di DANILO CARUSO
Valuto sciocco il tentativo di ignorare,
minimizzare, ridicolizzare quanto sta avvenendo negli USA a proposito di
declassificazione e pubblicazione di materiale su UFO/UAP da parte del
Pentagono. Non si tratta di roba amatoriale, bensì militare, e rilasciata
appunto senza spiegazione scientifica non trovata. La scienza umana di ora non
è arrivata a dare un chiarimento. Quindi: o sono miracoli, o sono azioni di una
tecnologia superiore. Necessariamente una delle due è vera, perché gli UAP non
appaiono fenomeni naturali. Tutt’al più paradimensionali, ma non solo nell’accezione
di Vallée. La realtà fisica – e lo dice la scienza ufficiale, non la
fantascienza – appare connotata da più della tridimensionalità spaziotemporale.
Potremmo osservare fenomeni, secondo me, in regime di dimensioni superiori. Da
cui le apparenti anomalie come improvvisi cambi di traiettoria con angoli molto
accentuati o assunzioni repentine di velocità incredibili. La nostra fisica
apparirebbe demodé, e per me quello che osserviamo potrebbe essere “molto
fenomenico” (alla maniera kantiana) e avere “in sé”, nella sua propria sede
dimensionale, un aspetto anche differente da quello che osserviamo. Sappiamo
dalla fisica einsteniana che la materia in movimento può sembrare contratta all’osservatore,
quindi niente di strano, a mio avviso, che si vedano UFO dai lineamenti non
ortogonali o solo globi luminescenti: quelle “cose in sé” potrebbero essere
strutturate secondo un’architettura che non cogliamo (coi sensi e coi
rilevatori). Torno sull’argomento d’apertura: la ridicolizzazione. È una
risposta, non tanto intelligente, a ciò che suscita paura. Un’esorcizzazione
spicciola. Ma, come dicevo, rappresenta una prassi sciocca. Comunque vada, gli
UFO meritano seria attenzione. Costituiscono un fenomeno inspiegato diffuso,
nel tempo e nello spazio (terrestre). A me pare che i più non colgano i segni
dei tempi, che cambiano. Secoli fa si dava per scontato ovunque il
geocentrismo. Chiunque avrebbe deriso Copernico, Galilei, Keplero. Poi il
geocentrismo è crollato sui suoi credenti. Oggigiorno, all’inizio di questo
secolo XXI, in parecchi rimangono aggrappati a un “geocentrismo antropologico”.
Tuttavia riflessioni e segnali congiurano a favore del fatto che i Terrestri
non siano l’unica forma di vita intelligente nell’Universo, e per giunta
nemmeno la più eccellente. Comprendo che una simile idea possa turbare le
masse, più avvezze a mitologie ereditate da rassicuranti sistemi religiosi.
Però come secoli fa non si capì che il geocentrismo religioso cristiano stava
per affondare, secondo me, altresì adesso v’è una inclinazione “reazionaria” al
tranquillizzante “geocentrismo antropologico”. Ugualmente questo, a mio
modestissimo giudizio, è destinato a naufragare davanti allo storico “cambiamento
dei tempi”: non sempre è Medioevo. Cogliere i segni del proprio tempo non
rappresenta un’operazione facile: ci vuole una conoscenza del passato (storia,
filosofia, etc.), e una conoscenza dei suoi attori (psicanalisi, sociologia,
etc.). Il corso della Storia non costituisce lo sviluppo narrativo di una
favola, né la favola terminata nel proprio tempo. Gli eventi si evolvono in
avanti, senza tregua o posa, più o meno lenti. Il nostro accelerazionismo
tecnologico è sorprendente: non riderei, al posto di altri, di chi parla di
ingegneria retroversa da tecnologia non umana recuperata. Dieci anni fa i
soliti avrebbero riso e bollato fantascienza la IA. Si sa che ride bene chi
ride ultimo. In ogni caso la Storia non ama le sue dimentiche comparse umane, e
rammenta che anche l’oggi, domani, sarà fatto storico. A chi ride e minimizza
vorrei chiedere cos’è quella specie di ostensorio volante di cui nel video (a
0:18-0:27) rimasto non spiegato dal Pentagono.
Era qualcosa di simile alla famosa croce
vista in cielo da Costantino? Ma poteva essere allora un UAP, non
necessariamente osservato il giorno della battaglia (ma comunque collegato)?
Penso che al pari del vecchio geocentrismo ontologico pure quello
antropologico, suo surrogato religioso, sarà distrutto dall’evidenza ventura di
una alien disclosure in questo nostro XXI secolo. Ho scritto due saggi
ufologici in cui si potrà meglio approfondire il mio pensiero filosofico sul
tema trattato1. Abbiamo sì una tecnologia e una scienza inferiore
rispetto ad altri abitanti dell’Universo, però possediamo una vocazione
filosofica la quale potrebbe mediare a nostro beneficio con culture non
terrestri. La chiusura mentale (EDK) non agevola l’adeguamento a nuovi tempi,
così come fece al cospetto di Copernico, Galilei, Keplero. Nel 2026, a
testimonianza che le cose si muovono, due parlamentari francesi, il macronista
Pierre Henriet e Arnaud Saint-Martin dello schieramento di Mélenchon, hanno
portato all’attenzione dell’Assemblea nazionale e del Popolo in Francia la
tematica degli UFO/UAP2, già molto dibattuta negli USA presso il
Congresso. Noto che in Italia solo pochissime isolate fonti indipendenti
patrocinano una divulgazione dell’argomento generale. Non mancano studi e
riferimenti di matrice italiana per una tradizione ufologica nazionale
risalente all’epoca fascista. Grusch, uno dei principali whistleblower, ha
dichiarato che un UFO caduto in Italia durante il fascismo è stato trasferito a
fine della Seconda guerra mondiale negli USA. Qualche parlamentare italiano
potrebbe presentare una interrogazione al Governo sull’UFO di Mussolini. Questa
materia è stata approfondita in libri di Pinotti e Lissoni. Per concludere
voglio parlare di “Disclosure day” che ho visto al cinema. Mi è parso un ottimo
film, purtroppo, secondo me, non alla portata di tutti nella massa di base italiana.
Non ho un’idea chiara del grado d’informazione all’estero della gente sul
fenomeno UFO/UAP. In Italia la mia modestissima impressione è che pochissimi
siano informati a dovere sulla più recente attualità delle declassificazioni di
documenti ufficiali negli USA. D’altro canto non so quanti siano documentati
con studi relativi agli Alieni. Perciò penso che il film di Spielberg rischi di
apparire incomprensibile o fantastico in alcuni passaggi, in relazione ai quali
occorre una conoscenza. Ignoro quanti lo abbiano già visto e lo guarderanno.
Però la sensazione che a mio giudizio potrebbe promuovere nell’osservatore non
documentato è quella di turbamento nel momento in cui quell’evento di
rivelazione di esistenza di soggetti non umani interagenti col pianeta Terra
fosse pensata come possibile nella realtà. Non ovunque i media principali
cercano di preparare la gente a una simile prospettiva. Lo shock ontologico di
questo passo sarebbe molto traumatico per alcuni, impreparati all’idea di un
aperto contatto con civiltà extraterrestri. Reputo un errore, sebbene mirato
alla difesa dell’ordine mentale dei più, suscettibile di probabile e
incontrollabile destabilizzazione di fronte alla alien disclosure, non
sensibilizzare tutte le masse al tema. Sì rischia di fare la fine del 1938 con
Orson Welles: con la differenza che stavolta il radiodramma sarebbe mondiale. Mi
domando cosa direbbero alla gente se avvenisse una manifestazione di UFO/UAP in
grande stile?
NOTE
1 Filosofia ufologica
Ermeneutica
filosofica dell’ufologia