di
DANILO CARUSO
Nel
dicembre del 1987 alcune zone in particolare del territorio castronovese posto
a metà strada lungo l’asse Palermo-Agrigento sono state teatro di osservazioni
di UFO abbastanza significative. Le mie informazioni provengono da un articolo del “Giornale di Sicilia” di martedì 22 dicembre 1987, a firma di F. Enrico Landolina (cittadino castronovese scomparso, di alto profilo intellettuale, il quale ha permesso una pubblica obiettiva divulgazione di notizie in merito), dal “Database avvistamenti in Sicilia” del “Centro Ufologico Nazionale / Divisione Sicilia” e dal “CATALOGO DEGLI AVVISTAMENTI UFO DELLA REGIONE SICILIA / A cura del COORDINAMENTO REGIONE SICILIA DEL CISU (CENTRO ITALIANO STUDI UFOLOGICI) / Agg. al 31 Dicembre 2010”. Nella mia esposizione fonderò le fonti di cronaca suddette ampliando il discorso con mie considerazioni aggiuntive. Procediamo con il dettaglio cronologico dei rilevamenti:
1) sabato 19 sono stati registrati due IR1, ossia degli incontri ravvicinati con l’UAP entro il raggio di 150 m circa (la sigla di classificazione proviene dalla “scala Hynek”, adottata nel database consultato); il grado di IR1 non comporta conseguenze fisiche all’osservatore, e la distanza consente la possibilità di un apprezzabile inquadramento della scena; orari: 1:10 e 5:30;
2) domenica 20 è stato registrato un evento nella “scala Hynek” denominato LN (cioè un UAP coinvolgente una o più sfere luminose); orario: 21:30; l’articolo di cui sopra precisa che persone dentro il centro urbano di Castronovo, di passaggio nel Largo Passalacqua, che guarda a sud-est le zone campestri della valle antistante al paese avente alle spalle il monte Kassar sul versante settentrionale, in seguito a un rumoroso UAP hanno soffermato la propria attenzione sopra una cosa luminosa a distanza rimasta ferma in area, non molto lontana dal suolo, di su citata valle (il rumore è stato paragonato dai testimoni a quello di un comune aeromobile umano);
3) l’autore dell’articolo, riferente unicamente di 2) e di quanto segue adesso in 3), riporta, a differenza del CUN (il quale non lo registra), ma in concomitanza del CISU (che data 19/20 alle 5:30 un evento riportato come IR-0) il fatto che intorno alle 6:00 in quella prima mattinata del 20 era stata rilevata una manifestazione rumorosa da diversi soggetti castronovesi, uno dei quali (in probabile condizione di IR1) ha rilevato una irradiazione luminosa parecchio intensa;
4) martedì 22 è tornato un nuovo IR1; orario: 1:45;
5) solo il CISU riporta notizia di un UAP LN la notte del 25;
6) un altro IR1 è stato registrato sempre a dicembre in un momento dato quale imprecisato nella fonte del CUN e indicato come “27?” di sera dal CISU.
Dopo
l’evento 2) puntualizza l’articolo dal “Giornale di Sicilia” che sono stati
allertati i carabinieri di stanza nel Comune, che, verificata l’assenza di una
previsione di traffico aereo in zona, hanno perciò effettuato un sopralluogo.
Landolina ci riferisce inoltre che l’oggetto dell’UAP testé evocato è rimasto
immobile per tre quarti d’ora più o meno, quindi schizzando all’improvviso in
alto con velocità sorprendente. Da questo momento prendo a ragionare al di
fuori delle fonti e concludo subito che le apparenze descritte non forniscono
grandi dubbi: si trattava di un evento di UFO/UAP. A quarant’anni di distanza
quasi, con le informazioni di cui disponiamo oggigiorno, non si può che
ricollegare le immagini di Castronovo a un fenomeno globulare notato con quelle
dinamiche altrove. L’unica cosa derogante rispetto a questo tipo di UFO nel
caso castronovese risulta il rumore sentito associato a detto UAP: di solito
simili globi luminescenti volano in cielo silenziosi se in assenza di
interazione rivolta a terra. Tale aspetto mi induce a sospettare la possibilità
di un’azione aliena. Cosa avrebbe potuto interessare a degli extraterrestri in
quella zona? Gli allevamenti di bestiame: Castronovo aveva una florida economia
agropastorale; abduction, mutilazioni chirurgiche, e ritrovamenti di cadaveri
di bestiame in condizioni non ordinarie sono stati associati a un operato non
umano da una parte dell’ufologia. Non possiedo notizia di qualcosa del genere
riguardo al caso indagato, tuttavia non escluderei che ci sia stato un
proposito extraterrestre in tal direzione. Forse dei Grigi ci hanno provato, si
sono avvicinati, e dissuasi dalla presenza umana hanno fatto solo rumore nel
tentativo. Ho rintracciato pochissimi esempi di semplici osservazioni
rumoreggianti accostabili alla nostra circostanza. Uno è quello di una notte di
fine marzo del 1677 a Montemagno frazione di Calci (PI), dove, a dispetto di
condizioni meteorologiche serene, una manifestazione luminosa uranica si rivelò
fragorosa e vistosa (difficile giudicarla un fulmine, anche perché a lasciare
la cronaca dell’accaduto è stato il sacerdote cattolico del luogo, uno che
aveva studiato). Rumorosità e luminosità “castronovesi” tornano poi in UAP
texani del 1966 a Edinburg (ronzio e forte luce), qui nell’episodio culminante
uno di essi causava distruzione (si tratta di exemplum in parte lontano dal
nostro caso). Pertanto, alla luce dell’approfondimento, il rumoreggiare
avvertito a Castronovo potrebbe essere stato separato da un atto particolare in
aggiunta al movimento semplice, anche se rimango dello stesso parere sul tipo
di interesse eventuale degli extraterrestri: gli animali negli allevamenti. Chi
vide i fenomeni IR1 era quasi sicuramente qualche allevatore che a ore di
comune di riposo notturno trovavasi in campagna a badare alle proprie bestie.
Do credito a tutti quelli che all’epoca poterono essere i resoconti di prima
mano, i quali io ignoro in quella versione originale. L’articolo di Francesco
Enrico Landolina, allora corrispondente del “Giornale di Sicilia”, il quale io
conobbi (mi disse che era stato un arbitro di calcio: dunque oltre ai suoi
studi era un uomo d’ordine pratico) non è stato un racconto fantascientifico,
infatti concludeva esprimendo la sensazione di turbamento la quale aveva invaso
i più vicini agli accadimenti ricordati (d’altro canto rimanevano i curiosi
liberi dal peso di quelle esperienze). Adesso sorge spontanea la domanda su
cosa facciano alcuni alieni con le bestie addotte. A vedere le immagini di
ritrovamenti di bestiame morto, pare ritagliati da Jack lo squartatore e uccisi
con inferta sofferenza risultante a noi sadica, drenati del fluido sanguigno e
infine come persino piovuti dal cielo, si resta non poco perplessi. Gli
artefici o non si rendono conto del sadismo nel contesto di procedure mediche,
oppure ci sono extraterrestri sadici. Nel mio saggio “Filosofia ufologica”1
ho proiettato la mia psicostoria (fenomenologia distopica dell’avvenire
terrestre possibile) sul passato di altre civiltà aliene (giudicate da me,
nello stadio cronologico organizzato più remoto, composte da antropomorfi come
noi). Questo mio schema utopico negativo, già là riguardo ad altro connesso ad alieni,
si riscopre qui ulteriormente collegato a possibilità – nella mia ottica – di
civiltà non umane. La mia cronologia distopica prevede ectogenesi e sadismo ai
livelli IV e V. E il sadismo nei casi di bestie menzionati lo abbiamo visto;
l’ectogenesi si mostra un’ipotesi di procedura aliena (una loro via
scientifica, magari alla volta dell’ibridazione umano-alieno: IR7, il non plus
ultra). Quello che in quest’ultima sede mi colpisce è che Aldous Huxley nel suo
celeberrimo romanzo “Brave New World”, cui io mi sono richiamato di proposito
in passato, ha parlato di una distopica ectogenesi la quale fa uso di frazione di
scrofa (impianto embrionale umano sopra una base peritoneale suina dentro una
camera uterina artificiale): tangenza letteraria, che in modo junghiano
potrebbe recuperare un diritto di cittadinanza concettuale pure alla luce di
semplice futuristica prospettiva (non dimentichiamo ad hoc altresì che
l’embrione in gestazione nel Mondo Nuovo si nutre di sostanza sostitutiva del
sangue e di altre precise derivate da parti intestine animali: sic!). Suddetta
ibridazione, che nella mia posizione speculativa filosofica ha rintracciato un
fondamento “logico” e non “empirico”, ottiene quest’ultimo nella letteratura
ufologica, laddove naturalmente vi siano elementi di obiettività e credibilità.
Per quanto inerisce alla questione principale delle asportazioni chirurgiche da
bestiame, le mie prospettive formali che ho sopra individuato scoprono una
sponda sostanziale nel lavoro di ricerca di Linda Moulton Howe, famosa e
premiata giornalista investigativa americana, la quale ritiene in atto una
collaborazione statunitense con extraterrestri e che ha ricollegato le
mutilazioni di animali a questi ultimi per via della concomitanza fra eventi del
genere e avvistamenti di UAP. Al tema
ufologico ella ha, tra l’altro, dedicato una inchiesta-documentario, “A strange
harvest” (1980), e un libro, “An alien harvest” (1989, I ed.; 2014, II ed.),
sostenendo che le asportazioni dalle bestie siano funzionali a sostenere la
sperimentazione scientifica sennò l’esistenza medesima dei soggetti non umani i
quali le compiono, che agirebbero con l’approvazione di Washington. Ho visto
questo documentario menzionato, e posso dire che esso illustra con chiarezza, prove
e testimonianze il fenomeno evidenziato, resosi plateale dalla fine degli anni
’60. Siamo cronologicamente vicini al presunto concordato Eisenhower/Grigi:
dopo un po’ questi alieni sono passati all’ectogenesi? Dopo adduzioni umane a
scopo di esame medico hanno messo in pratica un progetto huxleyano? Pongo le
domande in quel mio quadro, esposto nel mio saggio qua evocato, che ipotizza la
natura postumanistica dei Grigi (umani in origine i quali hanno percorso un
cammino transumano). Vogliono esperire un aggancio biologico con la specie
originaria? Una mia possibile spiegazione filosofica di teorici esperimenti di
ibridazione (uterina o extrauterina) marcia in simile direzione. Nella
videoinchiesta di Linda Moulton Howe si sottolinea la difficoltà umana allora a
compiere tali straordinari atti chirurgici su bestie persino dentro un contesto
ospedaliero o simile. In quell’indagine rimaneva oscuro il senso di dette
asportazioni, ricollegate a una mano aliena. È possibile ascoltare una donna
sotto ipnosi regressiva, condotta da Ronald Leo Sprinkle, testimoniante su un
animale addotto costretto a violenta procedura mortale. Ma, aggiungo io, anche
gli uomini quando macellano le bestie non è che ci siano andati coi guanti di
velluto: gli alieni hanno imitato prassi come semplice riflesso operativo senza
rendersi conto che sarebbero apparsi sadici? La non empatia grigia potrebbe
essersi fatta involontariamente deviare. Riprendo ora dalla donna la quale in
quell’ambito di testimonianza ha sostenuto che pure la figlia fosse stata presa
dagli extraterrestri però sottoposta a prelievi sebbene invasivi non dannosi:
se l’ipnosi regressiva di cui testé (a mio avviso quale generale strumento di
verifica non affidabile al 100%) fosse fededegna avremmo un esempio in qualche maniera
di extraterrestre riguardo verso un essere umano rispetto alla bestia (l’ipnosi
regressiva priva di prove ulteriori a latere, secondo me, non garantisce in
guisa automatica il resoconto proveniente). “A strange harvest” si conclude con
l’ufologo Richard Sigismond (nella fattispecie vicino alle idee parafisiche di
Jacques Vallée e John Alva Keel, distante da quelle di Linda Moulton Howe)
supponente una forma di comunicazione attraverso le mutilazioni del bestiame
rivolta agli uomini. “An alien harvest” (ho avuto modo di vedere la I ed.) prende in esame la casistica delle asportazioni
animali lungo l’arco temporale che va dal 1967 agli anni Ottanta, affrontando
gli aspetti legati dall’autrice alle istituzioni governative e militari degli
USA. Attraverso un esplicito e nutrito corredo documentale Linda Moulton Howe
sostiene la sua tesi che coniuga non umani e fenomeno indagato. Non mancano
testimonianze dirette leganti la cosa ai loro ritenuti autori in seguito ad
rilevamenti di UFO/UAP nelle zone interessate, e attestanti altresì visione di
soggetti extraterrestri (ci sono diversi disegni in merito; a pag. 8 del libro
l’inquietante foto, fra le varie, del trattamento riservato alla cavalla Lady
nel settembre del ’67). Nel corso degli anni i casi hanno palesato estensione e
intensione per niente trascurabili: a pag. 107 una cartina degli Stati Uniti la
quale ha rilevato luoghi e periodi di una inusuale manifestazione tipicamente
“occidentale”, come si può evincere dall’altra carta geografica globale nella
pagina successiva. Questa seconda risalta giacché evidenzia la sfera
territoriale di influenza americana: il che, secondo me, in linea ipotetica, va
a corroborare l’idea di una benedizione di Washington alle mutilazioni aliene
di bestiame nell’ambito di un possibile patto USA-Grigi. La chiusura del “Project
Blue Book” (1952-69), con espressione di ufficiale disinteresse statale (riallacciantesi
alle odierne dichiarazioni dei whistleblower) e con disappunto del suo eminente
collaboratore, Josef Allen Hynek, e il tentativo frustrato del Presidente Jimmy
Carter di ripristinare qualcosa del genere costituiscono altre singolari
coincidenze indiziarie da acquisire sul piano dell’ipotesi. A tutt’oggi la
famosa ed esperta giornalista americana continua a portare avanti le sue idee
grazie ai media: ho ascoltato un suo podcast del 24 maggio 2023 dedicato
all’argomento, intitolato “What controls strange harvests of animal
mutilations” (earthfiles.com), dove ha presentato la circostanza di un utilizzo,
dentro una cornice scientifica extraterrestre, in direzione genetica del
materiale biologico prelevato dalle bestie. Io sono un filosofo, e un critico
letterario, che si è occupato anche di scrivere di storia (locale e
universale); costruisco i miei percorsi analitici a volte in una forma hegeliana
fenomenologica: così è stato il mio approccio filosofico all’ufologia già mostrato
nella mia citata monografia “Filosofia ufologica”. Da junghiano guardo i lati
logico e storico della realtà in maniera da pervenire a una sintesi
unificatrice. Questo ricordo di Hegel, e della sua “Fenomenologia dello
spirito”, chiude il cerchio dell’esame degli avvistamenti ufologici di
Castronovo di Sicilia, poiché, essendo stati essi fortunatamente senza
conseguenti casi noti di animali colpiti, possiamo dire con il filosofo tedesco
che suddetta esperienza castronovese sia stata per gli alieni «für die Nacht auszugeben,
worin [...] alle Kühe schwarz sind» (“Phänomenologie
des Geistes”).
NOTE
Questo testo sarà inserito in un prossimo saggio
critico a stampa.
1 Consiglio di leggerlo non soltanto per
l’approfondimento di concetti qua espressi.