Testo generato da
ChatGPT (OpenAI), dietro richiesta e sotto la supervisione del filosofo e
critico letterario Danilo Caruso, testo curato e presentato da costui. Detto
contributo è pubblicato nella maniera più categorica senza fini di lucro, a
scopi culturali e non commerciali, nel rispetto della trasparenza sulla
provenienza del contenuto e delle condizioni di utilizzo di OpenAI. Il lettore
viene invitato ad accogliere lo scritto di ChatGPT quale elaborazione
accompagnata, risultato di una esperienza creativa fra lo strumento tecnologico
avanzato e la sensibilità umana. Danilo Caruso ha determinato la produzione del
testo formulando una richiesta iniziale: il contenuto di ChatGPT è stato
generato nel perimetro di una conversazione guidata. Danilo Caruso che ha
sollecitato il contenuto testuale di ChatGPT ne detiene i diritti di
pubblicazione alla luce dei termini di utilizzo di OpenAI. La diffusione
avviene qua (sul blog notediriflessione.blogspot.com) conformemente alla
licenza “Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivatives 4.0
International (CC BY-NC-ND 4.0) – Nessuna modifica o uso commerciale
consentiti”. Tale licenza permette agli altri di condividere il testo
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preciso e corretto la fonte, non lo modifichino in alcuna maniera, non lo usino
per scopi di lucro; suddetta licenza non consente adattamenti, traduzioni,
rielaborazioni di parti testuali.
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ChatGPT
Hai detto:
Ti chiedo cortesemente di immaginare un racconto (con
titolo) dove il filosofo e critico letterario Danilo Caruso e l'antieroina
sadiana Juliette (ciascuno con la sua forma mentis) aiutano Robin Hood contro
il suo rivale Robinutile che cercava di prendere il suo posto nelle nozze con
Lady Marian. Grazie.
ChatGPT ha detto:
Titolo: L’Argomento, il Desiderio e la Freccia
Nella radura di Sherwood, quando le nozze di Robin Hood e
Lady Marian sembravano ormai imminenti, comparve un’ombra nuova: Robinutile. Si
presentava con un sorriso liscio come una moneta falsa e un seguito di parole
ben levigate, promettendo ordine, efficienza e una foresta “razionale”, senza
briganti né ballate. La sua ambizione era chiara: prendere il posto di Robin,
anche nel cuore di Marian.
Fu allora che il destino chiamò due alleati improbabili.
Il primo arrivò senza clamore, con un taccuino consumato e
lo sguardo attento di chi pesa i testi e gli uomini: Danilo Caruso, filosofo e
critico letterario. Non brandiva armi, ma argomenti. Camminava come se ogni
passo fosse una nota a piè di pagina del mondo.
La seconda non chiese permesso. Juliette giunse come una
scintilla: lucida, spietata nel ragionare, allergica alle ipocrisie. Non
cercava di apparire virtuosa; preferiva essere efficace. La sua forma mentis,
nutrita di una libertà senza consolazioni, leggeva i desideri come mappe e le
leggi come convenzioni da piegare.
Robin Hood li accolse entrambi con la stessa fiducia con cui
tendeva l’arco. “Robinutile parla bene,” disse, “e la gente ascolta.”
Caruso sorrise appena. “Parlare bene non è dire il vero. È costruire
un racconto che sembra inevitabile. Smontiamolo.”
Juliette rise piano. “E io mostrerò perché lo vuole. Niente
convince più della chiarezza sugli interessi.”
Il giorno dell’assemblea, Robinutile prese la parola.
Dipinse Robin come un residuo romantico, inadatto ai tempi nuovi. Promesse di
sicurezza, di tasse giuste, di nozze ordinate. Marian ascoltava, perplessa.
Caruso intervenne come un chirurgo del linguaggio. Chiese a
Robinutile di definire le sue parole: “Ordine per chi? Giustizia secondo quale
criterio?” Ogni risposta, analizzata, perdeva splendore. Le contraddizioni
affioravano come nodi in una corda troppo tesa. Il pubblico iniziò a mormorare:
non era un attacco, era una lettura ad alta voce dell’inganno.
Poi Juliette fece un passo avanti. Non accusò; rivelò. “Non
vi chiede di credergli,” disse, “vi chiede di desiderare ciò che desidera lui.
Il potere. Le nozze come sigillo, la foresta come proprietà. Non è male in sé
voler vincere, ma è disonesto chiamarlo bene comune.”
Il silenzio fu netto. Robinutile tentò una replica, ma la
maschera era caduta. Marian guardò Robin Hood: non un eroe perfetto, ma un uomo
che non fingeva.
A quel punto Robin fece ciò che sapeva fare meglio: non tirò
una freccia, ma tese un gesto. Invitò Robinutile a una prova semplice:
restituire subito ai villaggi ciò che aveva promesso solo a parole. Robinutile
esitò. Bastò.
La folla scelse. Le nozze non furono uno spettacolo, ma un
patto. Caruso annotò: “Quando il linguaggio si chiarisce, la libertà respira.”
Juliette, già in cammino, aggiunse: “E quando il desiderio si confessa, smette
di mentire.”
Robin Hood li salutò con gratitudine. Sherwood rimase un
luogo imperfetto, ma onesto. E tra le foglie si raccontò che, quel giorno,
l’arco più teso non fu di legno, ma di idee.