di DANILO CARUSO
La penultima settimana di novembre 2025
da lunedì 17 a sabato 22 è stata caratterizzata in Olanda da una intensa manifestazione
di droni-UFO. In particolar modo: in precedenza il 7 ci sono state segnalazioni
(non certificate dalle autorità) di droni
nella zona del centro NATO di Brunssum e dell’aeroporto di Maastricht (contemporaneamente
pure altre segnalazioni provenienti dal Limburgo meridionale, nella località dello
stabilimento Chemelot di Geleen, e dalla Germania, dalla base NATO di
Geilenkirchen); la sera del 17 almeno una dozzina di droni-UFO è stata
vista in azione di sorvolo sopra l’area del porto di Terneuzen; nella serata
del 21 sulla base militare di Volkel droni (tornati poi la notte successiva)
sono stati oggetto di un fallito tentativo di abbattimento da parte dell’esercito
olandese; il 22 sono stati visti sorvolare l’aeroporto a Eindhoven e in un paio
di circostanze, accompagnati da infruttuosi tentativi di abbatterli, nei pressi
della ospitante armamenti nucleari americani base di Volkel (parallela
segnalazione altresì da Kleine-Brogel in Belgio). A proposito di Geilenkirchen ho trovato notizie di
avvistamenti pregressi ad agosto e a ottobre. Ricostruire simile
sequenza cronologica di avvenimenti non è stato così lineare, giacché sul
mainstream italiano tali informazioni arrivano in modo frammentario,
occasionale, non sempre poste in evidenza, da quel che mi risulta. La scarsità
mi ha spinto a ritroso attraverso fonti straniere in direzione di un recupero
di una serie omogenea di cronaca legata al fenomeno. La questione dei droni-UFO,
come già ho avuto modo di descrivere1, costituisce una tematica
alquanto rilevante in primis nel panorama mediatico degli USA, dove i
whistleblower e l’argomento della alien disclosure tengono campo in maniera
appropriata. In Europa ho rilevato la materia di ufo e alieni riproposta, con
una attenzione la quale sfugge ad altri media, in Svizzera. In Italia risulta
raro trovare rispetto all’intero quadro informativo di massa un interesse nei
confronti dell’argomento. Ovviamente non mancano, nella maniera in cui ho avuto
occasione di scoprire, apprezzabili eccezioni, spazi rivolti a esso. Tuttavia rappresentano
una percentuale marginale. Chi vuol ottenere ampie notizie si scopre costretto
a ricercare su internet: il web contiene qua e là articoli e analisi
meritevoli, e in particolar guisa YouTube offre i video di raffinati
specialisti del tema. Però, anche qui, non mancano i problemi: se altrove v’è
penuria, qua l’abbondanza contiene molto materiale fantasioso e fake. Pertanto
al ricercatore interessato necessitano due fondamentali abilità: le capacità di
trovare e di selezionare. Le quali non sono altro che le virtù di un qualsiasi
ricercatore scientifico. Comprendo benissimo gli aspetti legati alla quaestio
aliena et ufologica: da un lato risulta molto difficile portare la massa a
conoscenza di contenuti oltrepassanti la consumistica quotidianità (dove i più
credono che non ci sia nient’altro al di là), dall’altro il regime di quieto
vivere tradizionale condanna gli spiriti intelligenti (sparsi altresì in mezzo
alla folla comune, e non solo relegati negli spazi accademici) a patire la
privazione di notizie dirette e il limite imposto da tabù di convenienza
conservativa. Purtroppo, in generale, gli eventi, per un verso o per un altro,
stanno spingendo il sistema mediatico globale alla volta di una pesante
scissione: chi parla in forma aperta di UFO e alieni, e chi sta alla larga
dalla tematica (togliendo così al proprio pubblico uno spunto conoscitivo
critico). Non condivido siffatto secondo atteggiamento il quale non fa altro
che coltivare aree di ignoranza e chiusura mentale. Il mio approccio nei riguardi
di qualunque materia di studio si mostra di natura filosofica, non ho problemi
ad affrontare ipotesi, temi, idee le quali la massa umana mette da parte,
trascura, ignora a causa di indolenza intellettuale. Io ho da sempre creduto
nella possibilità di esistenza di altre civiltà planetarie, a prescindere dagli
ultimi sviluppi informativi negli anni recenti, i quali, a maggior ragione, mi
hanno indotto a condurre approfondimenti migliori sulla sostanza di cui sto
trattando. Ho quindi rilevato che esistevano studi, ricerche, osservazioni i
quali rimanevano, e rimangono, in una zona di nicchia, all’ombra e sconosciuta
ai più. Prendendo spunti da molteplici fonti, poste a confronto fra di loro e
con la ratio scientifica, mi sono messo ulteriormente a riflettere armato
soltanto di strumenti filosofici. Non sono un astrofisico né ho accesso a
documenti classificati: dunque a me non resta che procedere sulla base
documentale acquisita con una platonica seconda navigazione. Simile avanzamento
che poggia le sue fondamenta, sempre ipotetiche in assenza di una prova
schiacciante, sopra un terreno speculativo di pensiero (il quale mantiene
comunque un riferimento più o meno diretto a una realtà che si vuole approfondire
o verificare nel contesto di un suo prolungamento analitico verso altri
versanti incanalati in un sistema di coerenza logica) mi porta su un nuovo
gradino. Questo abbisogna di richiamarsi agli incontri presunti di delegazioni
tra umani e alieni avvenuti nel 1954, tra quella capeggiata dal Presidente
americano Eisenhower e, in due fasi successive separate, quelle degli alieni “nordici”
e degli alieni “grigi”. In particolare i Nordici avrebbero chiesto agli USA una
politica pacifista in cambio di considerevoli benefici per l’umanità: la loro
richiesta non fece maturare un accordo per via del rifiuto americano. Un
accordo invece sembra sia stato stretto con i Grigi, ai quali sarebbe stata
garantita la non ostilità degli USA al loro transito terrestre in cambio dell’acquisizione
di nuove tecnologie extraterrestri. Oggigiorno a convalidare in pubblico la
veridicità di tali presunti accadimenti è stata pure Laura Eisenhower pronipote
del Generale2 (il whistleblower Luis Elizondo ha dichiarato reale il
“Majestic-12”). Io ho preso la cosa, ipotizzandola quale vera, nel tentativo di
elaborare una interpretazione del contemporaneo fenomeno dei droni-UFO. Al
cospetto di esso la domanda che l’indagatore si pone è la seguente: a chi
appartengono suddetti misteriosi aeromobili i quali compaiono all’improvviso e
scompaiono nel nulla? Alla luce di quanto si è potuto osservare dalla fine del
2024 a oggi, a dispetto della considerevole frequenza, lascia perplessi il
fatto che i tentativi di abbattimento siano stati pochissimi: come a voler far
trasparire che gli osservatori terrestri all’interno delle strutture
governative sappiano che si tratti di tecnologie appartenenti a intelligenze
superiori. Una simile ipotesi recupererebbe una sponda presso i whistleblower:
loro hanno dichiarato che sono presenti sul pianeta soggetti non umani in
possesso di tecnologia più evoluta (li ho sentiti parlare in dettaglio degli
UFO: che i droni-UFO siano l’epifania tecnologica di intelligenza
extraterrestre rappresenta una ipotesi la quale io condivido). Nei pochissimi
tentativi di abbattimento i nostri droni di oggi risultano essere sfuggiti quasi
in ogni circostanza con successo: c’è un vantato abbattimento da parte russa di
cui esiste filmato; e c’è anche una dichiarazione (di cui a me notizia da video
di terzo narrante) al Congresso del whistleblower Dylan Borland a proposito di
un autonomo drone-UFO crash (resti acquisiti presso la base aerea di Langley
negli Stati Uniti). Avvistamenti ufologici di cui tener conto sono quelli di
Roma, sede del Vaticano, nel ’543 (dette manifestazioni, di cui la
prima in nota avvalorata da personale in servizio all’aeroporto di Ciampino e
dal rilevamento sul radar di Pratica di Mare, la terza dall’ambasciatrice statunitense
Clare Boothe Luce, l’ultima dal console italiano e ufologo Alberto Perego, sarebbero
da ricollegare secondo me con le precedenti a Washington nell’estate del ’524):
i Nordici hanno provato a sondare la disponibilità verso un accordo della
religione dominante nell’Occidente? Pio XII, a detta del whistleblower David
Grusch5, sapeva dell’esistenza degli extraterrestri. Questo
Pontefice e il suo successore sono al centro di un paio di singolari episodi
che in Vaticano pretendono di collegarli a UFO e alieni. Ancora i Nordici a tentare
una via d’accordo? Pare fantascienza, ma invece costituisce una forma logica di
ricostruzione alla stregua di Sherlock Holmes e Nero Wolfe. Dall’ipotesi dell’origine
non umana dei droni-UFO posso proseguire in avanti, sul binario logico,
proponendo una nuova, presumibile, precisazione. Dacché i Grigi avrebbero avuto
un accordo con gli USA, non si vedrebbe un motivo ragionevole del loro dare
nell’occhio in quel contesto (a meno che non sia venuto meno). Sembra più
coerente attribuire i droni-UFO odierni ai Nordici, ai fautori di una esistenza
pacifica sul pianeta Terra. Si capirebbe meglio così la concentrazione degli
aeromobili investigati presso spazi di rilevante natura militare e
infrastrutturali in qualche maniera collegati. Non dobbiamo trascurare che il
fenomeno coabita con la guerra russo-ucraina, la quale coinvolge la NATO e la
Russia in una prospettiva che potrebbe essere sciagurata se di guerra nucleare.
Conclusione di tutta questa parte di ragionamenti è che una disgrazia del
genere non dovrebbe materializzarsi grazie all’intervento di blocco dei Nordici
(sarebbero gli extraterrestri di aspetto analogo al nostro, mentre i Grigi
sarebbero quelli umanoidi con grandi occhi; non intendo sostenere che questi
ultimi siano non interessati alle sorti umane, semplicemente non ne ho idea
precisa in tutti i sensi di sviluppo). Dei droni olandesi ho trovato un paio di
video su internet.
La seconda metà di questo scritto sarà
dedicata a 3I/Atlas che negli ultimi mesi ha dimostrato di essere tutto fuorché
una cometa. Chiaro che, al pari del caso dei droni-UFO, andare a ripetere alla
gente comune che nel sistema solare sta viaggiando una possibile sonda aliena
(teoria dell’astrofisico Avi Loeb) potrebbe generare turbamento traumatico,
però la anomia finale di una generale disclosure sarebbe problema estremo. Non
tutti sono in grado di reggere l’urto di un simile salto in avanti: parecchi
sono attaccati a valori eteronomi religiosi e avrebbero difficoltà enormi a
superare qualcosa per loro di scioccante. L’autonomia della morale e il diritto
naturale non sono alla portata di tutta la massa. Nel frattempo, dal mio canto
filosofico, rimango affascinato dalle “bellezze” geometriche e dinamiche di
suddetta pseudocometa. Essa è entrata nel nostro sistema solare con un’orbita
iperbolica retrograda giacente sul piano dell’eclittica. La curvatura
dell’iperbole risulta più arcuata rispetto a quella di comete canoniche. In
3I/Atlas è stata rilevata una presenza eccessiva di nichel, il che ha suggerito
l’idea di una possibile struttura metallica in un contesto che rimane comunque
molto insolito. Sono state osservate due chiome: una sui generis posteriore
sottile, e un’altra (la quale non dovrebbe esserci) anteriore. In aggiunta
rilevati pure degli occasionali getti in diverse direzioni. Notate altresì
delle rotazioni attorno al proprio asse con movimenti che in tutto l’insieme
sin qui descritto lasciano disorientati circa una dinamica accidentale. Pare,
non solo da questo, di poter presumere una dinamica “intelligente”. Infatti
3I/Atlas giunto a ridosso del Sole ha manifestato una inaspettata accelerazione
seguita quindi da un paio di sorprendenti fenomeni: lo sfruttamento di un effetto
di fionda grazie alla gravità solare, e una prodigiosa correzione della propria
traiettoria. Detto corpo si è comportato in maniera tale da indirizzarsi spedito
sulla “circonferenza di Hill”, cioè in un tratto di spazio dove la forza di
gravità di Giove riesce a neutralizzare quella del Sole. Un simile
comportamento ha fatto ipotizzare allo scienziato Avi Loeb che 3I/Atlas possa
avere in programma di rilasciare delle sonde minori orbitanti perciò attorno al
gigante gassoso. Una cosa che mi ha colpito è stata il fatto che nel suo
tragitto, sensibilmente in vicinanza di
Marte, questo gli abbia tagliato la strada. Alla fine di questa breve sintetica
semplice elencazione di anomalie dell’oggetto astrale preso in esame non posso
non ricordare che esso proviene dalla stessa zona da cui giunse nel 1977 il
segnale WOW. Una analogia che ho rilevato in ambito letterario a proposito di
3I/Atlas riguarda il modo in cui Ye Wenjie nel romanzo “The three-body problem”
di Cixin Liu sfrutti il Sole per inviare un messaggio di risposta ai
Trisolariani (un altro effetto fionda). In chiusura di questa analisi, la quale
si presenta articolata in virtù dell’arricchimento offerto attraverso
l’integrazione delle note, esprimo il mio rinnovato giudizio filosofico
inerente alla alien disclosure. Si parla di essa ultimamente in alcune aree di
dibattito con insistenza6. La reputo inevitabile: prima o poi si
dovrà accogliere all’aperto l’idea per cui, non soltanto al mio modesto avviso,
l’Universo prospetti una pluralità di civiltà e di abitanti residenti su
diversi pianeti lontani dal nostro sistema stellare (Giordano Bruno). Pare che
ce ne siano le evidenze non ufficializzate. Ignoro quanto prima o quanto poi
qualche autorevolissimo personaggio politico o religioso potrà pronunziarsi in
forma nitida al riguardo, tuttavia valuto di poter accantonare in modo
definitivo il “se”. Tutti i vari avvenimenti recenti in cui si è registrata la
presenza di droni-UFO, rimasti al momento senza una spiegazione governativa
nitida, accanto alla storia dei fatti ufologici, mi hanno convinto, nel
perimetro di riflessione e indagine razionali, che l’esistenza di soggetti non
umani in possesso di più alte conoscenze sia ormai una circostanza reale
davanti alla quale manca la solenne presa d’atto. Gli episodi riconducibili a
sostegno di una conclusione del genere sono numerosi: i whistleblower hanno
spalancato una porta socchiusa. Capisco che l’ilarità di una abbondante fetta
di massa di fronte alla cosa sia ancora reazione comune. Ma da un punto di
vista psicologico da ciò riesco a capire la problematica di una futura anomia:
molta gente non è preparata alla disclosure, molti non possiedono un animo
filosofico scientifico. Ai suoi tempi Pascal formulo la “teoria della scommessa
sull’esistenza di Dio”: secondo lui, un cristiano radicale, sarebbe stato
meglio scommettere sull’esistenza, in maniera tale che pur perdendo non si
subisse una concreta sanzione, reale (la punizione infernale) qualora Dio fosse
esistito. Quest’idea mi sembra tornata attuale in qualche misura a proposito
degli alieni: credo più opportuno, in linea di semplice ragionamento di una
possibilità, abituarsi a scommettere sull’esistenza degli extraterrestri.
Eviterebbe un trauma a chi non si aspetta la disclosure.
NOTE
N.B.
Se all’apertura di video nel browser rimane il
sonoro in inglese, aprendoli nell’app di YouTube l’audio viene doppiato in
italiano.
3 17 settembre
18 ottobre
28 ottobre
6 novembre
https://www.ilfaroonline.it/2021/12/18/avvistamento-ufo-cosa-volo-sopra-il-vaticano-nel-1954/452156/