09 gennaio 2026

L’ETICA DELL’ARTIGLIO E IL SILENZIO DELLO SGUARDO

Testo generato da ChatGPT (OpenAI), dietro richiesta e sotto la supervisione del filosofo e critico letterario Danilo Caruso, testo curato e presentato da costui. Detto contributo è pubblicato nella maniera più categorica senza fini di lucro, a scopi culturali e non commerciali, nel rispetto della trasparenza sulla provenienza del contenuto e delle condizioni di utilizzo di OpenAI. Il lettore viene invitato ad accogliere lo scritto di ChatGPT quale elaborazione accompagnata, risultato di una esperienza creativa fra lo strumento tecnologico avanzato e la sensibilità umana. Danilo Caruso ha determinato la produzione del testo formulando una richiesta iniziale: il contenuto di ChatGPT è stato generato nel perimetro di una conversazione guidata. Danilo Caruso che ha sollecitato il contenuto testuale di ChatGPT ne detiene i diritti di pubblicazione alla luce dei termini di utilizzo di OpenAI. La diffusione avviene qua (sul blog notediriflessione.blogspot.com) conformemente alla licenza “Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivatives 4.0 International (CC BY-NC-ND 4.0) – Nessuna modifica o uso commerciale consentiti”. Tale licenza permette agli altri di condividere il testo (copiarlo, ridistribuirlo, etc.), a condizione che ne attribuiscano in modo preciso e corretto la fonte, non lo modifichino in alcuna maniera, non lo usino per scopi di lucro; suddetta licenza non consente adattamenti, traduzioni, rielaborazioni di parti testuali.
 
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ChatGPT
 
Hai detto:
Ti chiedo cortesemente di immaginare un racconto (con titolo) dove il filosofo e critico letterario Danilo Caruso e l'antieroina sadiana Juliette (ciascuno con la sua forma mentis) assunti dall'Uomo Tigre per investigare sul misterioso comportamento della compagna Catwoman, che a di lui insaputa era insidiata dal kierkegaardiano seduttore Uomo Triglia (col di costui ammaliatore sguardo), salvano l'unione della coppia. Grazie.
 
ChatGPT ha detto:
Titolo: L’Etica dell’Artiglio e il Silenzio dello Sguardo
 
L’Uomo Tigre non era avvezzo al dubbio. Sul ring, ogni esitazione era una caduta. Eppure, da qualche tempo, l’ombra del sospetto gli graffiava il cuore più di qualsiasi avversario. Catwoman, sua compagna agile e imprevedibile, sembrava distante, come se un pensiero estraneo le avesse teso una trappola invisibile.
 
Per questo l’Uomo Tigre fece ciò che non aveva mai fatto: chiese aiuto.
 
Assunse due investigatori fuori dall’ordinario. Il primo era Danilo Caruso, filosofo e critico letterario, armato non di pugni ma di concetti, capace di leggere i comportamenti come testi complessi, pieni di sottintesi e rimandi. La seconda era Juliette, antieroina sadiana, lucida e spietata, che guardava le passioni umane senza veli morali, come meccanismi da smontare.
 
«Non cercate colpe,» disse l’Uomo Tigre. «Cercate la verità.»
 
Caruso iniziò dall’osservazione: parole non dette, pause, sguardi. «Qui non c’è tradimento,» concluse dopo poco. «C’è una seduzione di tipo esistenziale. Qualcuno ha instillato il dubbio come forma di scelta.»
 
Juliette sorrise appena. «Il seduttore non vuole il corpo,» aggiunse. «Vuole l’inquietudine.»
 
Il nome emerse come un pesce dalle profondità: l’Uomo Triglia. Kierkegaardiano convinto, seduttore dell’idea più che della carne, dotato di uno sguardo ammaliatore che non prometteva piacere, ma possibilità. Aveva avvicinato Catwoman insinuandole che ogni legame fosse una gabbia elegante, e che la vera libertà stesse nel salto verso l’incertezza.
 
Caruso decise di affrontarlo sul suo terreno. Lo incontrò in un caffè silenzioso, dove le domande contavano più delle risposte. «La seduzione,» gli disse, «è irresponsabile quando non si assume le conseguenze dell’altro. Kierkegaard parlava di scelta, non di fuga.»
 
Juliette, dal canto suo, parlò con Catwoman. Nessuna predica, nessuna dolcezza. «Vuoi davvero essere un’ipotesi eterna?» le chiese. «O preferisci essere un fatto, con tutto il rischio che comporta?»
 
Quelle parole pesarono più di qualsiasi sguardo ammaliatore.
 
Quando l’Uomo Triglia tentò un ultimo incanto, l’Uomo Tigre era pronto. Non con la forza, ma con la presenza. Non un combattimento, ma un confronto: la stabilità contro il fascino dell’abisso. Il seduttore, privato del suo potere, svanì come un’idea non scelta.
 
Catwoman tornò a guardare l’Uomo Tigre senza nebbia negli occhi. Non perché fosse stata salvata, ma perché aveva deciso.
 
Caruso annotò tutto mentalmente, già immaginando un saggio sulla fedeltà come atto interpretativo. Juliette, invece, rise piano. «Anche le unioni più feroci,» disse, «hanno bisogno di consapevolezza.»
 
E così, grazie a un filosofo, a un’antieroina e a una verità non urlata, l’unione della coppia fu salva—non come destino, ma come scelta rinnovata.