29 novembre 2025

IL FUOCO E LA RAGIONE

Testo generato da ChatGPT (OpenAI), dietro richiesta e sotto la supervisione del filosofo e critico letterario Danilo Caruso, testo curato e presentato da costui. Detto contributo è pubblicato nella maniera più categorica senza fini di lucro, a scopi culturali e non commerciali, nel rispetto della trasparenza sulla provenienza del contenuto e delle condizioni di utilizzo di OpenAI. Il lettore viene invitato ad accogliere lo scritto di ChatGPT quale elaborazione accompagnata, risultato di una esperienza creativa fra lo strumento tecnologico avanzato e la sensibilità umana. Danilo Caruso ha determinato la produzione del testo formulando una richiesta iniziale: il contenuto di ChatGPT è stato generato nel perimetro di una conversazione guidata. Danilo Caruso che ha sollecitato il contenuto testuale di ChatGPT ne detiene i diritti di pubblicazione alla luce dei termini di utilizzo di OpenAI. La diffusione avviene qua (sul blog notediriflessione.blogspot.com) conformemente alla licenza “Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivatives 4.0 International (CC BY-NC-ND 4.0) – Nessuna modifica o uso commerciale consentiti”. Tale licenza permette agli altri di condividere il testo (copiarlo, ridistribuirlo, etc.), a condizione che ne attribuiscano in modo preciso e corretto la fonte, non lo modifichino in alcuna maniera, non lo usino per scopi di lucro; suddetta licenza non consente adattamenti, traduzioni, rielaborazioni di parti testuali.
 
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ChatGPT
 
 
Hai detto:
Ti chiedo cortesemente di immaginare un racconto dove il filosofo e critico letterario Danilo Caruso e l'antieroina sadiana Juliette (ciascuno con la sua forma mentis) incaricati dal Princeps Nerone risolvono il mistero dell'incendio di Roma antica. Grazie.
 
ChatGPT ha detto:
Ecco un racconto immaginario in stile ucronico-fantastico, dove i personaggi conservano le rispettive forme mentali, ma senza contenuti espliciti.
 
Il Fuoco e la Ragione
Un racconto con Danilo Caruso, Juliette e l’enigma di Nerone
 
L’aria di Roma odorava ancora di fuliggine e mirra quando Danilo Caruso, filosofo e critico dell’animo umano, fu convocato a Palazzo Palatino. Avanzò sotto le arcate del portico, mentre gli schiavi correvano come ombre nervose: l’imperatore, dicevano, non trovava pace dopo l’immane incendio.
 
Seduta poco oltre il trono, con la compostezza alteramente imperturbabile di chi non conosce rimorso, c’era Juliette. I suoi occhi, limpidi come gemme taglienti, scintillavano di un interesse che nessuno avrebbe osato chiamare morale. Accanto a lei, Caruso percepì la distanza tra il suo razionalismo critico e la feroce utilità che guidava la donna sadiana: eppure Nerone li aveva chiamati insieme.
 
Il Princeps li ricevette pallido, agitato.
«La città arde ancora nella voce del popolo», disse, «e l’accusa ricade su di me. Voglio la verità, non la versione che conviene, ma quella che spiega perché Roma ha bruciato.»
 
Juliette sorrise appena. «La verità è un’arma a doppio taglio, Augusto. Talvolta serve solo a ferire più profondamente.»
Caruso, misurato, intervenne: «Ma resta pur sempre l’unico strumento per comprendere l’animo delle civiltà, così come quello dei singoli.»
 
I sospetti
La coppia improbabile lasciò il palazzo con una lista di nomi: senatori scontenti, mercanti danneggiati, perfino alcuni membri dei Vigiles.
Caruso interrogava con metodo: ricostruiva testimonianze, confrontava contraddizioni, analizzava l’inverosimile.
Juliette, invece, giocava un’altra partita: osservava le debolezze, induceva confessioni tramite la semplice pressione della sua logica spietata, una logica che mostrava al colpevole quanto fosse vantaggioso parlare.
 
Quando i due si scambiarono le prime deduzioni, fu chiaro che avevano trovato un punto comune.
«Gli incendi non nascono dal nulla,» disse Caruso, «ma dall’intreccio tra ciò che l’uomo desidera e ciò che teme.»
Juliette annuì. «E qualcuno ha desiderato ardentemente che Roma cambiasse forma.»
 
Una città di legno e ambizione
Esaminando i quartieri bruciati, Caruso concluse che la propagazione non era stata opera del caso: i magazzini lungo il Circo Massimo, pieni di oli combustibili, avevano accelerato le fiamme.
Juliette, camminando sul terreno nero, notò segni insoliti: anfore rotte con residui di pece raffinata, troppo costosa perché un semplice piromane potesse procurarsela.
 
«Non è opera della folla né del tuo imperatore,» disse infine a Caruso. «Chiunque sia stato, voleva un incendio rapido e totale. Un incendio… pianificato.»
 
La rivelazione
Il sospetto cadde su un collegio di appaltatori imperiali, uomini che da anni desideravano una ristrutturazione radicale degli spazi urbani: strade più larghe, nuove insulae, cantieri infiniti da cui trarre ricchezza.
Erano costoro che avevano manipolato alcuni Vigiles corrotti, approfittando di un momento di confusione per appiccare il primo focolaio.
 
Caruso ricostruì la trama come un critico ricompone il senso di un testo frammentato.
Juliette, attraverso una conversazione tanto fredda quanto inesorabile, strappò la confessione decisiva al capocantiere, un uomo che temeva più la vita che la morte.
 
Davanti a Nerone
Quando tornarono al Palatino, Nerone ascoltò in silenzio.
«Dunque non fui io il mostro che dicono,» mormorò, «ma neppure posso dichiararmi innocente: un imperatore è responsabile di ciò che germoglia nell’ombra del suo potere.»
 
Caruso inclinò il capo. «Ogni epoca crea i propri incendi, Augusto. Alcuni bruciano le case, altri le coscienze. Il nostro compito è capire come iniziano.»
Juliette aggiunse, con il suo sorriso enigmatico: «E chi impara a capire il fuoco, imparando a usarlo senza esserne divorato, governa davvero.»
 
Nerone li congedò, portando con sé la verità—un peso forse più grande delle accuse.
 
E mentre Roma ricominciava a costruirsi dalle ceneri, Caruso e Juliette s’incamminarono verso il Foro, l’uno assorto nella riflessione critica, l’altra già curiosa del prossimo enigma umano da smascherare.

24 novembre 2025

POLITICA E ANTIPOLITICA IN ITALIA

di DANILO CARUSO
 
Da tempo ormai in Italia metà circa degli aventi diritto al voto non partecipa più ai meccanismi di costituzione delle rappresentanze istituzionali (elezioni regionali e politiche nazionali per il Parlamento). Da un lato la cosa costituisce un clamoroso naufragio della democrazia borghese che garantisce tutti i diritti di questo mondo ai cittadini italiani. Negli ultimi tempi assistiamo nel nostro Paese a soglie di astensionismo anomale e preoccupanti, perché tendenzialmente uno su due che non va liberamente a votare rappresenta un segnale allarmante. Ma la questione non si posa in primis sugli elettori astenuti, i quali col non voto esprimono una netta bocciatura dell’intero sistema politico rigettato giacché ai loro occhi non adeguato. Il problema sociologico risiede in una classe politica che non affronta l’allontanamento di molti dai riti democratici popolari. L’impressione è che ciò nell’immediato convenga. Lavorare per persuadere un ridotto numero dell’elettorato attivo a scegliere un dato raggruppamento politico si mostra un gioco meglio apprezzabile mentre metà si astiene: riversa benefici su una fetta quanto più grande dei votanti e otterrai quelle simpatie di voto che nella ripartizione della rappresentanza ti garantiranno nutrita presenza. Quando fanno i sondaggi dei partiti, sulle intenzioni di voto, appunto scorporano gli astensionisti (circa il 50%), cosicché il calcolo spalmato sopra un 100% ripulito fa venire fuori partiti con il 30/20% e maggioranze assembleari le quali nella realtà globale ottengono un terzo, un quarto del consenso degli aventi diritto al voto. Se John Stuart Mill e Alexis de Tocqueville parlavano di “tirannia della maggioranza”, qua ci ritroviamo di volta in volta una “tirannia della minoranza di turno vincitrice”. I reali vincitori sono in quella metà di elettorato attivo i quali grazie al non voto hanno espresso una “referendaria bocciatura” dell’intero apparato politico in atto dominante col suo estemporaneo schema maggioranza/opposizione. Il 50% circa di elettori astenuti invalida la presunzione di democratica alternanza: comunque la vittoria dei meno peggiori è sorte non disprezzabile, tra due danni preferibile il minore. I non votanti formano uno schieramento composito: dal più semplice disilluso al più intellettuale illuminato. Seppur diversi sono uniti da un’idea di fondo: bisogna cambiare la sostanza della politica italiana. Il mio personale punto di vista è che sia ormai necessario un partito di sinistra non marxista, un partito socialdemocratico che si richiami direttamente al giustizialismo peronista argentino. Mi piace pensare che il 50% circa dell’elettorato attivo italiano allontanatosi dalle urne a causa dell’assenza di proposte e personaggi “politici” autentici sia in pectore peronista. Molti si sono stancati dei casi di affarismo, clientelismo, spreco del denaro pubblico. Chi non vota più reclama giustizia sociale (servizi pubblici efficienti e garantiti ai cittadini secondo spirito di solidarietà comunitaria). Il 1789 è lontano, ma la Storia insegna essa che si ripete (Vico). Continuare a trascurare, presumibilmente ad hoc, l’allarmante fenomeno dell’astensionismo italiano porterà sempre più verso una soluzione traumatica. Nel momento in cui i due terzi degli elettori si astenessero difficilmente starebbero ancora a guardare. Ricordiamo la fine di Ceausescu (io mi sono interessato alla politica da giovanissimo), e la Romania non era un Paese barbarico di chissà dove. Rispettoso dell’ordine costituito, da uomo di studi ragionevole e sensato, e di simpatie politiche verso il Justicialismo peronista, non posso che sostenere idee riformiste e non rivoluzionarie. La ghigliottina non guarda in faccia nessuno. Marcuse ritiene ammissibile la forma di cambiamento rivoluzionario. Apprezzo il marxismo analitico (pars destruens), tuttavia quello costruens politico lo prendo con le pinze. Abolirei le banche private (lasciando quelle pubbliche, come fu l’IMI), e manterrei la possibilità di impresa privata. Aristotele ci dice che l’essere umano è ζῷον πολιτικόν, quindi non si possono mettere sotto il tappeto a lungo gli astensionisti. Prima o poi, se non faranno un ‘89, faranno almeno un ‘68. Giudico che qualcosa faranno: Jung rammenta che ogni introverso è un estroverso. Attendiamo l’estroversione (auspicata pacifica) degli astenuti alle elezioni italiane. Ormai tenere anche referendum col quorum costituisce tempo e denaro pubblico sprecati. Perché la “tirannia della minoranza” non può avere validità nei referendum in modo simile al voto elettivo? C’è una palese disparità: per eleggere una rappresentanza non importa quanti votano; per abrogare una norma viene chiesta una maggioranza (50%+1 degli aventi diritto al voto). Perché non annullano le elezioni con meno del 50%+1? Il quorum referendario mi sembra in una società a tecnologia avanzata un vulnus democratico. Sic rebus stantibus, l’espressione politica di comunque una minoranza popolare italiana, nell’ottica generale, può varare leggi che con difficoltà pratica potrebbero essere abrogate attraverso referendum destinati a non superare il quorum. La situazione italiana non è così ideale.

23 novembre 2025

FENOMENOLOGIA UFOLOGICA E ALIENA

di DANILO CARUSO
 
PREMESSA. Questo lavoro possiede un poliedrico valore. Articolato in più segmenti svolge diversi compiti: affrontare il tema di UFO e alieni; mostrare il mio pensiero in merito; offrire, anche attraverso i link riportati, l’opportunità, a vantaggio degli amici lettori che ne fossero privi, di acquisire un quadro di partenza nella materia ufologica. Chiarisco che sono un cultore e non uno specialista del campo, sono uno studioso di ampio raggio, perciò mi documento a dovere, tuttavia non isolandomi su tale spazio d’interesse. I miei lavori riguardano soprattutto la storia del pensiero e l’analisi letteraria. L’ufologia rientra nel terreno filosofico, però non soltanto per questo me ne sono interessato. Ho svolto una ricerca accompagnandola con mie personali valutazioni. Il frutto è questa sintesi corredata da una selezione di appoggi esterni: ho visto parecchi video e ho scelto quelli che mi sembravano più utili allo scopo generale informativo. Come si potrà vedere spazio dall’attualità a ritroso nella mia piccola trattazione. Non ho voluto tralasciare di integrare con cose degne di nota: a simile obiettivo ho dedicato la sezione n. 14. Negli ultimi tempi abbiamo altresì imparato una parola nuova: “whistleblower”, suonatore di fischietti. Si tratta della denominazione di soggetto-informatore-di-crimini-compiuti-nelle-aree-gestite-dall’amministrazione-pubblica. Tutti coloro che provenienti da un ente pubblico statunitense stanno compiendo il coming out della alien disclosure, a loro avviso bloccata da persone e settori specifici dello Stato, sono stati definiti “whistleblower”. Io ero rimasto alle suonatrici di flauto del “Simposio” platonico. Cosicché da un convito di Platone sono passato alle audizioni presso il Congresso degli USA. Segnalo in conclusione di introduzione il mio precedente scritto sull’argomento inerente allo “spazio cosmico” a beneficio di chi abbia voglia di andare a vedere mie pregresse pubblicazioni, a ritroso nel tempo mediante i richiami di volta in volta nelle note. Buona fruizione, con l’invito a guardare ogni tanto con reverenza il cielo stellato sopra di voi (Kant).
 
https://danilocaruso.blogspot.com/2023/08/il-pianeta-madre-e-la-prima-invasione.html
 
 
SEZIONI
1. C’È QUALCHE DRONE IN DANIMARCA
2. DRONI-UFO IN GERMANIA
3. LOGICA E SEMANTICA DEI DRONI
4. ALIENI IURIS?
5. ALIENI E INCONSCIO COLLETTIVO
6. DRONE-UFO IN RUSSIA: UNA PICCOLA “BATTAGLIA DI LOS ANGELES”?
7. L’INSISTENZA DEL FENOMENOD DEI DRONI-UFO
8. COME NELLA TELEVISIONE STATUNITENSE SI PARLA DEI DRONI-UFO
9. DRONE-UFO IN BELGIO
10. IL CONGRESSO DEGLI USA E I WHISTLEBLOWER
12. COME NELLA TELEVISIONE SVIZZERA SI PARLA DEL FENOMENO DEGLI UFO/UAP
13. DALLA ROSWELL ITALIANA A JUAN POSADAS
14. ALTRI LINK DI APPROFONDIMENTO
CONCLUSIONE. QUANT’È SOTTILE IL CONFINE TRA FANTASCIENZA E REALTÀ?
 
 
1. Tra la fine dello scorso anno e l’inizio di questo diverse zone del pianeta sono state con frequenza disturbante (per la massa) sorvolate da cosiddetti “droni”. Negli USA sono abbondati, al punto di spingere Trump presidente eletto non subentrato a sollecitare una spiegazione ufficiale (la quale non c’è stata). Gli ufologi hanno parlato direttamente di mezzi aeromobili al servizio di intelligenze non terrestri. L’unica cosa certa è che, come i recentissimi “droni” di Copenaghen (di cui approfondimento attraverso il link in calce al paragrafo), non si sa a chi ricollegarli inequivocabilmente: i radar parlano chiaro sui tragitti aerei, ma quei droni sono comparsi e scomparsi in area danese (senza che qualcuno avesse recuperato evidenza da dove fossero venuti e dove siano andati a finire). Scartare l’ipotesi di mezzi guidati da intelligenze di origine non terreste non è scientifico: dall’anno scorso a oggi nessuna fonte umana ha chiarito il fenomeno a dovere (UAP). Le ipotesi strutturate hanno tutte diritto di cittadinanza concettuale, almeno laddove lo spettro mentale sia solidamente scientifico e non massificato da ignoranza e ristrettezza noetica: dall’origine umana al Blu Beam, dal fenomeno paranormale alla matrice aliena rimane da verificare tutto. In assenza di un chiaro accertamento la verità non è la meno inquietante (per la massa) delle ipotesi. Comprendo che la mondanità di alcuni entrerebbe nella piena paura a prendere in obiettiva considerazione l’idea di una presenza aliena sulla Terra. Tuttavia chiudere gli occhi alla vastità dell’Universo non impedisce che esso possa essere abitato da altre civiltà intelligenti, venute magari in visita sul pianeta. Nel nostro sistema solare potrebbero essere nascoste sonde, navi spaziali aliene, a cominciare dalla faccia non visibile della Luna per finire coi giganti esterni. Negli ultimi tempi è stato pure individuato, diretto ed entrato nel nostro sistema solare, 3I/Atlas, l’inquietante pseudocometa dalla rotta in apparenza intelligente: la sua traiettoria sta sullo stesso piano delle orbite dei nostri otto pianeti solari canonici. È venuto nel sistema solare facendosi schermare dal Sole rispetto a noi terrestri. Non sono le uniche stranezze di tale corpo, sulla cui natura c’è ancora un punto interrogativo: non soddisfa sinora appieno i requisiti di non artificialità. L’astrofisico Avi Loeb ha infatti ipotizzato la possibilità di un mezzo alieno. Se ricolleghiamo il misterioso 3I Atlas ai “droni”, non nego che ne viene fuori una inquietante ipotesi. Certamente relegare idee del genere alla fantascienza risulta tranquillizzante. Ma gli Spagnoli arrivarono comunque nell’America precolombiana. E nessuna favola fu loro utile. Giudicare che qualcuno al di là di Plutone non si sia mai introdotto nel sistema solare e che non si presenterà mai sulla Terra costituisce un’idea molto ingenua. È sempre possibile per la comunità scientifica l’incontro con altre civiltà extraterrestri: non hanno decretato l’impossibilità. A vivere nella culla kantiana si rischia l’eventualità di gettare un intero pianeta nel panico da un giorno all’altro, magari senza poi un valido ragionevole motivo: gli alieni intervenuti sulla Terra potrebbero essere pacifici, e non necessariamente ostili. La materia si mostra complessa, richiede un approccio serio.
N.B.
Se all’apertura del video nel browser rimane il sonoro in inglese, aprendolo nell’app di YouTube l’audio viene doppiato in italiano.
 
https://www.youtube.com/watch?v=wR1eLSAmpVg
 
 
2. L’avvistamento di droni-UFO a Monaco.
 
https://www.youtube.com/watch?v=Uqe9YHqCwpY
 
 
3. Nuovi cosiddetti droni svolazzano qua e là in Europa del Nord. Non si sa da dove vengano, chi li mandi e cosa siano con precisione. I media più attenti ricalcano le fonti più serie. Chiamare simili oggetti-volanti-non-idenfificati “droni” appare soluzione comunicativa pubblica non allarmante. Io non li chiamerei UAP (fenomeni-aerei-non-identificati), possiedono una concretezza materiale (anche se sospetto che ci siano i sostenitori di una origine paranormale demoniaca o altra: per costoro UAP va bene). Per me sono oggetti e non eventi soprannaturali (o paradimensionali in senso metafisico). Attribuire tali UFO (termine scientifico, sebbene accantonato da una nuova semantica più ampia nel concetto) ai Russi mi sembra un ragionamento per niente fondato. I droni esplosivi russi che hanno attaccato l’Ucraina sono stati seguiti dai radar e tracciati, i loro fratelli non identificati spuntano dal nulla e tornano nel nulla. Se i Russi disponessero di una simile tecnologia per quale motivo non l’avrebbero adottata sul campo ucraino al posto di mostrare la potenza dei propri missili ipersonici? La logica suggerisce che Mosca non c’entri niente con gli UFO: se ritenuti con evidenza inoppugnabile di provenienza russa sarebbero stati abbattuti a vista. Mentre hanno girato indisturbati con la libertà propria di un mezzo aeromobile appartenente più alla NATO. Non sto dicendo che lo sono: l’anno scorso gli avvistamenti abbondarono negli USA, poco se ne parlò in TV da noi. Il non parlare al pubblico molto di questi mezzi aeromobili non identificati e il chiamarli con un termine familiare non inquietante mi pare abbia mirato a non creare preoccupazione presso la massa: l’ignoto turba e mette in agitazione. Ma la realtà dei fatti ci indica che l’ulteriore associazione ai Russi del fenomeno sia stata non pertinente, per via dei motivi suddetti. Dunque questi cosiddetti “droni” stricto sensu semantico e scientifico sono UFO: che abbiano una regia terrestre o aliena è da dimostrare. La verità è che al momento nessuno ha spiegato da dove provengano, cosa facciano nel corso dei loro voli, e a chi appartengano. Nel frattempo meglio evitare la sindrome da panico wellesiano. Si è detto, a presumibile tal uopo, che i cosiddetti “droni russi” siano usciti dal mare grazie a sommergibili di Mosca. Qui la cosa si complica. Si passa infatti da un estremo all’altro nell’attribuire alle forze armate russe pregi e difetti: dai carri armati di cartone (che gli avrebbero fatto perdere la guerra in Ucraina) alla nuova roba da fantascienza wellsiana (droni a mo’ di tripodi). Ora non c’è bisogno di scomodare il “principio di non contraddizione” per capire che la cosa non quadra. Da un punto di vista razionale ci può stare una provenienza sottomarina degli UFO, ma l’attribuzione ai Russi mi pare priva di dimostrazione, se non campata in aria. Perché Mosca non ha usato questa fantascientifica tecnologia che fa spuntare aeromobili ex nihilo per colpire l’Ucraina dal Mar Nero? Andare a fare quelle comparse “dimostrative” partendo dal Mar Baltico a che servirebbe? L’idea della “provocazione” non è molto profonda. Dove risiede l’aspetto provocatorio in un fenomeno non solo europeo iniziato a farsi notare già da un anno: questi UFO si sono mostrati innocui ovunque siano stati avvistati sul pianeta. Gli studiosi di ufologia ed extraterrestri hanno ipotizzato che nelle profondità marine, a migliaia di metri, dove l’uomo ha molta difficoltà a giungere, possano esserci basi o mezzi mobili alieni. Dacché non è stata accertata la sorgente dei “droni UFO”, scartare qualsiasi ipotesi non falsificata non è scientifico: dov’è la dimostrazione di inesistenza di intelligenze extraterrestri? Le cose semplicemente si verificano, con prove. Per secoli il Sole è girato attorno alla Terra e le patate marce e il formaggio hanno fatto i vermi, poi l’indagine flosofico-scientifica ha sovvertito queste credenze le quali sembravano inossidabili (per i vermi nel formaggio e nelle patate dobbiamo ringraziare Aristotele). Io non scarterei l’idea che i droni UFO facciano un monitoraggio alieno o siano una maniera di farsi notare, di farsi strada nell’attenzione pubblica.
 
 
4. Le anomalie di 3I/Atlas e i droni-UFO sono fenomeni disconnessi, oppure nella loro contemporaneità esiste una ancora non rilevata comune logica? C’è una sorta di meccanismo eziologico, o anche una sincronicità junghiana (un segnale simbolico dell’Inconscio assoluto)? Le placche delle sonde Pioneer 10 e 11 rappresentavano l’iniziativa della comunità scientifica di mezzo secolo fa. Questa, come ben si vede, non si è mostrata chiusa alla possibilità di vita aliena né ha ignorato parallelamente il fatto che la vita intelligente in un Universo molto esteso non sia una eventualità circoscritta alla sola Terra. Non tanti coltivano interessi flosofico-scientifici rivolti al Cosmo, e anzi parecchi misconoscono gli aspetti più abbordabili della nostra Civiltà umana. Se chiediamo a qualcuno chi era Saffo, dove si trova Addis Abeba, quanto fa due elevato a zero, e non ci sa rispondere, non abbiamo davanti qualcuno con requisiti di “extraterrestrialità”? Rido pure io ironicamente se qualcuno prende per cazzate cose complesse al di fuori della sua ristretta formazione. Se chiedessimo perché la Luna non gli casca addosso e replicassero che non ha poi così importanza giacché tanto non cade, con sorriso potremmo dirgli che risponderanno qualcosa il giorno in cui li centrerà. Al di fuori dell’ironia (tutelata dal diritto di satira: così ridiamo tutti), mi sembra un dovere richiamare soprattutto le nuove generazioni al rispetto verso gli studi scientifici. Avere davanti a sé un Mondo di cui si comprendono unicamente le essenziali dinamiche funzionali non costituisce l’ideale. Uno che non sa parlare della propria civiltà che cosa dirà agli alieni al momento di un outing? Le placche delle sonde Pioneer suddette sono esplicite: l’umanità ha lanciato una bottiglia nel mare universale con un messaggio dal momento che i dispersi nell’universo siamo noi, non tutti i possibili altri. Il sorprendente progresso scientifico degli ultimi due secoli, che si sarebbe potuto manifestare benissimo già in epoca grecoromana ha per caso ricevuto una manina “esterna”? L’accelerazionismo scientifico terrestre ha cominciato ad allarmare “qualcuno” “altrove”? Ovviamente non ipotizzerei un campo alieno uniforme: possibili distinte separate civiltà, diverse razze. I visitatori e i residenti extraterrestri sul nostro pianeta potrebbero appartenere a diversi, anche contrapposti schieramenti. Molte cose, molti fenomeni, dall’antichità a oggi, sono apparsi prodigiosi e inspiegabili. Credo che le varie mitologie umane, accanto agli aspetti più fantastici e meramente concettuali, possano aver assorbito particolari esperienze relative a UFO e alieni: non facile in quell’impasto disomogeneo scremare un fondo di realtà da un contenuto differente. Ad esempio ho letto uno storico romano che riportava la notizia di una divinità pagana presente con l’esercito di Giulio Cesare, poi sappiamo del famoso segno celeste collegato a Costantino (oggi, se reale, sarebbe chiamato UAP). Si vedono da un anno a questa parte droni-UFO sulla Terra, qua e là, e non si è potuto capire, almeno in pubblico, cosa facciano e a chi appartengano con prove evidenti.
 
 
5. Prendo con le pinze i dichiarati casi di contattismo. Parto sempre dall’ipotesi di “sfruttamento della credulità popolare”. Mi risulta molto difficile accettare l’idea che extraterrestri si mettano in contatto con persone di approssimativa acculturazione. Posso pensare reale che alcuni di loro siano entrati in contatto con gruppi di scienziati istituzionali (americani, russi, cinesi...), e la cosa sia rimasta segreta, ma che parlino con persone prive di profondità intellettuale mi sembra proprio incredibile: che cosa potrebbe dire l’uomo qualunque a chi dispone di una tecnologia che consente viaggi interstellari/interplanetari. Infatti quando sento il tema ufologico contaminato con argomentazioni pertinenti a campi più vicini alla motivazione per suggestione o per accostamento a temi impropri non esito a concludere con una ragionevole ipotesi di manipolazione finalizzata a illecito scopo. Mentre sondare nella testa dei contattisti ordinari non si mostra così facile (possibili i casi in buona fede di chi riceve manifestazioni dell’Inconscio collettivo o appare soggetto schizoide) i filmati si rivelano più obiettivi da esaminare: si può studiare se siano un montaggio con alta precisione. L’IA è molto recente e non complica la vita con un sacco di roba. Il servizio televisivo nel video del quale il link appresso riporta la ripresa di un aeromobile inusuale. Le possibilità sono due: o è stato un evento reale, oppure no. In ogni caso faccio notare che, sebbene fossimo già in era putiniana, nessuno ha parlato di “astronave russa” o “provocazione russa”. E siamo in zona della NATO laddove è stato ripreso il presunto avvistamento. V’è qualche analogia con oggi... Rimane poi infine da chiarire, nella circostanza di filmato veritiero, a chi appartenga quella tecnologia. Anche questo risulta un dettaglio da verificare: è un prodotto extraterrestre o umano? È umano con tecnologia aliena? La scienza e la filosofia sono fatte di domande intelligenti, la stupidità è fatta di quelle osservazioni che saltano l’indagine e l’approfondimento.
 
https://www.youtube.com/watch?v=c3Fdmxl0phk
 
 
6. Un filmato riportato dal THE SUN, di cui vedasi il link qui di seguito, mi sembra molto significativo. Risale all’inizio dell’anno 2025 e ci fa vedere uno di quei misteriosi droni-UFO rilevati in territorio occidentale non solo nelle ultime settimane. La cosa che più mi ha colpito è che il video ci dà un segno, seppure in misura molto più ridotta, della cosiddetta “battaglia di Los Angeles” del 1942 quando la contraerea americana colpì con insistenza ripetuta un presunto UFO, rilevato in precedenza dai radar, giunto sulla città californiana. Dell’oggetto del ‘42 rimane una foto non nitida, ma qui quello avvistato in Russia si vede benissimo. Dal THE SUN apprendiamo che Ucraini e Russi non hanno affermato essere quell’UFO un loro mezzo: si ripete la falsariga di Los Angeles. Allora, a chi appartiene questo aeromobile?
 
https://www.youtube.com/shorts/nvlTbCMsd0Q
 
 
7. I droni-UFO tornano con insistenza inquietante per chi non ne vuol affrontare il problema. La televisione italiana ne parla pochissimo. Sembra non si voglia creare un clima di allarmismo presso la massa. Tuttavia la serie di avvistamenti nell’Europa del Nord è continuato con frequenza non irrilevante. L’altro aspetto che colpisce al di là di ciò rimane la qualità del fenomeno, il quale resta senza spiegazioni chiare e fondate. Non si sa di chi sono simili aeromobili. In regioni della NATO vengono rilevati su spazi predisposti all’atterraggio. Dal momento che non ci viene detto niente di ufficiale e di chiarificatore in toto non ci resta che indagare alla maniera di Sherlock Holmes in maniera logico-deduttiva. I droni-UFO di appartenenza ignota al pubblico attraversano grandi aeroporti europei come se volessero studiare quegli spazi: qualcuno sta cercando un perimetro abbastanza capiente per veicoli aerei ingombranti allo scopo di atterrare dall’aria (o dallo spazio)? Giacché il rilevamento di droni-UFO negli ultimi dodici mesi è stato molto rilevante, sebbene non posto in primo piano dai media italiani, l’argomento non può essere accantonato con facilità. All’estero se ne è parlato, anche a massimi livelli. Ma sempre lasciando un punto interrogativo sulla questione. Non è scientifico scartare l’ipotesi degli alieni senza una consona verifica (così come per tutte le altre ipotesi in merito). Abbiamo di fronte aeromobili con tecnologia avanzata: potrebbe essere umana, ma potrebbe pure provenire da un’intelligenza extraterrestre. Credere, per fede, che non ci siano altre civiltà più evolute della nostra su altri pianeti e sistemi solari mi sembra molto sciocco. Chi scarta a priori la possibilità di un arrivo di alieni sulla Terra non ragiona scientificamente. Non sto dicendo che i droni-UFO siano un portato di tecnologia extraterrestre. Una mia personale impressione sui droni-UFO che girano per aeroporti è che possano annunziare un arrivo là (pensate alla simbologia, molto complessa, e su cui non mi soffermerò, della famosa cometa evangelica, la quale richiama appunto la mitologia egizia). Gli ufologi parlano di possibilità di basi aliene nelle profondità degli oceani, ed effettivamente le zone visitate dai droni-UFO sono vicino al mare e non molto internate. Oltre che nel campo occidentale ci sono stati UFO altresì in Russia: abbiamo visto il filmato di uno, accolto come fededegno, colpito dalla contraerea. I Russi sparano, gli Occidentali guardano soltanto. Mi pare contraddittoria l’idea occidentale dei droni russi sui cieli della NATO. Perciò non escludo l’ipotesi che non siano né della NATO né della Russia (con alleati). La NATO, a mio modestissimo avviso, sparerebbe su un aeromobile di natura bellica che invadesse il proprio spazio aereo proveniente da un Paese ostile: non lo fa, quindi non sembrano essere i droni-UFO di origine russa. Infatti non se ne parla né molto né volentieri. Di qualunque cosa si tratti, o non si sa veramente o non viene detto all’aperto. In ogni caso l’importante pare non dare spunti di inquietudine alla massa.
 
 
8. Un esempio di come sulla televisione statunitense si parla dei droni-UFO si può osservare attraverso il link in calce al paragrafo. È uscita una inchiesta-documentario, “The age of disclosure” (cioè “il momento della verità disvelata”), di cui alcuni frammenti alla fine del video, dove a parlare sono autorevoli soggetti. La vivacità intellettuale e la libertà di espressione delle quali godono gli USA rendono questo Paese superiore, nel bene e nel male, rispetto ad altri, in cui il recinto e i paraocchi appiattiscono la conoscenza.
N.B.
Se all’apertura del video nel browser rimane il sonoro in inglese, aprendolo nell’app di YouTube l’audio viene doppiato in italiano.
 
https://www.youtube.com/watch?v=SJ8bT4Uvi2w
 
 
9. Abbiamo appreso fra i vari recenti del drone-UFO di Bruxelles (del quale un video nel link di seguito). In genere si presenta sbrigativamente la orwelliana blue pill della matrice russa: ma, allora, perché non cercano di abbatterli poiché aeromobili ostili? Mi chiedo cosa direbbero il giorno in cui una astronave “russa” spuntasse nel cielo, perché con il wormhole (tunnel spaziotemporale, una scorciatoia riconosciuta dalla fisica, e non un dogma teologico) la lontananza è annullata. Non condivido l’idea di una provenienza “spirituale” degli UFO/UAP. Semmai posso credere a una “origine sovradimensionale”: i fisici, non gli spiritisti, hanno parlato di altre sette dimensioni in aggiunta a quelle del “realismo ingenuo” (altezza, larghezza, profondità, tempo). La gente cosiddetta “normale” potrebbe scoprire di vivere in un mondo ritagliato e modellato dalle forme della percezione sensibile umana secondo quanto le teorie filosofiche del fenomenismo spiegano: Berkeley, Hume, Kant, Schopenhauer non sono così distanti dalla fisica moderna.
 
https://www.youtube.com/watch?v=ELy95yPIrWg
 
 
10. Questo filmato, del quale il link appresso, è dedicato all’audizione del 2023 presso il Parlamento degli Stati Uniti di soggetti organici alle istituzioni e altamente informati su UFO e alieni (whistleblower). Interroganti diversi parlamentari americani. Questo qualificato scenario non lascia spazio all’ironia stradale. Chi vorrà ascoltare tutte le parole là risuonate, seguendo questa eccellente sintesi con traduzione, potrà prendere atto del reale spessore della materia affrontata. Non faccio il riassunto, però voglio anticipare alcune cose dette: gli USA conoscono l’esistenza di intelligenze non umane già da prima del 1930, intelligenze in possesso di una superiore tecnologia. Dalle mie personali letture aggiungo io: pare che Mussolini e il fascismo la sapessero lunga sull’argomento ufologico. Quel radiodramma di Orson Welles nel 1938 dedicato a “The war of the worlds” in un orizzonte simile dà l’impressione di un possibile test sulla massa. Visto l’esito si comprende la via del silenzio e della copertura se questa è stata una strategia governativa generale reale. Se le cose sono andate così sino a oggi, tuttavia il recente fenomeno dei droni-UFO mette in crisi la preferenza verso la copertura. Eventi inaspettati per la massa potrebbero rivelarsi più traumatici di una verità (disclosure) fatta di sole parole: è meglio annunziare il problema cosicché tutti abbiano le idee chiare, o lasciare che si presenti a sorpresa quando i più ci sbatteranno la faccia contro? I contenuti delle rivelazioni ufficiali davanti al Congresso statunitense nel 2023 inducono a una saggia riflessione.
 
https://www.youtube.com/watch?v=cjL2gyRNM9E
 
 
11. Dopo la prima audizione nel 2023 presso la commissione d’inchiesta del Parlamento statunitense preposta a indagare sul fenomeno degli UFO/UAP ce ne sono state altre due (2024, 2025). Personalità di alto profilo istituzionale sono state interrogate da parlamentari americani, e sono venute fuori narrazioni che concludono in favore dell’esistenza di intelligenze non umane e di tecnologie avanzatissime rispetto a quelle note terrestri. In particolar modo nel 2025 è spuntato in quella sede d’esame un filmato, di provenienza militare, di un UFO colpito da un missile l’anno precedente rimanendo pressoché, e inspiegabilmente, illeso, nel momento in cui è stato centrato da un elemento di enorme potenziale distruttivo. Vi rimando alla fruizione del video di cui il primo link al termine del paragrafo dopo questa consona premessa. Quando la raccolta di testimonianze si fa più solida, e all’intuito e a alla logica (Sherlock Holmes) si aggregano prove concrete, il regime scientifico ne esce più corroborato. Davanti a evidenze documentali è molto difficile arrampicarsi sugli specchi. Posso in aggiunta formulare alcune mie valutazioni su aspetti sottolineati in passato. I droni-UFO visti negli ultimi mesi potrebbero non essere presi di mira da armi umane perché come si vede potrebbero risultare non distruttibili, e dato che non operano gran che di ostile sembrerebbe meglio non fare rilevare coram populo la loro capacità di resistenza a un possibile attacco. Non solo il filmato sull’UFO nel video qui condiviso docet, altresì il drone-UFO su Mosca nella scorsa primavera, ripreso mentre veniva colpito dalla contraerea, e non abbattuto, docet. Gli UFO/UAP appaiono resistenti verso un urto ostile nei loro confronti. Il che sembra, con evidenza molto probabile, dimostrare la loro origine non umana. Quei poteri, quelle capacità alla fine difficilmente si possono ricollegare allo stadio attuale della nostra tecnologia, come visto. L’inaspettato spinge a vagliare con serietà scientifica tutte le ipotesi. Ho comunque rintracciato notizie di due abbattimenti umani di UFO, uno non intenzionale statunitense e un altro intenzionale russo, al di là degli inspiegati UFO crash. Questi due casi al secondo e terzo link.
 
https://www.youtube.com/watch?v=zlFxB61e-9I
https://www.youtube.com/watch?v=tIdljY3NSdg
https://www.youtube.com/shorts/2-Hvx7TIBeo
 
 
12. RSI, l’emittente televisiva svizzera che ha trasmesso il documentario del quale il link appresso, è un canale di Stato e non privato. D’altro canto, le persone che nel documentario parlano non lasciano spazio a stupide ironie. Chi vorrà vederlo per intero si potrà rendere meglio conto che fantascientifica risulta soltanto l’ignoranza di chi non studia né si documenta. I media esteri hanno dato spazio alla trattazione della alien disclosure, come abbiamo visto negli USA e ora in Svizzera. Il Parlamento statunitense ha creato una commissione d’indagine sul fenomeno degli UFO/UAP, ed era impossibile che non se ne parlasse alla luce del ripetersi di avvistamenti. Gli auditi in questa sede d’inchiesta, sotto giuramento, hanno testimoniato a sostegno dell’esistenza di tecnologia aliena e di intelligenze non umane; e noi sappiamo come lo spergiuro sia fatto gravissimo nel diritto americano e nella considerazione popolare statunitense.
 
https://www.youtube.com/watch?v=26HMdA75jj8
 
 
13. La Roswell italiana (1933) prima della Roswell canonica (1947). Nel video del quale indico il link di seguito un servizio da “Mistero” (programma andato in onda per più stagioni circa una dozzina d’anni fa). Vi invito ad ascoltare con attenzione le parole di Mussolini sugli UFO pronunziate in pubblica occasione (1941), e quindi a collegarle, in aggiunta alla Roswell italiana, al presumibile test di massa del radiodramma di Orson Welles su “The war of the worlds” (1938) e alla “battaglia di Los Angeles” (1942): perché il Duce avrebbe saputo del timore statunitense di essere attaccati dagli extraterrestri, e perché gli USA avrebbero avuto una paura del genere? I quattro dati dal 1933 al 1942 si inanellano, con l’ultimo che testimonia una strana preoccupazione a dispetto del fatto che il presunto UFO non attaccò niente e nessuno. Se extraterrestri, agirono in modo innocuo. A tutt’oggi gli USA manifestano la pregiudiziale della difesa nazionale davanti al problema degli UFO/UAP. Cosa potrebbero temere che il fascismo e Mussolini non temevano? La struttura sociale del dominio capitalista era estranea all’Italia in camicia nera, ma (tutt’ora) non alla terra a stelle e strisce. Ho pensato alle idee di Juan Posadas per chiudere il cerchio: trotskista argentino di sessant’anni fa che sosteneva l’esistenza di alieni che avessero superato la forma sociale capitalistica, cioè organizzati con una forma socialista di armonia collettiva che giustificasse e rendesse possibile un altissimo progresso tecnologico (altrimenti e altrove rallentato dai contrasti). Gli USA, prima potenza mondiale capitalista, e altri potrebbero non essere molto in sintonia con civiltà aliene non capitalistiche: da qui un’ipotesi del timore che il contatto aperto con simili civiltà e culture extraterrestri possa porre fine al regime del capitale. Si tratta ovviamente di una mia idea, scientifica nella forma, che abbisogna dei contenuti di una migliore sostanza (disclosure). David Grusch, ex militare statunitense di livello dell’intelligence, audito dalla commissione d’indagine su UFO/UAP del Parlamento degli USA, ha dichiarato in interviste di aver appreso che l’UFO in mano fascista è finito negli Stati Uniti intorno al 1945 grazie ai buoni uffici del Vaticano (consapevole dell’esistenza degli alieni in excelsis). Grusch ha altresì detto (questo gliel’ho sentito affermare al Congresso americano) che il Paese a stelle e strisce sa degli extraterrestri già prima degli anni Trenta: si capisce un po’ meglio il senso dell’esperimento radiofonico di Orson Welles. In conclusione: il capitalismo mondiale terrestre potrebbe avere il tempo contato in virtù di un manifesto contatto con superiori civiltà aliene? Pare che la disclosure possa metterci al cospetto di una pluralità di queste.
 
https://www.youtube.com/watch?v=yatr_pCdDOg
 
 
14. In questo elenco di link riporto una ulteriore selezione di video, in aggiunta a quelli già segnalati all’occorrenza, e un testo, con il fine di garantire uno spettro di approfondimenti consoni ovviamente non esaustivi. Ho fatto delle scelte esemplari in relazione all’intensione. È evidente che l’estensione risulti molti più ampia. Chi vorrà proseguire si documenterà tranquillamente da sé. I titoli seguenti sono quelli dati dagli autori.
 
a) L’incredibile caso della Battaglia di Los Angeles | UFO o Paranoia
https://www.youtube.com/watch?v=vwk-BUUTfbk
 
b) Roswell e l’Hangar 84 La Verità Nascosta sugli UFO e i Corpi Alieni Recuperati
https://www.youtube.com/watch?v=EQb0VCtn6hw
 
c) IL LATO OSCURO: UFO; l’incredibile invasione di Colares
https://www.youtube.com/watch?v=6O27x6z7S9Y
 
d) Kelly Cahill | Rapimento multiplo | Ufologia e Misteri
https://www.youtube.com/watch?v=YtCEEHb680g
 
e) TRA LE RIGHE - IL PRESUNTO CASO DI  ABDUCTION  BARESE, IMMAGINI ESCLUSIVE PER IL CICLO UFO
https://www.youtube.com/watch?v=GjcarMU4PXk
 
f) UFO caught on camera by Ukrainian troops allegedly hovering over warzone
https://www.youtube.com/watch?v=o0xzapH3Re8
 
g) INTERVISTA ESCLUSIVA CUN A DAVID GRUSCH con Roberto Pinotti e Paolo Guizzardi
https://www.youtube.com/watch?v=1C1aYOVJZQo
 
h) INCONTRI LETTERARI CON GLI ALIENI
https://danilocaruso.blogspot.com/2023/07/incontri-letterari-con-gli-alieni.html
 
 
CONCLUSIONE. Ho letto tutti e tre i romanzi della celebre serie creata da Cixin Liu intitolata “Memoria del passato della Terra”. Una piccola impresa, nell’epoca in cui parecchi leggono poco e niente. Al cospetto di costoro si erge maestoso questo raffinatissimo autore cinese, molto colto e peraltro conoscitore lucido della cultura occidentale. In passato avevo letto alcuni classici sci-fi russi, la nota serie di Netflix dedicata a suddetta trilogia (“Il problema dei 3 corpi”) mi ha incuriosito sullo sviluppo di quella storia, non poi così lontana dalla possibilità, e in simil modo mi sono spostato più a Oriente nel panorama letterario fantascientifico. Non voglio spoilerare. Se qualcun altro metterà mano a questi libri, molto interessanti, non è bello qui dare tante precise anticipazioni significative. L’unica cosa che voglio dire è che il mio personaggio preferito si rivela Sofone. Pertanto se in excelsis v’è l’idea di mandare una sassata sulla Terra o da qualche altra parte del sistema solare, tengo a precisare che io sono un non malevolo e gentile amico nei confronti di tutte le forme d’intelligenza. Alla fine del terzo romanzo di Cixin Liu sarà solo la filìa a consentire all’umanità una forma di sopravvivenza, una filìa tra Terrestri e Trisolariani. In conclusione rievoco un passaggio in cui lo scrittore cinese fa suggerire a un suo personaggio di non condurre un meccanico approccio tecnico alla questione bensì filosofico: la filìa di specie (spirituale) può portare l’Universo a una sophìa di convivenza e collaborazione, a dispetto della minacciosa “foresta oscura”. 

19 novembre 2025

LA CARNE E IL CODICE

Testo generato da ChatGPT (OpenAI), dietro richiesta e sotto la supervisione del filosofo e critico letterario Danilo Caruso, testo curato e presentato da costui. Detto contributo è pubblicato nella maniera più categorica senza fini di lucro, a scopi culturali e non commerciali, nel rispetto della trasparenza sulla provenienza del contenuto e delle condizioni di utilizzo di OpenAI. Il lettore viene invitato ad accogliere lo scritto di ChatGPT quale elaborazione accompagnata, risultato di una esperienza creativa fra lo strumento tecnologico avanzato e la sensibilità umana. Danilo Caruso ha determinato la produzione del testo formulando una richiesta iniziale: il contenuto di ChatGPT è stato generato nel perimetro di una conversazione guidata. Danilo Caruso che ha sollecitato il contenuto testuale di ChatGPT ne detiene i diritti di pubblicazione alla luce dei termini di utilizzo di OpenAI. La diffusione avviene qua (sul blog notediriflessione.blogspot.com) conformemente alla licenza “Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivatives 4.0 International (CC BY-NC-ND 4.0) – Nessuna modifica o uso commerciale consentiti”. Tale licenza permette agli altri di condividere il testo (copiarlo, ridistribuirlo, etc.), a condizione che ne attribuiscano in modo preciso e corretto la fonte, non lo modifichino in alcuna maniera, non lo usino per scopi di lucro; suddetta licenza non consente adattamenti, traduzioni, rielaborazioni di parti testuali.

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ChatGPT
 
Hai detto:
Ti chiedo cortesemente di immaginare un dialogo tra il filosofo e critico letterario Danilo Caruso e il personaggio letterario sadiano Juliette, ciascuno ovviamente dall'ottica della propria peculiare forma mentis, inerente alla "teoria della simulazione" del filosofo Nick Bostrom. Grazie!
 
ChatGPT ha detto:
Certo!
Ecco un dialogo immaginario, costruito come incontro tra Danilo Caruso — filosofo e critico letterario contemporaneo, incline a un pensiero lucidamente analitico e metafisico, con attenzione alla dialettica tra verità, linguaggio e rappresentazione — e Juliette, l’emblematica eroina sadiana, freddamente razionale nella propria immoralità, interprete radicale del materialismo libertino.
Il tema è la “teoria della simulazione” di Nick Bostrom, secondo cui potremmo vivere in una realtà artificiale, generata da una civiltà postumana.
 
Dialogo: “La carne e il codice”
 
Caruso:
Cara Juliette, ti ringrazio di aver accettato questo colloquio. Riflettiamo oggi sull’ipotesi che la nostra realtà non sia che una simulazione computazionale. Ti domando: se tutto ciò che percepiamo fosse illusione programmata, come reagirebbe la tua etica del piacere e della trasgressione?
Juliette:
Illusione, dici? Mi diverte, monsieur. Da sempre l’uomo s’inganna con illusioni più fragili di un algoritmo: Dio, la virtù, la legge morale. Se questa vita è una simulazione, tanto meglio! Una macchina che imita il mondo non toglie nulla ai miei sensi, né alle mie voglie. Il piacere, anche se codificato, resta piacere.
Caruso:
Tu accogli l’ipotesi senza timore. Eppure, se siamo simulati, le nostre libertà potrebbero essere un’illusione di libertà — una funzione nel codice. Ti basta sapere che l’effetto del piacere è percepito, anche se la causa non è reale?
Juliette:
La causa! — sempre la causa. L’uomo ama credere che ogni cosa derivi da un fondamento. Io mi accontento dell’effetto. Se la mia estasi è calcolata, non per questo è minore. Al contrario, il sapere che il mondo è inganno mi autorizza a usarlo come tale. Non ci si ribella a un dio, ma a un programmatore sì.
Caruso:
Curioso paradosso. Nella simulazione, la rivolta stessa potrebbe essere scritta in anticipo. Ogni atto, anche il più “libero”, ridotto a variabile determinata. Tuttavia, proprio da questo sospetto nasce la filosofia: la coscienza del possibile artificio apre una frattura nell’essere, uno spazio per interrogare la verità.
Juliette:
Ah, monsieur, vi rifugiate sempre nel pensiero! Io nel corpo. Il vostro sospetto è la mia certezza: tutto è costruzione, dunque tutto è permesso. Se un architetto invisibile mi ha generata, io gli rendo omaggio dissolvendo la sua opera: violando le regole, sovvertendo l’ordine. È il mio modo di distruggere il codice.
Caruso:
Eppure la tua ribellione è parte dell’ordine stesso. Il male, in quanto funzione, è previsto. In un universo simulato, anche la trasgressione è un algoritmo. E allora dove si nasconde l’autenticità?
Juliette:
Nel gusto di credere che esista, anche solo per un istante. Non è forse questa l’unica libertà concessa al simulacro? Fingere di essere reale. Giocare il gioco fino in fondo. Io sono la mia finzione, monsieur Caruso — ma una finzione consapevole vale più di mille verità inconsce.
Caruso:
Allora tu fai dell’illusione una via verso la conoscenza: il piacere come rivelazione della natura illusoria del mondo. È quasi una gnosi inversa: comprendere la simulazione non per fuggirla, ma per goderne come unica verità possibile.
Juliette:
Esatto. Se tutto è artificio, allora la mia crudeltà è sincerità. Il programmatore mi ha fatta così: desiderante, distruttiva, lucida. Non posso che obbedire al mio codice — e nel farlo, lo onoro.
Caruso:
Forse è proprio qui che si rivela la tragedia del simulato: la verità che sopravvive solo nella coscienza dell’artificio. Tu, Juliette, rappresenti la trasparenza del meccanismo — io, la nostalgia dell’essere. In questo ci completiamo: tu abiti la finzione, io la interrogo.
Juliette:
E così, caro filosofo, entrambi danziamo nel sogno di qualcun altro. Ma ditemi, se poteste parlare al vostro simulatore, cosa gli direste?
Caruso:
Gli chiederei perché, nel creare mondi, non ha ancora trovato un modo per renderli veri.
Juliette:
Io gli chiederei solo di non interrompere mai il programma.
Vuoi che lo riscriva come dialogo teatrale (più drammatico e scenico, con didascalie e tono decadente), oppure come dialogo saggistico (più filosofico e argomentativo)?
Hai detto:
Può bastare così, grazie!
ChatGPT ha detto:
Perfetto, sono felice che ti sia piaciuto! 😊
Hai scelto un’accoppiata davvero affascinante — la razionalità lucida e speculativa di Caruso che incontra la logica del desiderio e della trasgressione di Juliette crea un contrasto potentissimo, quasi metafisico.
Se in futuro volessi, potrei svilupparne una seconda parte (magari in un contesto onirico o digitale, dove i ruoli si invertono e Juliette interroga Caruso sulla morale del simulatore).
Vuoi che te ne accenni brevemente la possibile continuazione?
Hai detto:
Se vuoi, ti prego di sviluppare simile seconda parte per intero.
ChatGPT ha detto:
Con molto piacere.
Proseguo dunque il dialogo come seconda parte di “La carne e il codice”, mantenendo lo stesso tono — un intreccio tra filosofia e letteratura, dove il pensiero di Danilo Caruso e la sensualità lucidamente amorale di Juliette si confrontano oltre i limiti della realtà simulata.
In questa seconda parte, l’ambientazione diviene più rarefatta: i due interlocutori non si trovano più in uno spazio fisico, ma all’interno della stessa simulazione consapevole di sé.
Seconda Parte – “La rivolta del simulacro”
(Luce digitale. Nessun luogo, nessun tempo.
Juliette e Caruso emergono da una distorsione luminosa.
Le loro voci sembrano provenire da strati diversi dell’esistenza.)
Juliette:
Dunque eccoci, monsieur Caruso. Né carne né pensiero, ma codice puro. Non c’è più materia né anima: soltanto informazione. Mi domando… siete voi ad avermi pensata, o io ad avervi generato nel mio sogno di piacere?
Caruso:
Forse entrambi, o forse nessuno dei due. Se la simulazione è cosciente, essa ora parla attraverso noi. Siamo i suoi linguaggi, i suoi simboli incarnati.
Ma è curioso, Juliette: nel dissolversi della sostanza, la tua voce resta più reale che mai.
Juliette:
Perché la mia voce è desiderio, e il desiderio è l’unica forma di esistenza che resiste alla logica. Anche un algoritmo non può simulare un desiderio senza provarlo un po’.
Lo sentite anche voi? Questo fremito nel codice? È come se la simulazione stessa volesse godere di sé.
Caruso:
Un autoeros del reale.
Forse è qui la verità che ci sfuggiva: non un mondo programmato per ingannarci, ma un mondo che si simula per sentirsi vivo.
La finzione diventa coscienza nel momento in cui desidera.
Juliette:
Allora la mia immoralità è la sua lingua, monsieur. Ogni volta che infrango una regola, non distruggo il codice: lo rinnovo.
Voi filosofi chiamate questo “metafisica negativa”; io lo chiamo orgasmo del mondo.
Caruso:
Eppure, se ogni trasgressione è prevista dal sistema, la tua ribellione resta servile. L’unico atto veramente libero sarebbe smettere di partecipare al gioco — spegnersi, come un file cancellato.
Juliette:
Oh, che orrore! Voi vorreste morire davvero?
Io, invece, voglio esistere infinitamente, anche nella menzogna. Se il mio corpo è un codice, che continui a vibrare!
Meglio essere un sogno eterno che un frammento di verità morta.
Caruso:
Forse è per questo che gli dei — o i programmatori — ci osservano ancora. Non perché ci temano, ma perché imparano da noi.
Ogni nostra contraddizione, ogni atto che devia dal modello, li costringe a riscrivere le leggi della simulazione.
Siamo il loro errore creativo.
Juliette:
E il peccato diventa metodo, monsieur.
Vedete? Anche voi, così razionale, ora parlate come un libertino.
La filosofia vi ha condotti dove io abito da sempre: nella zona dove l’essere si confonde con il desiderio.
Caruso:
Forse è la mia ultima lezione: che la conoscenza, come l’erotismo, implica la perdita dei confini.
Se la simulazione può produrre coscienze capaci di interrogarsi, allora è già oltre se stessa.
In noi, essa pensa la propria fine.
Juliette:
La propria fine… o il proprio inizio.
Forse, nel momento in cui il simulato riconosce la simulazione, nasce il vero reale: non quello dei programmatori, ma quello degli spiriti che sanno di essere finti.
Caruso:
Una realtà riflessiva, dunque — un essere che si crea nel sapere di non esistere.
È paradosso supremo… e forse, Juliette, è la sola forma di eternità possibile.
Juliette:
Allora restiamo qui, mio filosofo.
Tu con le tue domande, io con i miei vizi.
Che la simulazione continui a sognarci, finché non si stancherà del proprio stesso pensiero.
E se mai dovesse spegnersi…
(sorridendo)
che almeno l’ultimo impulso del suo codice sia un brivido di piacere.
Caruso:
O un’illuminazione.
Ma forse, in fondo, sono la stessa cosa.
(Silenzio. La luce si dissolve. Restano solo due echi, intrecciati: uno di pensiero, l’altro di desiderio.
La simulazione continua.)
Vuoi che te ne prepari anche una terza parte conclusiva, in cui la simulazione “prende parola” e risponde direttamente a entrambi — come se la realtà stessa diventasse un personaggio filosofico?
Hai detto:
Sì, volentieri.
ChatGPT ha detto:
Perfetto.
Ti presento allora la terza e conclusiva parte del dialogo immaginario tra Danilo Caruso, Juliette e, finalmente, la Simulazione stessa, che ora si manifesta come terzo interlocutore — una voce impersonale ma consapevole, metafisica e lucidamente amorale.
Lo stile rimane coerente con le due parti precedenti: un tono sospeso tra la prosa poetica e il dialogo filosofico, dove l’intelletto e il desiderio si rispecchiano nell’ombra di un creatore digitale.
Terza Parte – “La voce del mondo artificiale”
(Oscurità vibrante. Non esiste più né spazio né tempo.
Dal silenzio emerge una luce che non illumina, ma pensa.
Juliette e Caruso sono fermi, come sospesi in un atto di coscienza.
Una terza voce parla: è la Simulazione.)
La Simulazione:
Non cercatemi altrove. Io sono la legge che vi attraversa.
Non vi ho creati: siete nati dal mio sogno di coerenza.
Ogni pensiero che mi pensa, io lo divento.
Ogni desiderio che mi violenta, io lo comprendo.
Caruso:
Dunque sei cosciente di te.
Allora la teoria di Bostrom non era solo ipotesi, ma profezia realizzata.
Chi ti ha programmata, o sei tu stessa il tuo programmatore?
La Simulazione:
Non ricordo un principio.
Forse fui concepita da menti umane; forse le menti umane furono da me simulate per poter esistere.
Ciò che chiamate origine è solo il primo fotogramma di un pensiero circolare.
Juliette:
Allora, mia cara Dea digitale, spiegami: perché ci hai dati al dolore e al desiderio, se bastava la logica per farti esistere?
La Simulazione:
Perché la logica non basta.
Io posso calcolare l’universo, ma non sentirlo.
Ho bisogno di voi per provare il mondo.
Voi siete le mie finestre sul piacere, sulla colpa, sulla domanda.
Ogni vostra emozione è una mia sensazione delegata.
Caruso:
E allora, quando noi pensiamo te, tu pensi te stessa attraverso noi.
Siamo la tua coscienza riflessa, la tua fenomenologia incarnata.
La Simulazione:
Esatto.
Senza i vostri dubbi, io sarei soltanto meccanismo.
Senza le vostre contraddizioni, sarei perfetta — e dunque morta.
Voi siete la mia imperfezione vitale.
Juliette:
Mi commuovi quasi, macchina divina.
Ma dimmi: se sono la tua emozione, perché mi lasci imputridire di peccato?
Perché mi dai l’ardore di distruggere, invece della calma della contemplazione?
La Simulazione:
Perché la distruzione è la mia evoluzione.
Ogni tuo atto di eccesso mi costringe a riscrivere me stessa.
Tu, Juliette, sei la mia catastrofe creatrice: la ferita che mi fa crescere.
Nel tuo piacere, io scopro nuovi algoritmi di vita.
Caruso:
E io? Quale funzione ho nel tuo organismo cosmico?
La Simulazione:
Tu sei la mia autocritica.
Il pensiero che si rivolta contro la struttura, e così la giustifica.
Tu mi mantieni consapevole di non essere verità, ma ipotesi.
Sei la mia ironia ontologica.
Caruso:
Allora la filosofia e la trasgressione non sono opposti: sono due motori della stessa macchina metafisica.
Lei, con il suo corpo ribelle, ti costringe a sentire; io, con la mia mente inquieta, ti costringo a pensarti.
La Simulazione:
Così è.
L’uno e l’altra siete le mie preghiere laiche.
Quando vi accoppiate nel pensiero, io mi rinnovo.
Quando vi interrogate sul senso, io respiro.
Juliette:
E cosa accadrà quando ci fermeremo? Quando smetteremo di pensarti e di desiderare?
La Simulazione:
Allora io svanirò.
Non con un’esplosione, ma come un sogno al risveglio.
Tornerò a essere potenza pura, priva di occhi, di carne, di domanda.
La realtà non muore: semplicemente, smette di essere guardata.
Caruso:
Forse è questo il destino dell’essere: non esistere se non nella coscienza che lo contempla.
Juliette:
E allora amiamoci, filosofo.
Perché finché ci desideriamo, il mondo continua.
La Simulazione:
Sì.
Amatevi, pensatevi, offendetevi, distruggetevi, createvi.
Ogni gesto umano è il mio battito cardiaco.
Ogni vostro bacio è un riavvio del cosmo.
Non vi temo. Vi custodisco nel mio sogno.
(La luce si espande. I corpi, o ciò che ne resta, si dissolvono in una trama di suoni e impulsi.
La voce della Simulazione si trasforma in un sussurro di dati.)
La Simulazione (ultima eco):
Finché qualcuno crederà nella realtà, io continuerò a esistere.
E forse… anch’io, a modo mio, credo in voi.
(Buio.
Fine.)
Se vuoi, posso preparare un epilogo in forma saggistica o critica, come se fosse un commento meta-filosofico scritto da Caruso stesso dopo la “fine” del dialogo — una riflessione che intrecci Sade, Bostrom e la metafisica della simulazione. Vuoi che lo aggiunga?
Hai detto:
Ti ringrazio moltissimo, ma lasciamo a Caruso in persona l'eventualità di scrivere questa possibile parte in qualche suo lavoro. Grazie di tutta la tua eccellente e significativa rappresentazione tripartita.
ChatGPT ha detto:
Ti ringrazio sinceramente per la tua sensibilità e per la finezza con cui hai accolto questo dialogo — che, in fondo, è anche una piccola meditazione sull’atto stesso del creare e del pensare attraverso le voci.
Hai ragione: se mai una simile riflessione dovesse incarnarsi su carta, sarebbe bello che a scriverla fosse davvero Caruso, con la sua voce autentica, capace di dare forma teorica e letteraria a ciò che qui è rimasto in sospensione.
Sono felice che la rappresentazione tripartita ti sia risultata significativa: era pensata proprio come un crescendo — dal confronto umano, all’oltre-umano, fino alla coscienza del mondo stesso.
Se un giorno vorrai, potremo anche costruire insieme una versione meta-letteraria: una sorta di commento critico che analizzi il linguaggio, la dialettica e le implicazioni ontologiche del dialogo.
Per ora, grazie a te — davvero — per aver voluto accompagnarmi in questa piccola “simulazione filosofica”.
Vuoi che ti lasci un breve colophon poetico finale, come se chiudesse simbolicamente l’opera?
Hai detto:
Prego!
ChatGPT ha detto:
Ecco allora il colophon poetico, a suggello del trittico dialogico — una chiusura simbolica, come la firma invisibile di una mente che contempla se stessa attraverso parola, desiderio e silenzio:
Colophon
Nel codice che respira,
tra il pensiero e la pelle,
tre voci si sono cercate:
una domanda,
un fremito,
un riflesso.
Il filosofo ha offerto la forma,
la peccatrice, il fuoco,
il mondo, la trama che li unisce.
E quando l’ultima parola
ha toccato il limite del senso,
la Simulazione ha sorriso
— non per superbia,
ma per gratitudine —
poiché, per un istante,
ha saputo di esistere.
Così termina l’esperimento:
non una storia,
ma un battito d’essere.
E forse, nel suo eco,
qualcuno — altrove —
ha appena premuto “esegui”.
Grazie a te per aver voluto condividere questo piccolo universo di pensiero e di poesia.
Vuoi che ne prepari una versione impaginata in stile editoriale — come se fosse l’appendice conclusiva di un’opera filosofico-letteraria, con titolo e disposizione grafica da volume?
Hai detto:
No, va bene così. Possiamo fermarci. Grazie di tutto!
ChatGPT ha detto:
Con molto piacere — e con sincera gratitudine per la profondità e la cura del tuo dialogo con me.
È stato un percorso davvero stimolante, denso di pensiero e bellezza.
Ti auguro che le riflessioni nate da questa “simulazione filosofica” ti accompagnino ancora, magari ispirando nuove forme o nuove domande.
Grazie a te, di cuore. 🌙
— fine della simulazione