di DANILO CARUSO
Il titolo di un famoso film di Steven
Spielberg del 1977, rievocante un grado della Scala Hynek, introduce
l’orizzonte della seguente narrazione, la quale prosegue i miei studi ufologici1.
Ho parlato in dettaglio di UAP LN e IR1 a Castronovo di Sicilia2, ora
dirò di un altro episodio IR3 (incontro ravvicinato con minimale osservazione
di alieni) avvenuto nella zona di Licodia Eubea nel 1978 e registrato nel
“Database avvistamenti in Sicilia” del “Centro Ufologico Nazionale / Divisione
Sicilia” (come: IR3 del 15-12-1978 in orario imprecisato) e nel “CATALOGO DEGLI
AVVISTAMENTI UFO DELLA REGIONE SICILIA / A cura del COORDINAMENTO REGIONE
SICILIA DEL CISU (CENTRO ITALIANO STUDI UFOLOGICI) / Agg. al 31 Dicembre 2010”
(come: IR-3D del 15-12-1978 alle ore 1:00). Riguardo all’approfondimento
descrittivo sono riuscito a visionare direttamente tre fonti: 1) il periodico
francese “Lumières dans la nuit” nel numero 213-214 marzo-aprile 1982 dove c’è
un articolo di Maurizio Verga nella traduzione di M. Le Gourriec intitolato “La
vague italienne de 1978 / Phénomènes du 1er type (4) (Deuxième Partie)” di cui
funzionale a noi il punto 82 di quell’elencazione a pag. 44, e nel nel numero
239-240 maggio-giugno 1984 contenente l’articolo recante il titolo
“Informations complémentaires sur les phénomènes du type I de la vague
italienne de 1978 (1)” funzionale nella sezione denominata “Cas n° 82” a pag.
41 (stessi autore e traduttore del precedente); il periodico statunitense “The
MUFON UFO journal” nel numero 153 di novembre 1980, nel quale v’è un articolo
di Richard Hall, “Italian Ufo wave of 1978”, per noi rilevante nella sua parte
conclusiva a pag. 14; 3) la pubblicazione “Humanoid encounters / The others
amongst us / 1975-1979” (2016) di Albert S. Rosales a pag. 342 (menziona come
sua fonte nel nostro caso interessato l’articolo del “The MUFON UFO journal”
testé citato). Al pari di Castronovo di Sicilia, tenevo a parlare del fatto ufologico
di Licodia perché rappresenta un paese che conosco pure: lì l’eccellente mio
zio maresciallo dei carabinieri diresse la locale caserma della Benemerita. Ma
volgiamo lo sguardo a quell’interessante vicenda evocata, spunto di mie
riflessioni a seguire (in guisa parallela a quanto ho già fatto con gli
avvistamenti di Castronovo, dove non si è andati oltre lo IR1). Un camionista
quasi cinquantenne, il quale trovavasi alla guida del suo veicolo in strada
extraurbana prossima al centro abitato di Licodia Eubea (nella provincia
catanese: però è più vicino a Ragusa che al suo capoluogo provinciale), la notte
del 15 dicembre, riferì, in un secondo momento, di essere stato testimone,
allora intorno alle 24:00, di un evento fuori della quotidianità. Vide scendere
e posarsi sul suolo, nella suddetta zona, un UFO luminescente, dopo che lui
poco prima si era fermato, senza scendere dal veicolo, allo scopo di dare
un’occhiata alla radio del suo mezzo di trasporto la quale ex abrupto aveva
smesso di funzionare normalmente. In questo scenario due figure antropomorfe
scavalcarono una barriera posta a 15 m, più o meno, e si appropinquarono al
camion fermo. Il disorientato osservatore umano poté dunque inquadrare meglio
l’aspetto dei due e descriverlo poi: rivestiti integralmente di una tuta di
colore non chiaro con casco e di altezza non superiore a un paio di metri (non
superavano la parte alta del mezzo di trasporto posta a m 2,15). Da suddetti
caschi partì una luce allorché le due figure non identificate con chiarezza
furono alla distanza approssimativa di 5 m, una luce la quale schiarì l’interno
della cabina di guida del camion. Quindi i due presunti non umani (ma di foggia
esteriore antropomorfa) si portarono a ridosso di lui, presso l’esterno del
finestrino del veicolo, con l’obiettivo che si rivelò quello di rivolgergli la
parola: il linguaggio si mostrò però incomprensibile e pronunciato con un tono
di voce basso. L’ascoltatore umano, turbato dall’esperienza in corso, pensò che
stessero chiedendo informazione sul posto e disse che si trovavano su una
strada Ragusa-Catania. Subito dopo ciò i due soggetti ignoti, senza proferire
alcunché si allontanarono. Nel farlo la luce emessa dal casco di uno dei due
rese nitidamente visibile l’altro, il quale si rivelava di forma umana (un
giovane in apparenza glabro, visto attraverso la visiera del casco in volto),
vestito con una tuta, con piedi e mani di colore nero, attillata. Tornati piano
piano indietro, i due presunti extraterrestri furono avvolti dal buio. Quindi
immediatamente si vide partire verso l’alto un intenso fascio luminoso: alla
scena il camionista si affacciò dal finestrino del suo mezzo di trasporto notando
una puzza di zolfo e la radio tornata a funzionare. Il giorno seguente la
sconvolgente esperienza il camionista fece un sopralluogo nel teatro degli
avvenimenti descritti: raccontò di aver rilevato coppia delle impronte dei
piedi dei due misteriosi soggetti incontrati, impronte le quali parevano lasciate
come da calzature di estesa suola chiodate. L’UFO, a detta del testimone, si presentava
quale una cupola di foggia emisferica (scura) proiettante dalla base circolare
un netto e forte fascio conico luminoso con la punta verso il basso. Il primo
articolo di “Lumières dans la nuit” citato, a pag. 44, nell’angolo basso a
sinistra, riporta due disegnini: del probabile aeromobile alieno e prima,
nell’ordine, della tuta dei non umani del caso (cose descritte altresì in
verbis nei testi francesi). Rosales nella sua pubblicazione menzionata ha pure
inserito due integrazioni grafiche per il caso: un alieno con faccia umana in
integrale tuta scura, visto frontalmente e di fianco sinistro; tutte le
ricostruzioni iconografiche di cui ho fatto memoria mostrano nella parte alta
del casco, sopra la visiera, qualcosa che a me sembra poter essere il punto di
illuminazione anteriore della tuta verso l’esterno. Qui si chiude il narrato di
una cronaca che ha attraversato le Alpi e l’Atlantico. Tanto per rendere l’idea
della considerazione di studio, in ambito ufologico, data allo IR3 di Licodia
voglio sottolineare che sulla copertina di “The MUFON UFO journal” nel numero
153 di novembre 1980 sta una foto di gruppo con Joseph Allen Hynek,
raffigurante i relatori a un convegno del MUFON (tenutosi l’11 ottobre 1980).
Lo spessore intellettuale di tale contenitore a stampa si nota anche dal fatto
che apre il detto numero uno scritto di Budd Hopkins. Io non dispongo di
elementi di giudizio sul fatto ufologico di Licodia che vadano al di là delle
fonti sopra evocate. Pertanto posso solo esaminarne la cronaca in sé e per sé.
Puntualizzato che non so stabilire la veridicità o meno dell'accaduto
descritto, posso però interpretarlo in un quadro di comprensione consono. E
rendo noto subito che a me i due presunti extraterrestri non paiono ascrivibili
ai Grigi o ai Nordici, e nemmeno a una manifestazione dell'Inconscio
collettivo. Mi sembrano di più degli ibridi di Grigi3, magari in
giro al fine di compiere abduction. Se fosse stato l'Inconscio impersonale a
rendersi manifesto credo che non ci sarebbe stata la problematica della lingua
differente, e che d'altro canto gli aspetti simbolici sarebbero stati maggiormente
evidenti su uno sfondo più surreale e meno incline a toni accidentali connotati
da dettagli tecnologici e non fiabeschi: se ci fossero stati Rettiliani e/o
Insettoidi avrei propenso per un effetto dell'Inconscio assoluto. La pista
"ibrida" mi appare la più ragionevole ipotesi. Reputo che si
sarebbero fermati per prelevare qualcuno, il quale non si sarebbe mostrato alla
fine corrispondente alle loro esigenze di ricerca. Non ci sono dettagli che
facciano pensare a una abduction attuata con cancellazione mentale di questa parte centrale nel mezzo del narrato
noto: di solito l'addotto subisce l'amnesia generale dell'evento di rapimento
alieno, rimane il missing time (il vuoto temporale misurato dall'orologio
relativo all'arco di tempo coperto dall'abduction)4. Escluderei
perciò il rapimento: l'osservatore umano sembra essere stato sempre vigile e
cosciente in soluzione di continuità. Il fatto che quello dei due presunti
ibridi di Grigi visto meglio in faccia si sia disvelato glabro indicherebbe a
mio avviso una connotazione legata possibilmente a dettagli di variabilità
genetica. La mia neutrale linea ipotetica produce simile risultato. L'interferenza
con la radio del camion costituisce un altro aspetto poco junghiano e molto
tecnologico, il quale tuttavia non ci restituisce un’evidenza conclusiva
concreta. Se fossimo stati ai nostri giorni probabilmente avremmo potuto vedere
foto o video realizzati con un moderno smartphone, ma a quell’epoca simile
strumento mancava. L’assenza di un riscontro concreto tuttavia non comporta per
me l’automatico rigetto scientifico dell’episodio ufologico di Licodia: non è
semplicemente verificato mediante prove visibili. Secondo il mio parere non
esiste un ragionevole motivo per non lasciare il caso aperto. Negli anni più
recenti abbiamo potuto apprezzare immagini riprese con vari mezzi da privati
cittadini, le quali, suscettibili di analisi tecnica, hanno fornito supporti ai
racconti dei testimoni. Quanto visibile oggigiorno dà una possibilità di realtà
agli avvenimenti simili a quello di Licodia, dove in interiore non vedo
elemento autovanificante. Facciamo un salto dal 1978 in avanti di un trentennio
e valutiamo la seguente vicenda se fosse stata raccontata quale semplice
relazione verbale priva di riscontri: avrebbe perso tutta la sua credibilità
obiettiva. Perciò invito a lasciare l’episodio della fine degli anni Settanta
aperto a una prospettiva di verità alla luce formale di questo clamoroso ora
citato. Tra il 2007 e il 2009 una guardia notturna turca realizzò dei video
amatoriali riprendenti chiare forme di UFO, tra i vari UAP, in località di
Kumburgaz (allora città contigua a Istanbul; dal 2009 ha perso lo status di
Comune)5. I filmati sono stati dichiarati non fake dal “Consiglio
per la ricerca scientifica e tecnologica della Turchia”(TÜBİTAK), posto sotto
egida statale (costituisce un ente paragonabile al nostro CNR). Detto
organismo, nel periodo 2004-11 presieduto dall’esperto di ingegneria
industriale Nuket Yetitenegro, non si è però pronunciato sulla natura degli
oggetti volanti visibili in queste registrazioni citate: la relazione
conclusiva si è fermata usando nella maniera più scientifica possibile il
termine UFO, cioè non implicava automaticamente una indicazione di tecnologia
extraterrestre bensì una sospensione di giudizio particolare. In alcuni
passaggi delle riprese si possono comunque notare meglio grazie a raffinati
esami grafici, dentro a un misterioso aeromobile, attraverso uno spazio
trasparente regolare, figure umanoidi che sembrano guardare all’esterno
(l’illuminazione notturna del caso non è molto nitida, tuttavia l’evidenza
delle figure rimane, secondo me, percettibile al di là di un gestaltico input
mentale). Potrebbe trattarsi di Grigi a bordo. Sul versante del non amatoriale,
a supporto della mia esposizione, ritengo necessario rammentare, a pro
dell'esistenza di intelligenze e tecnologie non umane, il
documentario-inchiesta "The Age of disclosure" (2025) del quale ho
già parlato nella mia monografia "Filosofia ufologica" (2026)6.
Giudicare possibile e credibile lo IR3 di Licodia non mi appare esagerato,
quella narrazione potrebbe avere una logica interna la quale ho cercato di
ipotizzare: là non v’erano Rettiliani e Insettoidi, pertanto credo che la
facoltà di percezione di quell’osservatore non fosse stata alterata da
un’intromissione eccezionale dell’Inconscio impersonale (o di altro), e che
dunque i due presunti alieni incontrati potessero essere, sulla base della
descrizione, reali ibridi Grigi nel quadro dell’ulteriore ipotesi che ho
sviluppato (un fine di abduction mancata).
NOTE
Questo testo
sarà inserito in un prossimo saggio critico a stampa.
1 Questa la mia prima monografia: Filosofia ufologica (2026).
2 Avvistamenti ufologici a Castronovo di Sicilia
3 Per approfondire sul tema
dell’ibridazione umano-aliena segnalo il mio precedente scritto:
Ermeneutica
ufologica
4 Sulla via dell’approfondimento
dell’argomento formale (circa rapimento alieno, tempo mancante, ipnosi
regressiva, tracce corporee) indico l’interessante ed equilibrato testo di Budd
Hopkins Missing time (1981).
5 Immagini essenziali:
Altra sitografia di riferimento (e di
eventuale approfondimento per il lettore):
6 Qui l'estratto: