possono cadere in preda di una schietta libido freudiana: questa la mia diagnosi. Hanno incorporato anche il peggio dell’uomo (il quale non pare vedersi nei Nordici). Pure gli ibridi adulti avrebbero bisogno di un percorso pedagogico, al pari dei loro bambini, dove l’“educazione sentimentale” sia ancora proseguita dopo la fase adolescenziale. Credo che Jung avrebbe consigliato la stessa cosa. Il ripreso rapporto fra “homo alienus” e Inconscio assoluto non sembra iniziato nella forma matura. La deviazione sadica dimostra la necessità di un freno pratico alla loro coscienza sul fronte della violenza, non il bisogno di una ignoranza operativa. Anche gli uomini debbono poter osservare la perturbante Ombra, ma nessuno deve tradurla in atto concreto. Tale rifiuto  costituisce una libera scelta di “giusta razionalità” davanti a pulsioni aggressive e distruttive, nella fattispecie congiunte, in guisa sadista, a quelle sessuali. Per concludere l’esame della dicotomia di cui sopra a monte, vorrei sottolineare che non ci sono notizie di tentativi di approccio da extraterrestri verso la scomparsa URSS (al contrario dei casi nordico e grigio nei riguardi di Washington): perché? La mia modestissima sensazione è che il totalitarismo mistificatore stalinista abbia destato impressioni negative allo sguardo degli alieni, rimasti al di qua della cortina di ferro nella ricerca di interlocutori ufficiali: la gravissima deformazione dell’ideale socialista piombata sull’esperienza di Mosca da parte della dittatura di Stalin (le cui conseguenze si protrassero oltre durante il tempo sovietico) presumibilmente avrà scoraggiato i Nordici dal rivolgersi ai dirigenti comunisti russi.
 
 
NOTE
 
Questo testo sarà inserito in un prossimo saggio critico a stampa.
 
1 Avvistamenti ufologici a Castronovo di Sicilia
 
2 Per approfondimenti su questo e altri dettagli qua accennati, suggerisco di leggere, in aggiunta allo scritto indicato nella nota 1, il mio saggio recante il titolo Filosofia ufologica (2026).
 
3 Al riguardo mi sembra utile consigliare la lettura di una mia analisi contenuta nel mio saggio Novità e ripresentazione (2025): Teologia transumanistica e transgenderista.
 
4 Per gli appassionati di letteratura utopica e fantascientifica un mio esame critico del testo nella mia monografia Socialismo e finzione letteraria in Aleksandr Bogdanov e Jack London (2017): Un love affair alieno, il socialismo archetipico e Aleksandr Bogdanov.