21 gennaio 2026

AVVISTAMENTI UFOLOGICI A CASTRONOVO DI SICILIA

di DANILO CARUSO
 
Nel dicembre del 1987 alcune zone in particolare del territorio castronovese posto a metà strada lungo l’asse Palermo-Agrigento sono state teatro di osservazioni di UFO abbastanza significative. Le mie informazioni provengono da un articolo del “Giornale di Sicilia” di martedì 22 dicembre 1987, a firma di F. Enrico Landolina (cittadino castronovese scomparso, di alto profilo intellettuale, il quale ha permesso una pubblica obiettiva divulgazione di notizie in merito), dal “Database avvistamenti in Sicilia” del “Centro Ufologico Nazionale / Divisione Sicilia” e dal “CATALOGO DEGLI AVVISTAMENTI UFO DELLA REGIONE SICILIA / A cura del COORDINAMENTO REGIONE SICILIA DEL CISU (CENTRO ITALIANO STUDI UFOLOGICI) / Agg. al 31 Dicembre 2010”. Nella mia esposizione fonderò le fonti di cronaca suddette ampliando il discorso con mie considerazioni aggiuntive. Procediamo con il dettaglio cronologico dei rilevamenti:
1) sabato 19 sono stati registrati due IR1, ossia degli incontri ravvicinati con l’UAP entro il raggio di 150 m circa (la sigla di classificazione proviene dalla “scala Hynek”, adottata nel database consultato); il grado di IR1 non comporta conseguenze fisiche all’osservatore, e la distanza consente la possibilità di un apprezzabile inquadramento della scena; orari: 1:10 e 5:30;
2) domenica 20 è stato registrato un evento nella “scala Hynek” denominato LN (cioè un UAP coinvolgente una o più sfere luminose); orario: 21:30; l’articolo di cui sopra precisa che persone dentro il centro urbano di Castronovo, di passaggio nel Largo Passalacqua, che guarda a sud-est le zone campestri della valle antistante al paese avente alle spalle il monte Kassar sul versante settentrionale, in seguito a un rumoroso UAP hanno soffermato la propria attenzione sopra una cosa luminosa a distanza rimasta ferma in area, non molto lontana dal suolo, di su citata valle (il rumore è stato paragonato dai testimoni a quello di un comune aeromobile umano);
3) l’autore dell’articolo, riferente unicamente di 2) e di quanto segue adesso in 3), riporta, a differenza del CUN (il quale non lo registra), ma in concomitanza del CISU (che data 19/20 alle 5:30 un evento riportato come IR-0) il fatto che intorno alle 6:00 in quella prima mattinata del 20 era stata rilevata una manifestazione rumorosa da diversi soggetti castronovesi, uno dei quali (in probabile condizione di IR1) ha rilevato una irradiazione luminosa parecchio intensa;
4) martedì 22 è tornato un nuovo IR1; orario: 1:45;
5) solo il CISU riporta notizia di un UAP LN la notte del 25;
6) un altro IR1 è stato registrato sempre a dicembre in un momento dato quale imprecisato nella fonte del CUN e indicato come “27?” di sera dal CISU.
Dopo l’evento 2) puntualizza l’articolo dal “Giornale di Sicilia” che sono stati allertati i carabinieri di stanza nel Comune, che, verificata l’assenza di una previsione di traffico aereo in zona, hanno perciò effettuato un sopralluogo. Landolina ci riferisce inoltre che l’oggetto dell’UAP testé evocato è rimasto immobile per tre quarti d’ora più o meno, quindi schizzando all’improvviso in alto con velocità sorprendente. Da questo momento prendo a ragionare al di fuori delle fonti e concludo subito che le apparenze descritte non forniscono grandi dubbi: si trattava di un evento di UFO/UAP. A quarant’anni di distanza quasi, con le informazioni di cui disponiamo oggigiorno, non si può che ricollegare le immagini di Castronovo a un fenomeno globulare notato con quelle dinamiche altrove. L’unica cosa derogante rispetto a questo tipo di UFO nel caso castronovese risulta il rumore sentito associato a detto UAP: di solito simili globi luminescenti volano in cielo silenziosi se in assenza di interazione rivolta a terra. Tale aspetto mi induce a sospettare la possibilità di un’azione aliena. Cosa avrebbe potuto interessare a degli extraterrestri in quella zona? Gli allevamenti di bestiame: Castronovo aveva una florida economia agropastorale; abduction, mutilazioni chirurgiche, e ritrovamenti di cadaveri di bestiame in condizioni non ordinarie sono stati associati a un operato non umano da una parte dell’ufologia. Non possiedo notizia di qualcosa del genere riguardo al caso indagato, tuttavia non escluderei che ci sia stato un proposito extraterrestre in tal direzione. Forse dei Grigi ci hanno provato, si sono avvicinati, e dissuasi dalla presenza umana hanno fatto solo rumore nel tentativo. Ho rintracciato pochissimi esempi di semplici osservazioni rumoreggianti accostabili alla nostra circostanza. Uno è quello di una notte di fine marzo del 1677 a Montemagno frazione di Calci (PI), dove, a dispetto di condizioni meteorologiche serene, una manifestazione luminosa uranica si rivelò fragorosa e vistosa (difficile giudicarla un fulmine, anche perché a lasciare la cronaca dell’accaduto è stato il sacerdote cattolico del luogo, uno che aveva studiato). Rumorosità e luminosità “castronovesi” tornano poi in UAP texani del 1966 a Edinburg (ronzio e forte luce), qui nell’episodio culminante uno di essi causava distruzione (si tratta di exemplum in parte lontano dal nostro caso). Pertanto, alla luce dell’approfondimento, il rumoreggiare avvertito a Castronovo potrebbe essere stato separato da un atto particolare in aggiunta al movimento semplice, anche se rimango dello stesso parere sul tipo di interesse eventuale degli extraterrestri: gli animali negli allevamenti. Chi vide i fenomeni IR1 era quasi sicuramente qualche allevatore che a ore di comune di riposo notturno trovavasi in campagna a badare alle proprie bestie. Do credito a tutti quelli che all’epoca poterono essere i resoconti di prima mano, i quali io ignoro in quella versione originale. L’articolo di Francesco Enrico Landolina, allora corrispondente del “Giornale di Sicilia”, il quale io conobbi (mi disse che era stato un arbitro di calcio: dunque oltre ai suoi studi era un uomo d’ordine pratico) non è stato un racconto fantascientifico, infatti concludeva esprimendo la sensazione di turbamento la quale aveva invaso i più vicini agli accadimenti ricordati (d’altro canto rimanevano i curiosi liberi dal peso di quelle esperienze). Adesso sorge spontanea la domanda su cosa facciano alcuni alieni con le bestie addotte. A vedere le immagini di ritrovamenti di bestiame morto, pare ritagliati da Jack lo squartatore e uccisi con inferta sofferenza risultante a noi sadica, drenati del fluido sanguigno e infine come persino piovuti dal cielo, si resta non poco perplessi. Gli artefici o non si rendono conto del sadismo nel contesto di procedure mediche, oppure ci sono extraterrestri sadici. Nel mio saggio “Filosofia ufologica”1 ho proiettato la mia psicostoria (fenomenologia distopica dell’avvenire terrestre possibile) sul passato di altre civiltà aliene (giudicate da me, nello stadio cronologico organizzato più remoto, composte da antropomorfi come noi). Questo mio schema utopico negativo, già là riguardo ad altro connesso ad alieni, si riscopre qui ulteriormente collegato a possibilità – nella mia ottica – di civiltà non umane. La mia cronologia distopica prevede ectogenesi e sadismo ai livelli IV e V. E il sadismo nei casi di bestie menzionati lo abbiamo visto; l’ectogenesi si mostra un’ipotesi di procedura aliena (una loro via scientifica, magari alla volta dell’ibridazione umano-alieno: IR7, il non plus ultra). Quello che in quest’ultima sede mi colpisce è che Aldous Huxley nel suo celeberrimo romanzo “Brave New World”, cui io mi sono richiamato di proposito in passato, ha parlato di una distopica ectogenesi la quale fa uso di frazione di scrofa (impianto embrionale umano sopra una base peritoneale suina dentro una camera uterina artificiale): tangenza letteraria, che in modo junghiano potrebbe recuperare un diritto di cittadinanza concettuale pure alla luce di semplice futuristica prospettiva (non dimentichiamo ad hoc altresì che l’embrione in gestazione nel Mondo Nuovo si nutre di sostanza sostitutiva del sangue e di altre precise derivate da parti intestine animali: sic!). Suddetta ibridazione, che nella mia posizione speculativa filosofica ha rintracciato un fondamento “logico” e non “empirico”, ottiene quest’ultimo nella letteratura ufologica, laddove naturalmente vi siano elementi di obiettività e credibilità. Per quanto inerisce alla questione principale delle asportazioni chirurgiche da bestiame, le mie prospettive formali che ho sopra individuato scoprono una sponda sostanziale nel lavoro di ricerca di Linda Moulton Howe, famosa e premiata giornalista investigativa americana, la quale ritiene in atto una collaborazione statunitense con extraterrestri e che ha ricollegato le mutilazioni di animali a questi ultimi per via della concomitanza fra eventi del genere e avvistamenti di UAP.  Al tema ufologico ella ha, tra l’altro, dedicato una inchiesta-documentario, “A strange harvest” (1980), e un libro, “An alien harvest” (1989, I ed.; 2014, II ed.), sostenendo che le asportazioni dalle bestie siano funzionali a sostenere la sperimentazione scientifica sennò l’esistenza medesima dei soggetti non umani i quali le compiono, che agirebbero con l’approvazione di Washington. Ho visto questo documentario menzionato, e posso dire che esso illustra con chiarezza, prove e testimonianze il fenomeno evidenziato, resosi plateale dalla fine degli anni ’60. Siamo cronologicamente vicini al presunto concordato Eisenhower/Grigi: dopo un po’ questi alieni sono passati all’ectogenesi? Dopo adduzioni umane a scopo di esame medico hanno messo in pratica un progetto huxleyano? Pongo le domande in quel mio quadro, esposto nel mio saggio qua evocato, che ipotizza la natura postumanistica dei Grigi (umani in origine i quali hanno percorso un cammino transumano). Vogliono esperire un aggancio biologico con la specie originaria? Una mia possibile spiegazione filosofica di teorici esperimenti di ibridazione (uterina o extrauterina) marcia in simile direzione. Nella videoinchiesta di Linda Moulton Howe si sottolinea la difficoltà umana allora a compiere tali straordinari atti chirurgici su bestie persino dentro un contesto ospedaliero o simile. In quell’indagine rimaneva oscuro il senso di dette asportazioni, ricollegate a una mano aliena. È possibile ascoltare una donna sotto ipnosi regressiva, condotta da Ronald Leo Sprinkle, testimoniante su un animale addotto costretto a violenta procedura mortale. Ma, aggiungo io, anche gli uomini quando macellano le bestie non è che ci siano andati coi guanti di velluto: gli alieni hanno imitato prassi come semplice riflesso operativo senza rendersi conto che sarebbero apparsi sadici? La non empatia grigia potrebbe essersi fatta involontariamente deviare. Riprendo ora dalla donna la quale in quell’ambito di testimonianza ha sostenuto che pure la figlia fosse stata presa dagli extraterrestri però sottoposta a prelievi sebbene invasivi non dannosi: se l’ipnosi regressiva di cui testé (a mio avviso quale generale strumento di verifica non affidabile al 100%) fosse fededegna avremmo un esempio in qualche maniera di extraterrestre riguardo verso un essere umano rispetto alla bestia (l’ipnosi regressiva priva di prove ulteriori a latere, secondo me, non garantisce in guisa automatica il resoconto proveniente). “A strange harvest” si conclude con l’ufologo Richard Sigismond (nella fattispecie vicino alle idee parafisiche di Jacques Vallée e John Alva Keel, distante da quelle di Linda Moulton Howe) supponente una forma di comunicazione attraverso le mutilazioni del bestiame rivolta agli uomini. “An alien harvest” (ho avuto modo di vedere la I ed.) prende  in esame la casistica delle asportazioni animali lungo l’arco temporale che va dal 1967 agli anni Ottanta, affrontando gli aspetti legati dall’autrice alle istituzioni governative e militari degli USA. Attraverso un esplicito e nutrito corredo documentale Linda Moulton Howe sostiene la sua tesi che coniuga non umani e fenomeno indagato. Non mancano testimonianze dirette leganti la cosa ai loro ritenuti autori in seguito ad rilevamenti di UFO/UAP nelle zone interessate, e attestanti altresì visione di soggetti extraterrestri (ci sono diversi disegni in merito; a pag. 8 del libro l’inquietante foto, fra le varie, del trattamento riservato alla cavalla Lady nel settembre del ’67). Nel corso degli anni i casi hanno palesato estensione e intensione per niente trascurabili: a pag. 107 una cartina degli Stati Uniti la quale ha rilevato luoghi e periodi di una inusuale manifestazione tipicamente “occidentale”, come si può evincere dall’altra carta geografica globale nella pagina successiva. Questa seconda risalta giacché evidenzia la sfera territoriale di influenza americana: il che, secondo me, in linea ipotetica, va a corroborare l’idea di una benedizione di Washington alle mutilazioni aliene di bestiame nell’ambito di un possibile patto USA-Grigi. La chiusura del “Project Blue Book” (1952-69), con espressione di ufficiale disinteresse statale (riallacciantesi alle odierne dichiarazioni dei whistleblower) e con disappunto del suo eminente collaboratore, Josef Allen Hynek, e il tentativo frustrato del Presidente Jimmy Carter di ripristinare qualcosa del genere costituiscono altre singolari coincidenze indiziarie da acquisire sul piano dell’ipotesi. A tutt’oggi la famosa ed esperta giornalista americana continua a portare avanti le sue idee grazie ai media: ho ascoltato un suo podcast del 24 maggio 2023 dedicato all’argomento, intitolato “What controls strange harvests of animal mutilations” (earthfiles.com), dove ha presentato la circostanza di un utilizzo, dentro una cornice scientifica extraterrestre, in direzione genetica del materiale biologico prelevato dalle bestie. Io sono un filosofo, e un critico letterario, che si è occupato anche di scrivere di storia (locale e universale); costruisco i miei percorsi analitici a volte in una forma hegeliana fenomenologica: così è stato il mio approccio filosofico all’ufologia già mostrato nella mia citata monografia “Filosofia ufologica”. Da junghiano guardo i lati logico e storico della realtà in maniera da pervenire a una sintesi unificatrice. Questo ricordo di Hegel, e della sua “Fenomenologia dello spirito”, chiude il cerchio dell’esame degli avvistamenti ufologici di Castronovo di Sicilia, poiché, essendo stati essi fortunatamente senza conseguenti casi noti di animali colpiti, possiamo dire con il filosofo tedesco che suddetta esperienza castronovese sia stata per gli alieni «für die Nacht auszugeben, worin [...] alle Kühe schwarz sind» (“Phänomenologie des Geistes”).
 
 
NOTE
 
Questo testo sarà inserito in un prossimo saggio critico a stampa.
 
1 Consiglio di leggerlo non soltanto per l’approfondimento di concetti qua espressi.