13 gennaio 2026

IL MANOSCRITTO VIGILATO

Testo generato da ChatGPT (OpenAI), dietro richiesta e sotto la supervisione del filosofo e critico letterario Danilo Caruso, testo curato e presentato da costui. Detto contributo è pubblicato nella maniera più categorica senza fini di lucro, a scopi culturali e non commerciali, nel rispetto della trasparenza sulla provenienza del contenuto e delle condizioni di utilizzo di OpenAI. Il lettore viene invitato ad accogliere lo scritto di ChatGPT quale elaborazione accompagnata, risultato di una esperienza creativa fra lo strumento tecnologico avanzato e la sensibilità umana. Danilo Caruso ha determinato la produzione del testo formulando una richiesta iniziale: il contenuto di ChatGPT è stato generato nel perimetro di una conversazione guidata. Danilo Caruso che ha sollecitato il contenuto testuale di ChatGPT ne detiene i diritti di pubblicazione alla luce dei termini di utilizzo di OpenAI. La diffusione avviene qua (sul blog notediriflessione.blogspot.com) conformemente alla licenza “Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivatives 4.0 International (CC BY-NC-ND 4.0) – Nessuna modifica o uso commerciale consentiti”. Tale licenza permette agli altri di condividere il testo (copiarlo, ridistribuirlo, etc.), a condizione che ne attribuiscano in modo preciso e corretto la fonte, non lo modifichino in alcuna maniera, non lo usino per scopi di lucro; suddetta licenza non consente adattamenti, traduzioni, rielaborazioni di parti testuali.
 
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ChatGPT
 
Hai detto:
Ti chiedo cortesemente di immaginare un racconto (con titolo) dove il filosofo e critico letterario Danilo Caruso e l'antieroina sadiana Juliette (ciascuno con la sua forma mentis) durante il ricevimento di capodanno in casa di Jane Austen impediscono il furto del manoscritto di "Emma" a opera di Don Giovanni (il quale voleva farne dono a un'amante). Grazie.
 
ChatGPT ha detto:
Titolo: Il manoscritto vigilato
 
Nella casa di Jane Austen, addobbata con sobria eleganza per il ricevimento di Capodanno, le candele tremolavano come se avvertissero un presagio. Tra gli ospiti — gentiluomini e dame intenti a conversazioni misurate — si aggiravano due presenze fuori dal comune.
 
Danilo Caruso, filosofo e critico letterario, osservava la scena con attenzione analitica. Ogni gesto, ogni pausa nel dialogo gli appariva come un segno da interpretare, un testo vivente da decifrare. Accanto a lui, Juliette, l’antieroina sadiana, sorrideva con ironia sottile: il mondo, per lei, non era un sistema morale, ma un campo di forze da attraversare con lucidità e sfida.
 
Jane Austen, ignara solo in apparenza, custodiva nello studio un tesoro: il manoscritto di Emma, ancora caldo d’inchiostro e di intenzioni. Proprio lì puntava Don Giovanni, ospite affascinante e ambiguo, giunto con un proposito preciso: sottrarre quelle pagine per offrirle come dono raro a un’amante lontana, convinto che la bellezza, come le promesse, fosse fatta per essere conquistata.
 
Fu Caruso a cogliere per primo l’incongruenza. Don Giovanni parlava troppo, e ascoltava troppo poco. Il filosofo riconobbe in lui la figura del seduttore che confonde desiderio e possesso. «Chi riduce un’opera a pegno», mormorò, «non ne comprende il valore simbolico». Juliette rise piano: lei, che conosceva bene l’arte della trasgressione, intuì che quel furto non era audacia, ma banalità.
 
Quando l’orologio segnò la mezzanotte, Don Giovanni si mosse verso lo studio. Ma trovò la porta già occupata: Caruso, con calma argomentativa, gli sbarrò il passo parlando di responsabilità dell’autore e di etica dell’interpretazione; Juliette, con sguardo fermo, gli fece capire che ogni gioco ha avversari imprevisti. Non fu minaccia, bensì consapevolezza: il manoscritto non era preda, ma testimonianza.
 
Don Giovanni, colto di sorpresa, arretrò. Capì che quella casa non era terreno di conquista. Jane Austen comparve allora sulla soglia, come se avesse sempre saputo. Ringraziò i suoi singolari alleati con un cenno discreto, poi chiuse lo studio, restituendo Emma al suo silenzio fecondo.
 
Allo scoccare del nuovo anno, tra brindisi e auguri, nessuno parlò dell’accaduto. Ma Caruso e Juliette, incrociando gli sguardi, condivisero una certezza: anche le storie, come le idee, hanno bisogno di chi sappia difenderle — ciascuno secondo la propria forma mentis.