04 agosto 2026

LA FINE DI UN TEMPO

di DANILO CARUSO
 
Valuto sciocco il tentativo di ignorare, minimizzare, ridicolizzare quanto sta avvenendo negli USA a proposito di declassificazione e pubblicazione di materiale su UFO/UAP da parte del Pentagono. Non si tratta di roba amatoriale, bensì militare, e rilasciata appunto senza spiegazione scientifica non trovata. La scienza umana di ora non è arrivata a dare un chiarimento. Quindi: o sono miracoli, o sono azioni di una tecnologia superiore. Necessariamente una delle due è vera, perché gli UAP non appaiono fenomeni naturali. Tutt’al più paradimensionali, ma non solo nell’accezione di Vallée. La realtà fisica – e lo dice la scienza ufficiale, non la fantascienza – appare connotata da più della tridimensionalità spaziotemporale. Potremmo osservare fenomeni, secondo me, in regime di dimensioni superiori. Da cui le apparenti anomalie come improvvisi cambi di traiettoria con angoli molto accentuati o assunzioni repentine di velocità incredibili. La nostra fisica apparirebbe demodé, e per me quello che osserviamo potrebbe essere “molto fenomenico” (alla maniera kantiana) e avere “in sé”, nella sua propria sede dimensionale, un aspetto anche differente da quello che osserviamo. Sappiamo dalla fisica einsteniana che la materia in movimento può sembrare contratta all’osservatore, quindi niente di strano, a mio avviso, che si vedano UFO dai lineamenti non ortogonali o solo globi luminescenti: quelle “cose in sé” potrebbero essere strutturate secondo un’architettura che non cogliamo (coi sensi e coi rilevatori). Torno sull’argomento d’apertura: la ridicolizzazione. È una risposta, non tanto intelligente, a ciò che suscita paura. Un’esorcizzazione spicciola. Ma, come dicevo, rappresenta una prassi sciocca. Comunque vada, gli UFO meritano seria attenzione. Costituiscono un fenomeno inspiegato diffuso, nel tempo e nello spazio (terrestre). A me pare che i più non colgano i segni dei tempi, che cambiano. Secoli fa si dava per scontato ovunque il geocentrismo. Chiunque avrebbe deriso Copernico, Galilei, Keplero. Poi il geocentrismo è crollato sui suoi credenti. Oggigiorno, all’inizio di questo secolo XXI, in parecchi rimangono aggrappati a un “geocentrismo antropologico”. Tuttavia riflessioni e segnali congiurano a favore del fatto che i Terrestri non siano l’unica forma di vita intelligente nell’Universo, e per giunta nemmeno la più eccellente. Comprendo che una simile idea possa turbare le masse, più avvezze a mitologie ereditate da rassicuranti sistemi religiosi. Però come secoli fa non si capì che il geocentrismo religioso cristiano stava per affondare, secondo me, altresì adesso v’è una inclinazione “reazionaria” al tranquillizzante “geocentrismo antropologico”. Ugualmente questo, a mio modestissimo giudizio, è destinato a naufragare davanti allo storico “cambiamento dei tempi”: non sempre è Medioevo. Cogliere i segni del proprio tempo non rappresenta un’operazione facile: ci vuole una conoscenza del passato (storia, filosofia, etc.), e una conoscenza dei suoi attori (psicanalisi, sociologia, etc.). Il corso della Storia non costituisce lo sviluppo narrativo di una favola, né la favola terminata nel proprio tempo. Gli eventi si evolvono in avanti, senza tregua o posa, più o meno lenti. Il nostro accelerazionismo tecnologico è sorprendente: non riderei, al posto di altri, di chi parla di ingegneria retroversa da tecnologia non umana recuperata. Dieci anni fa i soliti avrebbero riso e bollato fantascienza la IA. Si sa che ride bene chi ride ultimo. In ogni caso la Storia non ama le sue dimentiche comparse umane, e rammenta che anche l’oggi, domani, sarà fatto storico. A chi ride e minimizza vorrei chiedere cos’è quella specie di ostensorio volante di cui nel video (a 0:18-0:27) rimasto non spiegato dal Pentagono.
 
 
Era qualcosa di simile alla famosa croce vista in cielo da Costantino? Ma poteva essere allora un UAP, non necessariamente osservato il giorno della battaglia (ma comunque collegato)? Penso che al pari del vecchio geocentrismo ontologico pure quello antropologico, suo surrogato religioso, sarà distrutto dall’evidenza ventura di una alien disclosure in questo nostro XXI secolo. Ho scritto due saggi ufologici in cui si potrà meglio approfondire il mio pensiero filosofico sul tema trattato1. Abbiamo sì una tecnologia e una scienza inferiore rispetto ad altri abitanti dell’Universo, però possediamo una vocazione filosofica la quale potrebbe mediare a nostro beneficio con culture non terrestri. La chiusura mentale (EDK) non agevola l’adeguamento a nuovi tempi, così come fece al cospetto di Copernico, Galilei, Keplero. Nel 2026, a testimonianza che le cose si muovono, due parlamentari francesi, il macronista Pierre Henriet e Arnaud Saint-Martin dello schieramento di Mélenchon, hanno portato all’attenzione dell’Assemblea nazionale e del Popolo in Francia la tematica degli UFO/UAP2, già molto dibattuta negli USA presso il Congresso. Noto che in Italia solo pochissime isolate fonti indipendenti patrocinano una divulgazione dell’argomento generale. Non mancano studi e riferimenti di matrice italiana per una tradizione ufologica nazionale risalente all’epoca fascista. Grusch, uno dei principali whistleblower, ha dichiarato che un UFO caduto in Italia durante il fascismo è stato trasferito a fine della Seconda guerra mondiale negli USA. Qualche parlamentare italiano potrebbe presentare una interrogazione al Governo sull’UFO di Mussolini. Questa materia è stata approfondita in libri di Pinotti e Lissoni. Per concludere voglio parlare di “Disclosure day” che ho visto al cinema. Mi è parso un ottimo film, purtroppo, secondo me, non alla portata di tutti nella massa di base italiana. Non ho un’idea chiara del grado d’informazione all’estero della gente sul fenomeno UFO/UAP. In Italia la mia modestissima impressione è che pochissimi siano informati a dovere sulla più recente attualità delle declassificazioni di documenti ufficiali negli USA. D’altro canto non so quanti siano documentati con studi relativi agli Alieni. Perciò penso che il film di Spielberg rischi di apparire incomprensibile o fantastico in alcuni passaggi, in relazione ai quali occorre una conoscenza. Ignoro quanti lo abbiano già visto e lo guarderanno. Però la sensazione che a mio giudizio potrebbe promuovere nell’osservatore non documentato è quella di turbamento nel momento in cui quell’evento di rivelazione di esistenza di soggetti non umani interagenti col pianeta Terra fosse pensata come possibile nella realtà. Non ovunque i media principali cercano di preparare la gente a una simile prospettiva. Lo shock ontologico di questo passo sarebbe molto traumatico per alcuni, impreparati all’idea di un aperto contatto con civiltà extraterrestri. Reputo un errore, sebbene mirato alla difesa dell’ordine mentale dei più, suscettibile di probabile e incontrollabile destabilizzazione di fronte alla alien disclosure, non sensibilizzare tutte le masse al tema. Sì rischia di fare la fine del 1938 con Orson Welles: con la differenza che stavolta il radiodramma sarebbe mondiale. Mi domando cosa direbbero alla gente se avvenisse una manifestazione di UFO/UAP in grande stile?
 

 
NOTE
 
1 Filosofia ufologica
Ermeneutica filosofica dell’ufologia