13 febbraio 2026

L’INCONTRO RAVVICINATO DEL III TIPO A LICODIA EUBEA

di DANILO CARUSO
 
Il titolo di un famoso film di Steven Spielberg del 1977, rievocante un grado della Scala Hynek, introduce l’orizzonte della seguente narrazione, la quale prosegue i miei studi ufologici1. Ho parlato in dettaglio di UAP LN e IR1 a Castronovo di Sicilia2, ora dirò di un altro episodio IR3 (incontro ravvicinato con minimale osservazione di alieni) avvenuto nella zona di Licodia Eubea nel 1978 e registrato nel “Database avvistamenti in Sicilia” del “Centro Ufologico Nazionale / Divisione Sicilia” (come: IR3 del 15-12-1978 in orario imprecisato) e nel “CATALOGO DEGLI AVVISTAMENTI UFO DELLA REGIONE SICILIA / A cura del COORDINAMENTO REGIONE SICILIA DEL CISU (CENTRO ITALIANO STUDI UFOLOGICI) / Agg. al 31 Dicembre 2010” (come: IR-3D del 15-12-1978 alle ore 1:00). Riguardo all’approfondimento descrittivo sono riuscito a visionare direttamente tre fonti: 1) il periodico francese “Lumières dans la nuit” nel numero 213-214 marzo-aprile 1982 dove c’è un articolo di Maurizio Verga nella traduzione di M. Le Gourriec intitolato “La vague italienne de 1978 / Phénomènes du 1er type (4) (Deuxième Partie)” di cui funzionale a noi il punto 82 di quell’elencazione a pag. 44, e nel nel numero 239-240 maggio-giugno 1984 contenente l’articolo recante il titolo “Informations complémentaires sur les phénomènes du type I de la vague italienne de 1978 (1)” funzionale nella sezione denominata “Cas n° 82” a pag. 41 (stessi autore e traduttore del precedente); il periodico statunitense “The MUFON UFO journal” nel numero 153 di novembre 1980, nel quale v’è un articolo di Richard Hall, “Italian Ufo wave of 1978”, per noi rilevante nella sua parte conclusiva a pag. 14; 3) la pubblicazione “Humanoid encounters / The others amongst us / 1975-1979” (2016) di Albert S. Rosales a pag. 342 (menziona come sua fonte nel nostro caso interessato l’articolo del “The MUFON UFO journal” testé citato). Al pari di Castronovo di Sicilia, tenevo a parlare del fatto ufologico di Licodia perché rappresenta un paese che conosco pure: lì l’eccellente mio zio maresciallo dei carabinieri diresse la locale caserma della Benemerita. Ma volgiamo lo sguardo a quell’interessante vicenda evocata, spunto di mie riflessioni a seguire (in guisa parallela a quanto ho già fatto con gli avvistamenti di Castronovo, dove non si è andati oltre lo IR1). Un camionista quasi cinquantenne, il quale trovavasi alla guida del suo veicolo in strada extraurbana prossima al centro abitato di Licodia Eubea (nella provincia catanese: però è più vicino a Ragusa che al suo capoluogo provinciale), la notte del 15 dicembre, riferì, in un secondo momento, di essere stato testimone, allora intorno alle 24:00, di un evento fuori della quotidianità. Vide scendere e posarsi sul suolo, nella suddetta zona, un UFO luminescente, dopo che lui poco prima si era fermato, senza scendere dal veicolo, allo scopo di dare un’occhiata alla radio del suo mezzo di trasporto la quale ex abrupto aveva smesso di funzionare normalmente. In questo scenario due figure antropomorfe scavalcarono una barriera posta a 15 m, più o meno, e si appropinquarono al camion fermo. Il disorientato osservatore umano poté dunque inquadrare meglio l’aspetto dei due e descriverlo poi: rivestiti integralmente di una tuta di colore non chiaro con casco e di altezza non superiore a un paio di metri (non superavano la parte alta del mezzo di trasporto posta a m 2,15). Da suddetti caschi partì una luce allorché le due figure non identificate con chiarezza furono alla distanza approssimativa di 5 m, una luce la quale schiarì l’interno della cabina di guida del camion. Quindi i due presunti non umani (ma di foggia esteriore antropomorfa) si portarono a ridosso di lui, presso l’esterno del finestrino del veicolo, con l’obiettivo che si rivelò quello di rivolgergli la parola: il linguaggio si mostrò però incomprensibile e pronunciato con un tono di voce basso. L’ascoltatore umano, turbato dall’esperienza in corso, pensò che stessero chiedendo informazione sul posto e disse che si trovavano su una strada Ragusa-Catania. Subito dopo ciò i due soggetti ignoti, senza proferire alcunché si allontanarono. Nel farlo la luce emessa dal casco di uno dei due rese nitidamente visibile l’altro, il quale si rivelava di forma umana (un giovane in apparenza glabro, visto attraverso la visiera del casco in volto), vestito con una tuta, con piedi e mani di colore nero, attillata. Tornati piano piano indietro, i due presunti extraterrestri furono avvolti dal buio. Quindi immediatamente si vide partire verso l’alto un intenso fascio luminoso: alla scena il camionista si affacciò dal finestrino del suo mezzo di trasporto notando una puzza di zolfo e la radio tornata a funzionare. Il giorno seguente la sconvolgente esperienza il camionista fece un sopralluogo nel teatro degli avvenimenti descritti: raccontò di aver rilevato coppia delle impronte dei piedi dei due misteriosi soggetti incontrati, impronte le quali parevano lasciate come da calzature di estesa suola chiodate. L’UFO, a detta del testimone, si presentava quale una cupola di foggia emisferica (scura) proiettante dalla base circolare un netto e forte fascio conico luminoso con la punta verso il basso. Il primo articolo di “Lumières dans la nuit” citato, a pag. 44, nell’angolo basso a sinistra, riporta due disegnini: del probabile aeromobile alieno e prima, nell’ordine, della tuta dei non umani del caso (cose descritte altresì in verbis nei testi francesi). Rosales nella sua pubblicazione menzionata ha pure inserito due integrazioni grafiche per il caso: un alieno con faccia umana in integrale tuta scura, visto frontalmente e di fianco sinistro; tutte le ricostruzioni iconografiche di cui ho fatto memoria mostrano nella parte alta del casco, sopra la visiera, qualcosa che a me sembra poter essere il punto di illuminazione anteriore della tuta verso l’esterno. Qui si chiude il narrato di una cronaca che ha attraversato le Alpi e l’Atlantico. Tanto per rendere l’idea della considerazione di studio, in ambito ufologico, data allo IR3 di Licodia voglio sottolineare che sulla copertina di “The MUFON UFO journal” nel numero 153 di novembre 1980 sta una foto di gruppo con Joseph Allen Hynek, raffigurante i relatori a un convegno del MUFON (tenutosi l’11 ottobre 1980). Lo spessore intellettuale di tale contenitore a stampa si nota anche dal fatto che apre il detto numero uno scritto di Budd Hopkins. Io non dispongo di elementi di giudizio sul fatto ufologico di Licodia che vadano al di là delle fonti sopra evocate. Pertanto posso solo esaminarne la cronaca in sé e per sé. Puntualizzato che non so stabilire la veridicità o meno dell'accaduto descritto, posso però interpretarlo in un quadro di comprensione consono. E rendo noto subito che a me i due presunti extraterrestri non paiono ascrivibili ai Grigi o ai Nordici, e nemmeno a una manifestazione dell'Inconscio collettivo. Mi sembrano di più degli ibridi di Grigi3, magari in giro al fine di compiere abduction. Se fosse stato l'Inconscio impersonale a rendersi manifesto credo che non ci sarebbe stata la problematica della lingua differente, e che d'altro canto gli aspetti simbolici sarebbero stati maggiormente evidenti su uno sfondo più surreale e meno incline a toni accidentali connotati da dettagli tecnologici e non fiabeschi: se ci fossero stati Rettiliani e/o Insettoidi avrei propenso per un effetto dell'Inconscio assoluto. La pista "ibrida" mi appare la più ragionevole ipotesi. Reputo che si sarebbero fermati per prelevare qualcuno, il quale non si sarebbe mostrato alla fine corrispondente alle loro esigenze di ricerca. Non ci sono dettagli che facciano pensare a una abduction attuata con cancellazione mentale di  questa parte centrale nel mezzo del narrato noto: di solito l'addotto subisce l'amnesia generale dell'evento di rapimento alieno, rimane il missing time (il vuoto temporale misurato dall'orologio relativo all'arco di tempo coperto dall'abduction)4. Escluderei perciò il rapimento: l'osservatore umano sembra essere stato sempre vigile e cosciente in soluzione di continuità. Il fatto che quello dei due presunti ibridi di Grigi visto meglio in faccia si sia disvelato glabro indicherebbe a mio avviso una connotazione legata possibilmente a dettagli di variabilità genetica. La mia neutrale linea ipotetica produce simile risultato. L'interferenza con la radio del camion costituisce un altro aspetto poco junghiano e molto tecnologico, il quale tuttavia non ci restituisce un’evidenza conclusiva concreta. Se fossimo stati ai nostri giorni probabilmente avremmo potuto vedere foto o video realizzati con un moderno smartphone, ma a quell’epoca simile strumento mancava. L’assenza di un riscontro concreto tuttavia non comporta per me l’automatico rigetto scientifico dell’episodio ufologico di Licodia: non è semplicemente verificato mediante prove visibili. Secondo il mio parere non esiste un ragionevole motivo per non lasciare il caso aperto. Negli anni più recenti abbiamo potuto apprezzare immagini riprese con vari mezzi da privati cittadini, le quali, suscettibili di analisi tecnica, hanno fornito supporti ai racconti dei testimoni. Quanto visibile oggigiorno dà una possibilità di realtà agli avvenimenti simili a quello di Licodia, dove in interiore non vedo elemento autovanificante. Facciamo un salto dal 1978 in avanti di un trentennio e valutiamo la seguente vicenda se fosse stata raccontata quale semplice relazione verbale priva di riscontri: avrebbe perso tutta la sua credibilità obiettiva. Perciò invito a lasciare l’episodio della fine degli anni Settanta aperto a una prospettiva di verità alla luce formale di questo clamoroso ora citato. Tra il 2007 e il 2009 una guardia notturna turca realizzò dei video amatoriali riprendenti chiare forme di UFO, tra i vari UAP, in località di Kumburgaz (allora città contigua a Istanbul; dal 2009 ha perso lo status di Comune)5. I filmati sono stati dichiarati non fake dal “Consiglio per la ricerca scientifica e tecnologica della Turchia”(TÜBİTAK), posto sotto egida statale (costituisce un ente paragonabile al nostro CNR). Detto organismo, nel periodo 2004-11 presieduto dall’esperto di ingegneria industriale Nuket Yetitenegro, non si è però pronunciato sulla natura degli oggetti volanti visibili in queste registrazioni citate: la relazione conclusiva si è fermata usando nella maniera più scientifica possibile il termine UFO, cioè non implicava automaticamente una indicazione di tecnologia extraterrestre bensì una sospensione di giudizio particolare. In alcuni passaggi delle riprese si possono comunque notare meglio grazie a raffinati esami grafici, dentro a un misterioso aeromobile, attraverso uno spazio trasparente regolare, figure umanoidi che sembrano guardare all’esterno (l’illuminazione notturna del caso non è molto nitida, tuttavia l’evidenza delle figure rimane, secondo me, percettibile al di là di un gestaltico input mentale). Potrebbe trattarsi di Grigi a bordo. Sul versante del non amatoriale, a supporto della mia esposizione, ritengo necessario rammentare, a pro dell'esistenza di intelligenze e tecnologie non umane, il documentario-inchiesta "The Age of disclosure" (2025) del quale ho già parlato nella mia monografia "Filosofia ufologica" (2026)6. Giudicare possibile e credibile lo IR3 di Licodia non mi appare esagerato, quella narrazione potrebbe avere una logica interna la quale ho cercato di ipotizzare: là non v’erano Rettiliani e Insettoidi, pertanto credo che la facoltà di percezione di quell’osservatore non fosse stata alterata da un’intromissione eccezionale dell’Inconscio impersonale (o di altro), e che dunque i due presunti alieni incontrati potessero essere, sulla base della descrizione, reali ibridi Grigi nel quadro dell’ulteriore ipotesi che ho sviluppato (un fine di abduction mancata).
 
 
NOTE
 
Questo testo sarà inserito in un prossimo saggio critico a stampa.
 
1 Questa la mia prima monografia: Filosofia ufologica (2026).
 
2 Avvistamenti ufologici a Castronovo di Sicilia
 
3 Per approfondire sul tema dell’ibridazione umano-aliena segnalo il mio precedente scritto:
Ermeneutica ufologica
 
4 Sulla via dell’approfondimento dell’argomento formale (circa rapimento alieno, tempo mancante, ipnosi regressiva, tracce corporee) indico l’interessante ed equilibrato testo di Budd Hopkins Missing time (1981).
 
5 Immagini essenziali:
Altra sitografia di riferimento (e di eventuale approfondimento per il lettore):
 
6 Qui l'estratto: