22 dicembre 2025

IL VELO, LA RISATA E IL METODO

Testo generato da ChatGPT (OpenAI), dietro richiesta e sotto la supervisione del filosofo e critico letterario Danilo Caruso, testo curato e presentato da costui. Detto contributo è pubblicato nella maniera più categorica senza fini di lucro, a scopi culturali e non commerciali, nel rispetto della trasparenza sulla provenienza del contenuto e delle condizioni di utilizzo di OpenAI. Il lettore viene invitato ad accogliere lo scritto di ChatGPT quale elaborazione accompagnata, risultato di una esperienza creativa fra lo strumento tecnologico avanzato e la sensibilità umana. Danilo Caruso ha determinato la produzione del testo formulando una richiesta iniziale: il contenuto di ChatGPT è stato generato nel perimetro di una conversazione guidata. Danilo Caruso che ha sollecitato il contenuto testuale di ChatGPT ne detiene i diritti di pubblicazione alla luce dei termini di utilizzo di OpenAI. La diffusione avviene qua (sul blog notediriflessione.blogspot.com) conformemente alla licenza “Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivatives 4.0 International (CC BY-NC-ND 4.0) – Nessuna modifica o uso commerciale consentiti”. Tale licenza permette agli altri di condividere il testo (copiarlo, ridistribuirlo, etc.), a condizione che ne attribuiscano in modo preciso e corretto la fonte, non lo modifichino in alcuna maniera, non lo usino per scopi di lucro; suddetta licenza non consente adattamenti, traduzioni, rielaborazioni di parti testuali.
 
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ChatGPT
 
Hai detto:
Ti chiedo cortesemente di immaginare un racconto (con titolo) dove il filosofo e critico letterario Danilo Caruso e l'antieroina sadiana Juliette (ciascuno con la sua forma mentis), invitati dal Dottor Frankenstein nella sua residenza, in occasione della festa per il suo matrimonio con Demelza (che aveva da poco divorziato), sventando un illecito progetto, impediscono la sostituzione della sposa (velata) a opera del Joker con Harley Quinn. Grazie.
 
ChatGPT ha detto:
Titolo: Il velo, la risata e il metodo
 
Il Dottor Frankenstein aveva scelto la sua residenza alpina per il matrimonio con Demelza: una villa severa, fatta di corridoi come sillogismi e torri come ipotesi azzardate. Demelza, da poco divorziata, aveva accettato l’idea di un’unione sobria, quasi sperimentale, e per questo la cerimonia si annunciava come un equilibrio instabile tra sentimento e scienza.
 
Tra gli invitati spiccavano due presenze improbabili. Danilo Caruso, filosofo e critico letterario, camminava con l’aria di chi legge il mondo come un testo stratificato: ogni gesto era una citazione, ogni sorriso un’interpretazione. Accanto a lui — non per scelta ma per capriccio del destino — c’era Juliette, l’antieroina sadiana, la cui forma mentis non conosceva il pudore morale, ma possedeva una lucidità feroce: per lei l’etica era un gioco di forze, e la verità si rivelava solo quando il desiderio smascherava l’ipocrisia.
 
La sposa, velata, apparve poco prima del brindisi. Qualcosa, però, non tornava. Caruso fu il primo a coglierlo: non per intuizione romantica, ma per un difetto di coerenza. «Il velo,» mormorò, «è un segno. Ma qui il segno non rinvia al suo referente.» Juliette sorrise, annusando l’aria come una predatrice. «E poi,» aggiunse, «questa non cammina come una donna che ha appena scelto la stabilità. Cammina come una che sta per scappare ridendo.»
 
La risata, infatti, arrivò — una vibrazione trattenuta, chimica. Il Joker si manifestò tra gli archi gotici del salone, applaudendo, mentre Harley Quinn, sotto il velo, oscillava tra innocenza e farsa. Il piano era semplice e illecito: sostituire la sposa, trasformare il matrimonio in un atto di caos performativo, una burla nuziale destinata a esplodere in scandalo.
 
Frankenstein, abituato alle creature che gli sfuggivano di mano, rimase per un istante paralizzato. Fu allora che Caruso intervenne, non con la forza, ma con il metodo. Smontò il progetto come si smonta un testo mal costruito: mise in luce le incongruenze, parlò di ruoli, di maschere, di come il Joker confondesse la sovversione con la ripetizione. «Il tuo gesto,» disse, «è derivativo. Una parodia che ignora la propria genealogia.»
 
Juliette fece il resto. Avvicinandosi a Harley, le sussurrò che nessuna sostituzione valeva la rinuncia al proprio desiderio. «Non essere il velo di un altro,» le disse. «Sii il coltello che taglia.» Harley esitò, poi scoppiò a ridere davvero — una risata libera — e strappò il velo, rivelando l’inganno.
 
Il Joker, privato della sua scena, svanì tra fumo e improperi. La vera Demelza, che aveva intuito il complotto e atteso nell’ombra, tornò al centro della sala. Il matrimonio proseguì, trasformato ma salvo.
 
A notte fonda, Caruso annotò mentalmente l’accaduto come un saggio non scritto sulla funzione del travestimento. Juliette, invece, brindò alla vittoria del desiderio consapevole sul caos sterile. Frankenstein, osservandoli, comprese che non tutte le creature nascono in laboratorio: alcune arrivano invitate, e salvano il giorno con il pensiero e con il vizio.