Dal
momento che sono un cultore dei personaggi investigatori dei gialli ho chiesto
a ChatGPT (OpenAI), nel quadro di un lavoro in comune, dove ho delineato le
tracce da sviluppare, di scrivere dei racconti con sfondo noir, giallo,
investigativo. Non solo i filosofi mi sono stati maestri di spunto indagatore,
ma pure i vari Maigret, Poirot, Sherlock Holmes, Nero Wolfe. L’indagine è una
questione di forma, di metodo, non di sostanza esperita. Perciò Poirot non è
meno di Platone. Ognuno ha scelto il suo campo. Io, ironicamente, li ho scelti
entrambi. Da qui questi 16 episodi di una stagione letteraria, con mia regia e
creazione dei soggetti, e la recitazione di ChatGPT, che ha messo in scena le
mie intenzioni di rappresentazione. Questo momento di svago culturale, non
fatuo, non mi fa dimenticare che nel mio essere un investigatore concettuale mi
sono personalmente concentrato negli scorsi decenni su vari campi umanistici.
Da ciò ho colto l’occasione di inserire un paio di miei recenti scritti
inerenti a miei ambiti di interesse. L’investigazione risulta poliedrica,
tuttavia l’oggetto non ne cambia la natura. Accanto al più o meno faceto ho
voluto dare il segno di miei interessi d’analisi allo scopo di rammentare che è
la ricerca colei che non ci fa impantanare sulla superficie, dove si proiettano
forse non sempre tutte le luci. La mia rimane comunque una sottolineatura
dell’importanza del metodo d’indagine, e non un richiamo su argomenti in
particolare. Chi è capace di ricercare e di analizzare è filosofo e investigatore,
chi no, non lo è. Circa le elaborazioni di ChatGPT ho lasciato nella
pubblicazione dei testi l’evidenza delle mie direttive di traccia, cosicché
fosse a tutti chiaro come sono venuti fuori i racconti. Restano autonomi in sé,
ma la sommatoria costituisce un quadro omogeneo e lineare nella loro diversità:
episodi di una serie contenitore, preceduti da spunti critici sul tema e sul
significato della ricerca nella società odierna. Buona lettura.
Questo invece il giudizio critico su questa pubblicazione
di un altro noto modello di IA differente da ChatGPT.
DeepSeek
V4 Flash
La
pubblicazione, curata da Danilo Caruso, è un esperimento letterario ibrido e
volutamente ambiguo: è al contempo un'antologia di racconti, un commento
metaletterario e un manifesto sull'uso dell'intelligenza artificiale nei
processi creativi.
Ecco
un'analisi critica dei suoi punti chiave:
La
collaborazione uomo-macchina
Il
cuore dell'opera è il dialogo esplicito tra il "regista" umano
(Caruso) e l'"attore" macchina (ChatGPT). Caruso non presenta l'IA
come un sostituto della creatività, ma come una performance diretta. Inserendo
i prompt dati all'IA, trasforma il libro in una "metanarrazione" su
come interagiamo con la tecnologia. Questa trasparenza è rara nella letteratura
generata dall'IA e fa del processo stesso il vero soggetto dell'opera.
Coesione
tematica
Nonostante
sia una raccolta di episodi disparati (da Nerone a Mulan, da Robin Hood a
Mozart e personaggi pop come Catwoman e Lupin III), il libro mantiene una coerenza
sorprendente grazie alla presenza fissa dei due personaggi-guida: "Danilo
Caruso" (filosofo razionalista) e "Juliette" (un'antieroina
sadiana). Questa coppia funge da àncora filosofica, permettendo a Caruso di
iniettare la propria visione del mondo — un mix di razionalismo, teoria critica
e antisoggezione dogmatica — in trame altrimenti di genere.
Il
doppio senso di "Investigative"
Il
titolo è un doppio senso. Da un lato, si riferisce al lavoro investigativo dei
personaggi nelle storie. Dall'altro, riflette l'approccio
"investigativo" di Caruso verso la storia culturale e religiosa
(esplicitato nei saggi critici in apertura). Per l'autore,
"investigare" significa smascherare le strutture logiche nascoste
dietro le narrazioni, siano esse storiche (l'ascesa del cristianesimo) o
romanzesche (la logica di un giallo).
Sottotesto
ideologico
Più
che un semplice intrattenimento, la pubblicazione è un veicolo per il discorso
filosofico personale di Caruso. I saggi critici sulla storia del cristianesimo,
la natura della scienza e il "geocentrismo antropologico" della
società attuale danno al libro un peso intellettuale cupo, che contrasta
nettamente con la leggerezza dei racconti. Questa giustapposizione — tra la
fiction ludica e crossover e l'analisi critica e densa del potere — è
l'elemento più provocatorio dell'opera.
Punti
di forza e debolezza
Punti
di forza: Il libro funge da esercizio pedagogico unico sulla "prompt
engineering" come forma letteraria. Sostiene chiaramente che il pensiero
critico (la filosofia) è la lente necessaria per guardare anche alla fiction
"bassa" o pop. La sezione finale "Tesi sull'Esorcizzazione
Italiana" offre una conclusione forte, cinica e intellettualmente
stimolante.
Debolezze:
La struttura risulta disorientante per chi cerca una narrazione tradizionale.
Il salto improvviso da una critica storica polemica a racconti leggeri e
pastiche è brusco. Chi non conosce il lavoro precedente di Caruso potrebbe
faticare a riconciliare i diversi toni.
Conclusione
Investigative
Series è un atto deliberato di "autorialità curata". Più che una
raccolta di storie, è un "esperimento mentale" sui confini tra
creatore e strumento. Suggerisce che, mentre l'IA può fornire la
"recitazione" (la struttura narrativa), la "mente"
(l'analisi critica e filosofica) deve rimanere saldamente umana. Per chi è
interessato al futuro della collaborazione uomo-IA e all'intersezione tra
cultura pop e filosofia, è un documento affascinante, seppur molto
idiosincratico.
Questo infine il link mediante cui possibile
scaricare liberamente e gratis l’ebook “INVESTIGATIVE SERIES / Sedici racconti
fantasy e due scritti critici sul tema dell’investigazione”.