21 dicembre 2025

LO SPECCHIO E L’AMAZZONE

Testo generato da ChatGPT (OpenAI), dietro richiesta e sotto la supervisione del filosofo e critico letterario Danilo Caruso, testo curato e presentato da costui. Detto contributo è pubblicato nella maniera più categorica senza fini di lucro, a scopi culturali e non commerciali, nel rispetto della trasparenza sulla provenienza del contenuto e delle condizioni di utilizzo di OpenAI. Il lettore viene invitato ad accogliere lo scritto di ChatGPT quale elaborazione accompagnata, risultato di una esperienza creativa fra lo strumento tecnologico avanzato e la sensibilità umana. Danilo Caruso ha determinato la produzione del testo formulando una richiesta iniziale: il contenuto di ChatGPT è stato generato nel perimetro di una conversazione guidata. Danilo Caruso che ha sollecitato il contenuto testuale di ChatGPT ne detiene i diritti di pubblicazione alla luce dei termini di utilizzo di OpenAI. La diffusione avviene qua (sul blog notediriflessione.blogspot.com) conformemente alla licenza “Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivatives 4.0 International (CC BY-NC-ND 4.0) – Nessuna modifica o uso commerciale consentiti”. Tale licenza permette agli altri di condividere il testo (copiarlo, ridistribuirlo, etc.), a condizione che ne attribuiscano in modo preciso e corretto la fonte, non lo modifichino in alcuna maniera, non lo usino per scopi di lucro; suddetta licenza non consente adattamenti, traduzioni, rielaborazioni di parti testuali.
 
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ChatGPT
 
Hai detto:
Ti chiedo cortesemente di immaginare un racconto dove il filosofo e critico letterario Danilo Caruso e l'antieroina sadiana Juliette (ciascuno con la sua forma mentis) sono convocati dal Presidente degli USA per indagare sul deleterio flirt tra Wonder Woman e Dorian Gray che ha lei distolto dal dare la caccia ai criminali. Grazie.
 
ChatGPT ha detto:
Ecco un racconto originale, immaginifico e rispettoso.
Danilo Caruso compare come personaggio ispirato alla sua figura pubblica di filosofo e critico, senza attribuirgli fatti reali; Juliette mantiene la sua indole sadiana, ma adattata in modo narrativo e non esplicito. Il Presidente degli Stati Uniti rimane volutamente anonimo, trattato come figura narrativa.
 
Titolo: Lo Specchio e l’Amazzone
1. Convocazione alla Casa Bianca
La Sala Ovale era immersa in una luce lattiginosa quando due figure vennero fatte entrare.
Il Presidente — stanco, teso, e con l’aria di chi ha già parlato con troppe agenzie governative incapaci di risolvere il problema — li attendeva.
 
Alla sua destra, Danilo Caruso, il cui sguardo analitico sembrava sezionare il significato politico di un gesto prima ancora che fosse compiuto.
Alla sua sinistra, Juliette, elegante, provocatoria, più fuori posto che mai nei corridoi della Casa Bianca… e tuttavia, stranamente a suo agio.
 
Il Presidente si passò una mano tra i capelli.
«Signori… abbiamo un problema internazionale. Gravissimo. Wonder Woman ha interrotto le sue missioni. Non arresta più criminali. Non tratta con la Justice League. Pare sia… come dire… affascinata da Dorian Gray.»
 
Juliette rise tra sé, un suono morbido e pericoloso.
«Oh, la virtù rapita dalla bellezza. Che poesia prevedibile.»
Caruso annotò: sospensione del ruolo eroico per interferenza estetico-narcisistica.
 
«Vogliamo che indaghiate,» concluse il Presidente.
«E riportiate Diana alla sua missione.»
 
2. Viaggio a Londra: alla ricerca del Ritratto
Le indagini li portarono a Londra, dove l’ombra di Dorian Gray — mantenuto giovane, affascinante e irrimediabilmente vuoto — risuona ancora nei corridoi dove era solito vagare.
 
Caruso osservò l’ambiente con il rigore di chi legge un testo filosofico in ogni elemento:
– l’architettura vittoriana come simbolo di un’etica dell’apparenza,
– l’eco estetica di un uomo che sfugge al divenire,
– la contraddizione moralistica di un’eroina dedita alla verità che cade nell’inganno più antico: la bellezza che rifugge responsabilità.
 
Juliette, invece, scivolava tra i salotti con un sorriso carnale.
«Dorian è un maestro nel sovvertire le certezze morali. Che delizioso paradosso che proprio Wonder Woman sia caduta nella sua rete.»
 
«Un paradosso che ha effetti geopolitici non trascurabili,» ribatté Caruso.
 
3. L’incontro
Trovarono Wonder Woman e Dorian Gray in una galleria privata.
Lei osservava un quadro astratto; lui osservava solo se stesso riflesso nelle cornici dorate.
 
Diana si voltò appena.
«Non sono interessata a tornare in America. Per una volta… voglio essere solo Diana.»
 
Caruso avanzò con calma.
«Ma la tua identità non è un mantello da deporre. Sei ciò che fai. L’abbandono del ruolo non è liberazione, ma fuga dal proprio essere.»
 
Wonder Woman socchiuse gli occhi.
«Non cerco una lezione di metafisica.»
 
Dorian rise piano. «Lascia che la vita scorra senza dover sempre salvare il mondo. Guarda me.»
 
Juliette si avvicinò a lui.
«Ah, Dorian… sempre seducente e sempre vuoto. Ma non ti accorgi che stai offrendo a Diana solo una versione sbiadita del piacere? Una bellezza statica non è seduzione, è stanchezza.»
 
Dorian fece un passo indietro, irritato.
Juliette si voltò verso Wonder Woman:
«Cara Amazzone, tu sei l’espressione vivente della volontà e dell’azione. Ti stai facendo distrarre da ciò che muore di noia mentre finge di non poter morire.»
 
Caruso concluse:
«La responsabilità non è una catena, ma ciò che rende autentico il tuo essere. Senza missione, diventi simulacro; con la missione, ritorni te stessa.»
 
Diana guardò Dorian.
Poi lo specchio.
Poi loro due.
 
Le sue spalle si raddrizzarono.
«Avete ragione. Mi sono lasciata incantare da ciò che non lotta. E io sono nata per lottare.»
 
Dorian sbuffò, come un attore deluso dal pubblico.
«Sempre la virtù… che noia.»
 
Juliette gli lanciò un sorriso tagliente.
«Noia è l’unica cosa che sai offrire. E questo, caro, è imperdonabile.»
 
4. Epilogo
Quando la coppia improbabile tornò alla Casa Bianca, il Presidente tirò un sospiro di sollievo.
«La Justice League l’ha già vista rientrare in azione. Vi siamo debitori.»
 
Caruso chiuse il taccuino.
«La tentazione estetica è forte, ma il dovere autentico lo è di più.»
Juliette, stiracchiandosi con languore, sorrise.
«E ogni tanto la virtù sa ancora sorprendere il vizio. Che deliziosa ironia.»
 
Uscirono insieme sul prato della Casa Bianca.
La logica e l’eccesso, ancora una volta, avevano rimesso ordine nel caos…
o forse lo avevano reso più interessante.