05 dicembre 2025

LA SETTIMANA DEI DRONI-UFO OLANDESI E 3I/ATLAS

di DANILO CARUSO
 
La penultima settimana di novembre 2025 da lunedì 17 a sabato 22 è stata caratterizzata in Olanda da una intensa manifestazione di droni-UFO. In particolar modo: in precedenza il 7 ci sono state segnalazioni (non certificate dalle autorità) di droni nella zona del centro NATO di Brunssum e dell’aeroporto di Maastricht (contemporaneamente pure altre segnalazioni provenienti dal Limburgo meridionale, nella località dello stabilimento Chemelot di Geleen, e dalla Germania, dalla base NATO di Geilenkirchen); la sera del 17 almeno una dozzina di droni-UFO è stata vista in azione di sorvolo sopra l’area del porto di Terneuzen; nella serata del 21 sulla base militare di Volkel droni (tornati poi la notte successiva) sono stati oggetto di un fallito tentativo di abbattimento da parte dell’esercito olandese; il 22 sono stati visti sorvolare l’aeroporto a Eindhoven e in un paio di circostanze, accompagnati da infruttuosi tentativi di abbatterli, nei pressi della ospitante armamenti nucleari americani base di Volkel (parallela segnalazione altresì da Kleine-Brogel in Belgio). A proposito di Geilenkirchen ho trovato notizie di avvistamenti pregressi ad agosto e a ottobre. Ricostruire simile sequenza cronologica di avvenimenti non è stato così lineare, giacché sul mainstream italiano tali informazioni arrivano in modo frammentario, occasionale, non sempre poste in evidenza, da quel che mi risulta. La scarsità mi ha spinto a ritroso attraverso fonti straniere in direzione di un recupero di una serie omogenea di cronaca legata al fenomeno. La questione dei droni-UFO, come già ho avuto modo di descrivere1, costituisce una tematica alquanto rilevante in primis nel panorama mediatico degli USA, dove i whistleblower e l’argomento della alien disclosure tengono campo in maniera appropriata. In Europa ho rilevato la materia di ufo e alieni riproposta, con una attenzione la quale sfugge ad altri media, in Svizzera. In Italia risulta raro trovare rispetto all’intero quadro informativo di massa un interesse nei confronti dell’argomento. Ovviamente non mancano, nella maniera in cui ho avuto occasione di scoprire, apprezzabili eccezioni, spazi rivolti a esso. Tuttavia rappresentano una percentuale marginale. Chi vuol ottenere ampie notizie si scopre costretto a ricercare su internet: il web contiene qua e là articoli e analisi meritevoli, e in particolar guisa YouTube offre i video di raffinati specialisti del tema. Però, anche qui, non mancano i problemi: se altrove v’è penuria, qua l’abbondanza contiene molto materiale fantasioso e fake. Pertanto al ricercatore interessato necessitano due fondamentali abilità: le capacità di trovare e di selezionare. Le quali non sono altro che le virtù di un qualsiasi ricercatore scientifico. Comprendo benissimo gli aspetti legati alla quaestio aliena et ufologica: da un lato risulta molto difficile portare la massa a conoscenza di contenuti oltrepassanti la consumistica quotidianità (dove i più credono che non ci sia nient’altro al di là), dall’altro il regime di quieto vivere tradizionale condanna gli spiriti intelligenti (sparsi altresì in mezzo alla folla comune, e non solo relegati negli spazi accademici) a patire la privazione di notizie dirette e il limite imposto da tabù di convenienza conservativa. Purtroppo, in generale, gli eventi, per un verso o per un altro, stanno spingendo il sistema mediatico globale alla volta di una pesante scissione: chi parla in forma aperta di UFO e alieni, e chi sta alla larga dalla tematica (togliendo così al proprio pubblico uno spunto conoscitivo critico). Non condivido siffatto secondo atteggiamento il quale non fa altro che coltivare aree di ignoranza e chiusura mentale. Il mio approccio nei riguardi di qualunque materia di studio si mostra di natura filosofica, non ho problemi ad affrontare ipotesi, temi, idee le quali la massa umana mette da parte, trascura, ignora a causa di indolenza intellettuale. Io ho da sempre creduto nella possibilità di esistenza di altre civiltà planetarie, a prescindere dagli ultimi sviluppi informativi negli anni recenti, i quali, a maggior ragione, mi hanno indotto a condurre approfondimenti migliori sulla sostanza di cui sto trattando. Ho quindi rilevato che esistevano studi, ricerche, osservazioni i quali rimanevano, e rimangono, in una zona di nicchia, all’ombra e sconosciuta ai più. Prendendo spunti da molteplici fonti, poste a confronto fra di loro e con la ratio scientifica, mi sono messo ulteriormente a riflettere armato soltanto di strumenti filosofici. Non sono un astrofisico né ho accesso a documenti classificati: dunque a me non resta che procedere sulla base documentale acquisita con una platonica seconda navigazione. Simile avanzamento che poggia le sue fondamenta, sempre ipotetiche in assenza di una prova schiacciante, sopra un terreno speculativo di pensiero (il quale mantiene comunque un riferimento più o meno diretto a una realtà che si vuole approfondire o verificare nel contesto di un suo prolungamento analitico verso altri versanti incanalati in un sistema di coerenza logica) mi porta su un nuovo gradino. Questo abbisogna di richiamarsi agli incontri presunti di delegazioni tra umani e alieni avvenuti nel 1954, tra quella capeggiata dal Presidente americano Eisenhower e, in due fasi successive separate, quelle degli alieni “nordici” e degli alieni “grigi”. In particolare i Nordici avrebbero chiesto agli USA una politica pacifista in cambio di considerevoli benefici per l’umanità: la loro richiesta non fece maturare un accordo per via del rifiuto americano. Un accordo invece sembra sia stato stretto con i Grigi, ai quali sarebbe stata garantita la non ostilità degli USA al loro transito terrestre in cambio dell’acquisizione di nuove tecnologie extraterrestri. Oggigiorno a convalidare in pubblico la veridicità di tali presunti accadimenti è stata pure Laura Eisenhower pronipote del Generale2 (il whistleblower Luis Elizondo ha dichiarato reale il “Majestic-12”). Io ho preso la cosa, ipotizzandola quale vera, nel tentativo di elaborare una interpretazione del contemporaneo fenomeno dei droni-UFO. Al cospetto di esso la domanda che l’indagatore si pone è la seguente: a chi appartengono suddetti misteriosi aeromobili i quali compaiono all’improvviso e scompaiono nel nulla? Alla luce di quanto si è potuto osservare dalla fine del 2024 a oggi, a dispetto della considerevole frequenza, lascia perplessi il fatto che i tentativi di abbattimento siano stati pochissimi: come a voler far trasparire che gli osservatori terrestri all’interno delle strutture governative sappiano che si tratti di tecnologie appartenenti a intelligenze superiori. Una simile ipotesi recupererebbe una sponda presso i whistleblower: loro hanno dichiarato che sono presenti sul pianeta soggetti non umani in possesso di tecnologia più evoluta (li ho sentiti parlare in dettaglio degli UFO: che i droni-UFO siano l’epifania tecnologica di intelligenza extraterrestre rappresenta una ipotesi la quale io condivido). Nei pochissimi tentativi di abbattimento i nostri droni di oggi risultano essere sfuggiti quasi in ogni circostanza con successo: c’è un vantato abbattimento da parte russa di cui esiste filmato; e c’è anche una dichiarazione (di cui a me notizia da video di terzo narrante) al Congresso del whistleblower Dylan Borland a proposito di un autonomo drone-UFO crash (resti acquisiti presso la base aerea di Langley negli Stati Uniti). Avvistamenti ufologici di cui tener conto sono quelli di Roma, sede del Vaticano, nel ’543 (dette manifestazioni, di cui la prima in nota avvalorata da personale in servizio all’aeroporto di Ciampino e dal rilevamento sul radar di Pratica di Mare, la terza dall’ambasciatrice statunitense Clare Boothe Luce, l’ultima dal console italiano e ufologo Alberto Perego, sarebbero da ricollegare secondo me con le precedenti a Washington nell’estate del ’524): i Nordici hanno provato a sondare la disponibilità verso un accordo della religione dominante nell’Occidente? Pio XII, a detta del whistleblower David Grusch5, sapeva dell’esistenza degli extraterrestri. Questo Pontefice e il suo successore sono al centro di un paio di singolari episodi che in Vaticano pretendono di collegarli a UFO e alieni. Ancora i Nordici a tentare una via d’accordo? Pare fantascienza, ma invece costituisce una forma logica di ricostruzione alla stregua di Sherlock Holmes e Nero Wolfe. Dall’ipotesi dell’origine non umana dei droni-UFO posso proseguire in avanti, sul binario logico, proponendo una nuova, presumibile, precisazione. Dacché i Grigi avrebbero avuto un accordo con gli USA, non si vedrebbe un motivo ragionevole del loro dare nell’occhio in quel contesto (a meno che non sia venuto meno). Sembra più coerente attribuire i droni-UFO odierni ai Nordici, ai fautori di una esistenza pacifica sul pianeta Terra. Si capirebbe meglio così la concentrazione degli aeromobili investigati presso spazi di rilevante natura militare e infrastrutturali in qualche maniera collegati. Non dobbiamo trascurare che il fenomeno coabita con la guerra russo-ucraina, la quale coinvolge la NATO e la Russia in una prospettiva che potrebbe essere sciagurata se di guerra nucleare. Conclusione di tutta questa parte di ragionamenti è che una disgrazia del genere non dovrebbe materializzarsi grazie all’intervento di blocco dei Nordici (sarebbero gli extraterrestri di aspetto analogo al nostro, mentre i Grigi sarebbero quelli umanoidi con grandi occhi; non intendo sostenere che questi ultimi siano non interessati alle sorti umane, semplicemente non ne ho idea precisa in tutti i sensi di sviluppo). Dei droni olandesi ho trovato un paio di video su internet.
 
 
La seconda metà di questo scritto sarà dedicata a 3I/Atlas che negli ultimi mesi ha dimostrato di essere tutto fuorché una cometa. Chiaro che, al pari del caso dei droni-UFO, andare a ripetere alla gente comune che nel sistema solare sta viaggiando una possibile sonda aliena (teoria dell’astrofisico Avi Loeb) potrebbe generare turbamento traumatico, però la anomia finale di una generale disclosure sarebbe problema estremo. Non tutti sono in grado di reggere l’urto di un simile salto in avanti: parecchi sono attaccati a valori eteronomi religiosi e avrebbero difficoltà enormi a superare qualcosa per loro di scioccante. L’autonomia della morale e il diritto naturale non sono alla portata di tutta la massa. Nel frattempo, dal mio canto filosofico, rimango affascinato dalle “bellezze” geometriche e dinamiche di suddetta pseudocometa. Essa è entrata nel nostro sistema solare con un’orbita iperbolica retrograda giacente sul piano dell’eclittica. La curvatura dell’iperbole risulta più arcuata rispetto a quella di comete canoniche. In 3I/Atlas è stata rilevata una presenza eccessiva di nichel, il che ha suggerito l’idea di una possibile struttura metallica in un contesto che rimane comunque molto insolito. Sono state osservate due chiome: una sui generis posteriore sottile, e un’altra (la quale non dovrebbe esserci) anteriore. In aggiunta rilevati pure degli occasionali getti in diverse direzioni. Notate altresì delle rotazioni attorno al proprio asse con movimenti che in tutto l’insieme sin qui descritto lasciano disorientati circa una dinamica accidentale. Pare, non solo da questo, di poter presumere una dinamica “intelligente”. Infatti 3I/Atlas giunto a ridosso del Sole ha manifestato una inaspettata accelerazione seguita quindi da un paio di sorprendenti fenomeni: lo sfruttamento di un effetto di fionda grazie alla gravità solare, e una prodigiosa correzione della propria traiettoria. Detto corpo si è comportato in maniera tale da indirizzarsi spedito sulla “circonferenza di Hill”, cioè in un tratto di spazio dove la forza di gravità di Giove riesce a neutralizzare quella del Sole. Un simile comportamento ha fatto ipotizzare allo scienziato Avi Loeb che 3I/Atlas possa avere in programma di rilasciare delle sonde minori orbitanti perciò attorno al gigante gassoso. Una cosa che mi ha colpito è stata il fatto che nel suo tragitto, sensibilmente  in vicinanza di Marte, questo gli abbia tagliato la strada. Alla fine di questa breve sintetica semplice elencazione di anomalie dell’oggetto astrale preso in esame non posso non ricordare che esso proviene dalla stessa zona da cui giunse nel 1977 il segnale WOW. Una analogia che ho rilevato in ambito letterario a proposito di 3I/Atlas riguarda il modo in cui Ye Wenjie nel romanzo “The three-body problem” di Cixin Liu sfrutti il Sole per inviare un messaggio di risposta ai Trisolariani (un altro effetto fionda). In chiusura di questa analisi, la quale si presenta articolata in virtù dell’arricchimento offerto attraverso l’integrazione delle note, esprimo il mio rinnovato giudizio filosofico inerente alla alien disclosure. Si parla di essa ultimamente in alcune aree di dibattito con insistenza6. La reputo inevitabile: prima o poi si dovrà accogliere all’aperto l’idea per cui, non soltanto al mio modesto avviso, l’Universo prospetti una pluralità di civiltà e di abitanti residenti su diversi pianeti lontani dal nostro sistema stellare (Giordano Bruno). Pare che ce ne siano le evidenze non ufficializzate. Ignoro quanto prima o quanto poi qualche autorevolissimo personaggio politico o religioso potrà pronunziarsi in forma nitida al riguardo, tuttavia valuto di poter accantonare in modo definitivo il “se”. Tutti i vari avvenimenti recenti in cui si è registrata la presenza di droni-UFO, rimasti al momento senza una spiegazione governativa nitida, accanto alla storia dei fatti ufologici, mi hanno convinto, nel perimetro di riflessione e indagine razionali, che l’esistenza di soggetti non umani in possesso di più alte conoscenze sia ormai una circostanza reale davanti alla quale manca la solenne presa d’atto. Gli episodi riconducibili a sostegno di una conclusione del genere sono numerosi: i whistleblower hanno spalancato una porta socchiusa. Capisco che l’ilarità di una abbondante fetta di massa di fronte alla cosa sia ancora reazione comune. Ma da un punto di vista psicologico da ciò riesco a capire la problematica di una futura anomia: molta gente non è preparata alla disclosure, molti non possiedono un animo filosofico scientifico. Ai suoi tempi Pascal formulo la “teoria della scommessa sull’esistenza di Dio”: secondo lui, un cristiano radicale, sarebbe stato meglio scommettere sull’esistenza, in maniera tale che pur perdendo non si subisse una concreta sanzione, reale (la punizione infernale) qualora Dio fosse esistito. Quest’idea mi sembra tornata attuale in qualche misura a proposito degli alieni: credo più opportuno, in linea di semplice ragionamento di una possibilità, abituarsi a scommettere sull’esistenza degli extraterrestri. Eviterebbe un trauma a chi non si aspetta la disclosure.
 
 
NOTE
 
N.B.
Se all’apertura di video nel browser rimane il sonoro in inglese, aprendoli nell’app di YouTube l’audio viene doppiato in italiano.

 
 
 
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