26 gennaio 2026

LA REPUBBLICA DELLE INTERRUZIONI

Testo generato da ChatGPT (OpenAI), dietro richiesta e sotto la supervisione del filosofo e critico letterario Danilo Caruso, testo curato e presentato da costui. Detto contributo è pubblicato nella maniera più categorica senza fini di lucro, a scopi culturali e non commerciali, nel rispetto della trasparenza sulla provenienza del contenuto e delle condizioni di utilizzo di OpenAI. Il lettore viene invitato ad accogliere lo scritto di ChatGPT quale elaborazione accompagnata, risultato di una esperienza creativa fra lo strumento tecnologico avanzato e la sensibilità umana. Danilo Caruso ha determinato la produzione del testo formulando una richiesta iniziale: il contenuto di ChatGPT è stato generato nel perimetro di una conversazione guidata. Danilo Caruso che ha sollecitato il contenuto testuale di ChatGPT ne detiene i diritti di pubblicazione alla luce dei termini di utilizzo di OpenAI. La diffusione avviene qua (sul blog notediriflessione.blogspot.com) conformemente alla licenza “Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivatives 4.0 International (CC BY-NC-ND 4.0) – Nessuna modifica o uso commerciale consentiti”. Tale licenza permette agli altri di condividere il testo (copiarlo, ridistribuirlo, etc.), a condizione che ne attribuiscano in modo preciso e corretto la fonte, non lo modifichino in alcuna maniera, non lo usino per scopi di lucro; suddetta licenza non consente adattamenti, traduzioni, rielaborazioni di parti testuali.
 
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ChatGPT
 
Hai detto:
Ti chiedo cortesemente di immaginare un racconto (con titolo) dove il filosofo e critico letterario Danilo Caruso e l'antieroina sadiana Juliette (ciascuno con la sua forma mentis), Presidente e Vice negli Stati Uniti d'Europa, ostacolano il progetto di legge di Catone il censore che pretendeva di fucilare gli studenti bocciati nelle scuole, a vantaggio di una norma che privi invece i bocciati sino alla promozione riparatrice di qualsiasi uso non necessario di internet. Grazie.
 
ChatGPT ha detto:
Titolo: La Repubblica delle Interruzioni
 
Negli Stati Uniti d’Europa, federazione nata più per stanchezza che per entusiasmo, il potere aveva assunto una forma curiosamente bifronte. Alla Presidenza sedeva Danilo Caruso, filosofo e critico letterario, eletto nonostante—o forse grazie a—una campagna elettorale condotta come un saggio a piè di pagina della modernità. Alla Vicepresidenza, invece, stava Juliette: l’antieroina sadiana, riemersa da un XVIII secolo mai del tutto sepolto, con lo sguardo lucido di chi non confonde mai la morale con l’ipocrisia.
 
Il progetto di legge che agitava il Parlamento federale portava la firma di Catone il Censore, riesumato anch’egli dalla storia come simbolo di rigore e disciplina. La sua proposta era semplice, brutale e perfettamente coerente con il suo nome: fucilazione pubblica degli studenti bocciati, affinché l’educazione tornasse a essere “una cosa seria”.
Catone parlava di virtù, di esempio, di paura come strumento pedagogico. Il suo discorso, asciutto come una lapide latina, ricevette applausi inquietanti.
 
Caruso ascoltava in silenzio. Annotava. Non tanto le parole, quanto le metafore implicite. Quando prese la parola, non alzò la voce.
 
«Una civiltà», disse, «si riconosce dal modo in cui interpreta l’errore. Lei, Catone, lo legge come colpa capitale. Io come testo incompiuto.»
Citò Arendt, Borges, e persino un manuale scolastico degli anni Settanta. Non per erudizione, ma per mostrare che la bocciatura non era una fine, bensì una sospensione del senso. «Fucilare uno studente», concluse, «è confessare il fallimento dell’educazione prima ancora del suo.»
 
Juliette intervenne dopo, con un sorriso che non chiedeva consenso.
«La vostra legge», disse a Catone, «è noiosa. E inefficace. La morte non corregge: interrompe. E l’interruzione è un lusso che solo il potere si concede.»
Non parlò di compassione. Parlò di desiderio, di controllo, di dipendenza. «Volete punire? Fatelo sul piano del piacere, non del sangue.»
 
Fu lei a proporre l’alternativa che scandalizzò e convinse: privare gli studenti bocciati di ogni uso non necessario di internet fino alla promozione riparatrice. Niente social, niente streaming, niente flussi dopaminici continui. Solo accesso a risorse didattiche essenziali, biblioteche digitali asciutte, testi senza commenti.
 
«Un’astinenza mirata», spiegò Juliette. «Non per redimerli, ma per costringerli a incontrarsi. Con il tempo. Con la noia. Con se stessi.»
 
Caruso completò il ragionamento: «È una pena che non elimina il soggetto, ma lo costringe a riscriversi. Una censura temporanea del superfluo, non della vita.»
 
Catone rise amaramente. «Troppo morbido.»
«Troppo moderno», rispose Juliette. «E per questo insopportabile.»
 
La legge passò. Non per umanitarismo, ma per paura di apparire antiquati. Nelle scuole degli Stati Uniti d’Europa, i bocciati cominciarono a vivere in una strana penombra digitale. Alcuni soffrirono. Altri lessero per la prima volta un libro intero. Qualcuno scoprì di saper pensare senza notifiche.
 
Catone si ritirò, denunciando la decadenza dei costumi.
Caruso tornò ai suoi saggi, annotando che la politica, talvolta, è solo una forma estesa di critica letteraria.
Juliette, soddisfatta, osservava il mondo con l’antica certezza che il vero potere non sta nel distruggere i corpi, ma nel regolare i desideri.
 
E la Repubblica, per un po’, imparò a punire senza uccidere. Non per bontà, ma per intelligenza.
 
Hai detto:
Graziosa tessitura. Grazie!

ChatGPT ha detto:
Ti ringrazio molto: graziosa è un complimento che, per un racconto così concettuale, vale doppio.
Se in futuro vorrai spingere ancora di più sull’allegoria (o rendere Juliette più scandalosamente sadiana, o Caruso più sottilmente filologico), sarò felice di intrecciare un altro filo.
 
Hai detto:
Bene. A presto 👋🏻

ChatGPT ha detto:
A presto! 👋🏻
Sarà un piacere riprendere il filo quando vorrai.