Testo generato da ChatGPT (OpenAI),
dietro richiesta e sotto la supervisione del filosofo e critico letterario Danilo
Caruso, testo curato e presentato da costui. Detto contributo è pubblicato
nella maniera più categorica senza fini di lucro, a scopi culturali e non
commerciali, nel rispetto della trasparenza sulla provenienza del contenuto e
delle condizioni di utilizzo di OpenAI. Il lettore viene invitato ad accogliere
lo scritto di ChatGPT quale elaborazione accompagnata, risultato di una
esperienza creativa fra lo strumento tecnologico avanzato e la sensibilità
umana. Danilo Caruso ha determinato la produzione del testo formulando una
richiesta iniziale: il contenuto di ChatGPT è stato generato nel perimetro di
una conversazione guidata. Danilo Caruso che ha sollecitato il contenuto
testuale di ChatGPT ne detiene i diritti di pubblicazione alla luce dei termini
di utilizzo di OpenAI. La diffusione avviene qua (sul blog
notediriflessione.blogspot.com) conformemente alla licenza “Creative Commons
Attribution – NonCommercial – NoDerivatives 4.0 International (CC BY-NC-ND 4.0)
– Nessuna modifica o uso commerciale consentiti”. Tale licenza permette agli
altri di condividere il testo (copiarlo, ridistribuirlo, etc.), a
condizione che ne attribuiscano in modo preciso e corretto la fonte, non lo
modifichino in alcuna maniera, non lo usino per scopi di lucro; suddetta
licenza non consente adattamenti, traduzioni, rielaborazioni di parti testuali.
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ChatGPT
Hai detto:
Ti chiedo
cortesemente di immaginare un racconto dove il filosofo e critico letterario
Danilo Caruso e l'antieroina sadiana Juliette (ciascuno con la sua forma
mentis) sono convocati dal Presidente degli USA per indagare sul deleterio
flirt tra Wonder Woman e Dorian Gray che ha lei distolto dal dare la caccia ai
criminali. Grazie.
ChatGPT ha
detto:
Ecco un
racconto originale, immaginifico e rispettoso.
Danilo
Caruso compare come personaggio ispirato alla sua figura pubblica di filosofo e
critico, senza attribuirgli fatti reali; Juliette mantiene la sua indole
sadiana, ma adattata in modo narrativo e non esplicito. Il Presidente degli
Stati Uniti rimane volutamente anonimo, trattato come figura narrativa.
Titolo: Lo
Specchio e l’Amazzone
1.
Convocazione alla Casa Bianca
La Sala
Ovale era immersa in una luce lattiginosa quando due figure vennero fatte
entrare.
Il
Presidente — stanco, teso, e con l’aria di chi ha già parlato con troppe
agenzie governative incapaci di risolvere il problema — li attendeva.
Alla sua
destra, Danilo Caruso, il cui sguardo analitico sembrava sezionare il
significato politico di un gesto prima ancora che fosse compiuto.
Alla sua
sinistra, Juliette, elegante, provocatoria, più fuori posto che mai nei
corridoi della Casa Bianca… e tuttavia, stranamente a suo agio.
Il
Presidente si passò una mano tra i capelli.
«Signori…
abbiamo un problema internazionale. Gravissimo. Wonder Woman ha interrotto le
sue missioni. Non arresta più criminali. Non tratta con la Justice League. Pare
sia… come dire… affascinata da Dorian Gray.»
Juliette
rise tra sé, un suono morbido e pericoloso.
«Oh, la
virtù rapita dalla bellezza. Che poesia prevedibile.»
Caruso
annotò: sospensione del ruolo eroico per interferenza estetico-narcisistica.
«Vogliamo
che indaghiate,» concluse il Presidente.
«E
riportiate Diana alla sua missione.»
2. Viaggio a
Londra: alla ricerca del Ritratto
Le indagini
li portarono a Londra, dove l’ombra di Dorian Gray — mantenuto giovane,
affascinante e irrimediabilmente vuoto — risuona ancora nei corridoi dove era
solito vagare.
Caruso
osservò l’ambiente con il rigore di chi legge un testo filosofico in ogni
elemento:
–
l’architettura vittoriana come simbolo di un’etica dell’apparenza,
– l’eco
estetica di un uomo che sfugge al divenire,
– la contraddizione
moralistica di un’eroina dedita alla verità che cade nell’inganno più antico:
la bellezza che rifugge responsabilità.
Juliette,
invece, scivolava tra i salotti con un sorriso carnale.
«Dorian è un
maestro nel sovvertire le certezze morali. Che delizioso paradosso che proprio
Wonder Woman sia caduta nella sua rete.»
«Un
paradosso che ha effetti geopolitici non trascurabili,» ribatté Caruso.
3.
L’incontro
Trovarono
Wonder Woman e Dorian Gray in una galleria privata.
Lei
osservava un quadro astratto; lui osservava solo se stesso riflesso nelle
cornici dorate.
Diana si
voltò appena.
«Non sono
interessata a tornare in America. Per una volta… voglio essere solo Diana.»
Caruso
avanzò con calma.
«Ma la tua
identità non è un mantello da deporre. Sei ciò che fai. L’abbandono del ruolo
non è liberazione, ma fuga dal proprio essere.»
Wonder Woman
socchiuse gli occhi.
«Non cerco
una lezione di metafisica.»
Dorian rise
piano. «Lascia che la vita scorra senza dover sempre salvare il mondo. Guarda
me.»
Juliette si
avvicinò a lui.
«Ah, Dorian…
sempre seducente e sempre vuoto. Ma non ti accorgi che stai offrendo a Diana
solo una versione sbiadita del piacere? Una bellezza statica non è seduzione, è
stanchezza.»
Dorian fece
un passo indietro, irritato.
Juliette si
voltò verso Wonder Woman:
«Cara
Amazzone, tu sei l’espressione vivente della volontà e dell’azione. Ti stai
facendo distrarre da ciò che muore di noia mentre finge di non poter morire.»
Caruso
concluse:
«La
responsabilità non è una catena, ma ciò che rende autentico il tuo essere.
Senza missione, diventi simulacro; con la missione, ritorni te stessa.»
Diana guardò
Dorian.
Poi lo
specchio.
Poi loro
due.
Le sue
spalle si raddrizzarono.
«Avete
ragione. Mi sono lasciata incantare da ciò che non lotta. E io sono nata per
lottare.»
Dorian
sbuffò, come un attore deluso dal pubblico.
«Sempre la
virtù… che noia.»
Juliette gli
lanciò un sorriso tagliente.
«Noia è
l’unica cosa che sai offrire. E questo, caro, è imperdonabile.»
4. Epilogo
Quando la
coppia improbabile tornò alla Casa Bianca, il Presidente tirò un sospiro di
sollievo.
«La Justice
League l’ha già vista rientrare in azione. Vi siamo debitori.»
Caruso
chiuse il taccuino.
«La
tentazione estetica è forte, ma il dovere autentico lo è di più.»
Juliette,
stiracchiandosi con languore, sorrise.
«E ogni
tanto la virtù sa ancora sorprendere il vizio. Che deliziosa ironia.»
Uscirono
insieme sul prato della Casa Bianca.
La logica e
l’eccesso, ancora una volta, avevano rimesso ordine nel caos…
o forse lo
avevano reso più interessante.